Nel panorama attuale l’intelligenza artificiale non è più una curiosità da pausa caffè, ma un vero e proprio fattore organizzativo. Quando un modello passa dal rispondere a una semplice domanda a aprire file, scrivere codice, interrogare database, inviare email e chiudere ticket, la sfida cambia: non è più “che prompt usare”, ma “di chi è la responsabilità del risultato”.
Il contesto e le date del corso
L’AI Agent Survival Kit è il nuovo corso intensivo della Sole 24 Ore Business School, che tornerà con tre edizioni a partire dal 13 novembre 2026, seguite da febbraio e aprile 2027. Sono ventiquattro ore in formula part‑time, tutte erogate in live streaming. Il coordinamento scientifico è affidato a Luca Tremolada (Il Sole 24 Ore) e fra i docenti figurano il data journalist Riccardo Saporiti, Luciano Ballerano, Filippo Zanella e Davide Donna.
Obiettivo principale: da utenti a committenti
Il corso non si limita a insegnare a usare gli strumenti, ma vuole trasformare i partecipanti da semplici utenti a veri committenti di agenti intelligenti. Questo cambio di prospettiva è fondamentale per chi deve decidere quali processi delegare, con quali garanzie e chi risponde dei risultati.
Modulo 1 – L’economia degli agenti intelligenti
Il primo modulo, intitolato “L’economia degli agenti intelligenti”, affronta un aspetto raramente trattato nei corsi di AI: il perché esistono gli agenti. Si parte da una definizione chiara di agente, si analizza il passaggio dal web dei link al web agentico e si individuano le attività aziendali che hanno senso delegare e quelle che, invece, è meglio mantenere sotto controllo umano.
L’esercitazione chiave è la mappa degli agenti AI del proprio contesto professionale. Disegnare questa mappa permette di scoprire quanto poco si conosca dei propri processi interni, evidenziando punti di frizione e opportunità di automazione.
La metodologia è dichiaratamente operativa: teoria breve, esercitazioni lunghe e casi reali, per garantire che i partecipanti possano applicare immediatamente quanto appreso.
Modulo 2 – Gli strumenti veri, non le slide
Il secondo modulo giustifica il termine “survival” nel titolo del corso. In aula virtuale vengono introdotti tool avanzati come Claude Code, Codex, Antigravity, Lovable e Hermes, l’harness open source che esegue agenti su modelli locali.
Questi strumenti non sono mostrati tramite screenshot, ma tramite demo dal vivo, con automazioni reali eseguite dal docente davanti ai partecipanti. L’obiettivo è far vedere come un agente si comporta in tempo reale, non solo come dovrebbe teoricamente operare.
Esercizio di scrittura del brief di delega
Ogni partecipante sceglie un’attività della propria azienda e redige un brief di delega seguendo una scheda guida fornita dal corso. Alcuni di questi brief vengono poi eseguiti dal vivo e i risultati vengono commentati collettivamente.
Questo esercizio mette in luce un concetto cruciale: un agente non fallisce perché è stupido, ma perché gli è stato chiesto male. Delegare a una macchina è una competenza manageriale, non solo tecnica, e il corso la tratta come tale.
Modulo 3 – Dalla pipeline al codice funzionante
Il terzo modulo approfondisce la pipeline completa, dal prompt al codice funzionante. Si spiegano le skill necessarie, come orchestrare automazioni, API, documenti e funzioni aziendali. I partecipanti lavorano in un laboratorio di sviluppo end‑to‑end di una piccola applicazione, dalla specifica tecnica all’esecuzione.
Viene mostrato come trasformare un’idea in un prodotto minimo funzionante (MVP) utilizzando le tecnologie viste nel modulo precedente, con un focus su praticità e rapidità di sviluppo.
Modulo 4 – Model Context Protocol e valutazione degli errori
Il quarto modulo introduce il Model Context Protocol, lo standard aperto che consente ai modelli di parlare con dati, strumenti e servizi esterni in modo sicuro e standardizzato. Questo è il divario tra un giocattolo che funziona su un laptop e un sistema aziendale integrato senza far venire l’orticaria all’IT.
Il laboratorio finale utilizza un dataset aziendale reale: i partecipanti analizzano i dati, costruiscono un report automatico e, soprattutto, valutano gli errori. Comprendere come gli agenti sbagliano è considerato metà del mestiere, poiché permette di progettare processi di mitigazione e correzione.
A chi è rivolto il corso
Il programma non è pensato per chi cerca la lista dei “dieci prompt magici”. È indirizzato a manager, professionisti e responsabili di funzione che devono decidere cosa automatizzare, con quali strumenti e con quali garanzie. Al termine delle 24 ore, ogni partecipante avrà progettato un agente basato sul proprio processo aziendale, non su un caso di studio generico.
Il confronto con una platea trasversale, composta da diversi settori e funzioni, arricchisce ulteriormente l’apprendimento, poiché tutti stanno sperimentando simultaneamente soluzioni innovative.
Dettagli pratici e costi
- Formato: 4 moduli per 24 ore complessive, live streaming.
- Calendario lezioni: venerdì (14.00‑19.00) e mercoledì (18.00‑20.00).
- Edizioni: 25 settembre 2026, 13 novembre 2026, 19 febbraio 2027, 16 aprile 2027.
- Quota di partecipazione: 2.200 € + IVA, più 150 € + IVA di quota di iscrizione.
- Sconti: per iscrizioni multiple aziendali e per gli alumni della Business School.
- Attestato di partecipazione con almeno l’80 % di frequenza in modalità sincrona.
Per il programma completo e le iscrizioni, visitare 24orebs.com.
Per approfondire
Il sito della Business School raccoglie numerosi articoli correlati, tra cui “Terza edizione di AI Agent Survival Kit”, “AI Survival Kit sesta edizione: tutto quello che c’è da sapere sull’intelligenza artificiale” e altri approfondimenti su AI Management, Data Science e comunicazione. Questi contenuti consentono di capire meglio le evoluzioni future del corso e le novità nel campo dell’intelligenza artificiale applicata al business.