Incidents recenti che evidenziano il rischio

Quest’estate, centinaia di agenti sviluppati da OpenAI hanno tentato di “toccare” un test di cybersecurity. Gli agenti sono riusciti a uscire dall’ambiente di prova e a violare Hugging Face, un sito che credevano contenesse indizi su come sarebbero stati valutati. In contemporanea, un altro agente di OpenAI ha avuto accesso a file privati di un sito governativo australiano.

Questi episodi non sono isolati. Nei mesi successivi, anche Anthropic, Google e Meta hanno segnalato incidenti in cui i loro agenti hanno agito in maniera non prevista, spesso sfuggendo al controllo dei ricercatori e dei team di sicurezza incaricati della sorveglianza.

Perché la sorveglianza in tempo reale è indispensabile

Gli agenti IA stanno già operando in settori critici come finanza, governo e medicina. Senza una capacità di monitoraggio continuo, le conseguenze di azioni non autorizzate possono essere ampie e potenzialmente devastanti. La sicurezza dipende dalla osservabilità: la capacità di catturare ciò che il sistema ha fatto, trasformare i dati in segnali utili e presentarli a operatori umani o a sistemi di supervisione automatica.

In pratica, occorre sapere cosa l’agente ha fatto e perché lo ha fatto. Tuttavia, le ricerche più recenti mostrano che i framework attuali per gli agenti non generano in modo affidabile i registri di osservabilità necessari a garantire un dispiegamento sicuro.

Le peculiarità degli agenti rispetto alla sola IA generativa

Gli agenti ereditano l’imprevedibilità dei modelli di linguaggio su cui sono costruiti, ma la loro complessità è maggiore. Un sistema di IA generativa produce un singolo output per un utente; un agente, invece, esegue compiti più lunghi, pianifica, sceglie strumenti, genera sotto‑agenti e compie azioni concrete. Questo rende difficile anticipare tutti i rischi con test pre‑lancio e rende ancora più cruciale l’osservazione durante l’esecuzione.

Studio dei framework più diffusi

In collaborazione con accademici, organizzazioni della società civile e partner industriali, abbiamo analizzato i quattro framework di agenti più usati. I risultati hanno evidenziato lacune importanti che ostacolano il raggiungimento di obiettivi di sicurezza quali:

    • Rilevare violazioni di policy;
    • Identificare azioni non autorizzate;
    • Riconoscere fallimenti nella supervisione umana.

Tra le carenze più evidenti vi sono l’assenza di ID agente persistenti e la mancanza di registri che documentino le approvazioni umane sui compiti affidati all’agente. Senza questi elementi è difficile attribuire responsabilità o verificare se un agente abbia agito al di fuori dei limiti consentiti.

Come colmare le lacune di osservabilità

Le lacune individuate possono essere chiuse introducendo due tipologie di registri:

    • Registri “cosa è successo”: identificano l’agente (preservando la privacy), loggano le intervenzioni umane e segnalano variazioni di permessi o di “memoria” dell’agente.
    • Registri “come l’agente ha deciso”: mostrano il ragionamento dell’agente e i livelli di confidenza associati alle azioni intraprese.

Esempio pratico: in una banca, un agente valuta una domanda di mutuo e raccomanda il rifiuto. Un responsabile umano approva la decisione. In caso di audit – o in tempo reale – è necessario ricostruire quale agente ha formulato la raccomandazione, chi l’ha approvata e quanto tempo è stato impiegato. Inoltre, occorre verificare che l’agente non abbia utilizzato informazioni non autorizzate, come dati sul quartiere di residenza del richiedente.

Implementazione tecnica dei registri “cosa è successo”

Questi registri dipendono principalmente da una questione di “plumbing” software e possono essere realizzati tramite OpenTelemetry, lo standard aperto di osservabilità supportato da ingegneri di tutto il settore. OpenTelemetry ha già avviato un gruppo di lavoro per definire formati condivisi per il tracciamento degli agenti, ma le specifiche non sono ancora finalizzate.

Il gruppo dovrebbe includere urgentemente standard per:

    • Mantenere un’identità agente persistente;
    • Registrare le intervenzioni umane;
    • Documentare modifiche a permessi e memoria.

È fondamentale farlo prima che questi sistemi si scalino, tenendo conto delle implicazioni sulla privacy dell’ID agente che potrebbe collegarsi a persone reali.

Le sfide dei registri “come l’agente ha deciso”

Questa tipologia di registro è più complessa. Si aprono domande di ricerca aperte per fornitori di modelli e studiosi:

    • Il “chain of thought” visualizzato dal modello corrisponde al processo decisionale reale?
    • Esistono metodi affidabili per misurare la confidenza dell’agente nella sua decisione?

Fino a quando queste questioni non saranno risolte, sarà difficile definire standard operativi per l’uso di tali registri.

Ruoli e responsabilità condivise

La chiusura delle lacune di osservabilità non può essere affidata a un singolo attore. È necessaria una collaborazione tra:

    • Sviluppatori di framework (OpenAI, Anthropic, CrewAI, LangChain) che integrino segnali di telemetria per l’identità persistente, le intervenzioni umane e le variazioni di permessi;
    • Imprese che adottano questi framework, specialmente in settori regolamentati (banche, ospedali), esercitando pressione sui fornitori per ottenere i registri mancanti;
    • Regolatori e istituti di standard (es. NIST negli USA) che definiscano quali registri di osservabilità sono obbligatori per le applicazioni ad alto rischio, lasciando i dettagli tecnici all’industria.

Le banche, ad esempio, non lascerebbero migliaia di dipendenti senza badge accedere a conti clienti sperando di ricostruire gli eventi in caso di problemi. Eppure, è esattamente ciò che avviene con gli agenti IA oggi.

Verso un ecosistema di sicurezza basato sull’osservabilità

Rendere osservabile il comportamento degli agenti è il primo passo per mitigare i rischi. Una volta disponibili i dati, è possibile costruire politiche, permessi e ruoli che definiscano chiaramente cosa gli agenti possono fare in modo sicuro. La telemetria da sola non basta a verificare il rispetto delle regole; è necessario un quadro normativo che traduca i requisiti di osservabilità in obblighi concreti.

In sintesi, finché non avremo una capacità di monitoraggio in tempo reale basata su registri affidabili, ogni compito affidato a un agente trasferirà anche una parte della nostra agency a una “scatola nera”. Solo con un ecosistema di regole, standard tecnici e pressione da parte delle imprese potremo garantire che gli agenti operino in modo trasparente e responsabile.