Il 2026 è entrato ufficialmente nell’era degli Information Agents di Google, agenti IA progettati per eseguire ricerche, monitorare costantemente dati online e inviare notifiche non appena un'informazione rilevante appare nel web. L'annuncio, effettuato da Robby Stein, capo prodotto di Google, ha generato grande interesse nell'ambiente tecnologico. Questi agenti, disponibili in tutti i mercati e lingue supportati da AI Mode, non si limitano a fornire risultati istantanei: proseguono la ricerca anche dopo che l'utente ha chiuso il browser o l’app. Il tutto in modo autonomo, 24 ore su 24, sette giorni su sette.
Una richiesta, un assistente personale
Per utilizzare gli agenti IA non è necessario configurare manualmente keyword o notifiche come faceva Google Alerts. Basta formulare un’indicazione chiara all’interno di AI Mode. Ecco alcuni esempi:
- Dimmi quando questa offerta di biglietto aereo scende sotto i 300 euro.
- Avvisami se un nuovo posto da data scientist si apre a Lione.
L’agente analizza il web continuamente attraverso articoli, forum, social media, risultati sportivi e quotazioni di borsa. Non appena trova un cambiamento rilevante, fornisce un riassunto con link alle fonti, e manda una notifica direttamente all’app Google. Questo modello elimina la necessità di fare la stessa ricerca ogni volta, come quando si cerca un appartamento in affitto: è sufficiente indicare una volta i criteri preferiti e aspettare che l’agente IA faccia selezione.
L'evoluzione del motore di ricerca
Questa funzione estende la strategia iniziata durante la conferenza Google I/O 2026. La missione non è più solo rispondere a query isolate: Google intende trasformare il proprio motore in una piattaforma intelligente che gestisca compiti complessi, monitorando e anticipando le esigenze dei propri utenti.
Tuttavia, alcuni esperti sollevano un problema non trascurabile. Gli Information Agents ridurrebbero ulteriormente le visite sui siti originali. Se l’informazione è sintetizzata e recapitata direttamente, quale incentivo c’è nell’aprire il sito? Questo andrebbe a intensificare il cosiddetto “fenomeno del zeroclick”, già accentuato dal lavoro degli AI Overviews.
Google cattura l'attenzione, sorveglia il web al posto dell'utente e le fonti che producono i contenuti sorvegliati rimediano solo briciole di traffico.
Un servizio esclusivo per un pubblico selezionato
La novità, però, si rivela accessibile solo a un ristretto gruppo di utenti: è riservata agli abbonati al piano Google AI Ultra, che costa 99,99 euro al mese. Questo taglia fuori quasi completamente l’utenza casuale, concentrando l’uso principalmente su professionisti e utenti intensivi.
Puoi creare un agente semplicemente aprendo AI Mode e specificando cosa vorresti seguire. I tuoi agenti attivi sono visibili e gestibili direttamente nell’history di AI Mode, permettendoti di disattivarne alcuni o monitorarne il funzionamento.