Il contesto lavorativo si sta trasformando radicalmente con l’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale e dei Large Language Models (LLM). Molti processi standardizzati che richiedevano competenze procedurali sono ormai automatizzabili, con un impatto diretto sull’economia e sull’organizzazione del lavoro. La domanda che sorge spontanea è: che valore hanno i lavori dell’era dell’AI?

Da automatizzare a innovare

Prima del 2022, buona parte del valore economico derivante dal lavoro era legato alla conoscenza, espressa in termini di competenza o expertise tecnica. Chi sapeva svolgere in modo efficiente un’attività, ad esempio in contabilità o programmazione software, aveva una posizione solida nell’economia globale. Oggi, però, con strumenti di AI in grado di gestire questi compiti, quel tipo di valore procedurale sta scomparendo.

In che direzione evolve il lavoro?

Ciò che distingue l’uomo dall’intelligenza artificiale è la capacità di decidere. Nessun sistema, per quanto sofisticato, può autonomamente scegliere gli obiettivi verso cui orientare un lavoro, né prendere decisioni che implica responsabilità, valore morale o creatività. Chi sopravvive in un mondo con l’IA non sarà l’operaio o il tecnico di processo, ma l’individuo capace di:

    • definire gli obiettivi strategici;
    • gestire e supervisionare l’uso della tecnologia;
    • prendere decisioni complesse;
    • creare valore attraverso innovazione;
    • gestire e motivare squadre diverse.

Un esempio concreto:

Il caso del settore sanitario

Gli LLM sono ormai in grado di supportare i dottori nella diagnosi iniziale e nell’analisi di test medici. Il medico non ha bisogno di ricordare tutte le patologie o di calcolare statistiche: la tecnologia lo aiuta. Tuttavia, il medico rimane essenziale per interpretare risultati, prendere decisioni basate su valori etici e sull’empathia, e comunicare in modo umano con il paziente. È lui che decide, in base alle informazioni, quale percorso terapeutico intraprendere.

Le competenze di domani

Il futuro richiederà competenze sempre più umane: la capacità di comprendere l’essere umano, di comunicare, di gestire conflitti, di adattarsi al cambiamento. Alcuni strumenti utili per sviluppare queste competenze includono:

    • corsi di leadership e management;
    • attività di team building;
    • formazione in mediazione e risoluzione dei conflitti;
    • esperienze di mentoring tra pari;
    • esercizi di problem solving applicato.

Data e contesti rilevanti

Secondo il World Economic Forum, entro il 2025, il 50% dei posti di lavoro sarà riconfigurato a causa dell’avanzamento tecnologico. Ciò non significa che vengano persi, ma che si sposta il tipo di lavoro richiesto. Una ricerca di LinkedIn mostra inoltre che tra le competenze più richieste ci sono “creativity”, “critical thinking” e “adaptability” – tutti aspetti di cui un algoritmo non può farsi carico.

In sintesi:

    • L’IA automatizza processi;
    • Le decisioni umane e i valori morali non sono riproducibili;
    • Il nuovo valore del lavoro sta nella direzione; non nell’esecuzione;
    • I lavoratori del futuro devono sviluppare soft skills;
    • I processi diventano strumento al servizio della visione umana.

Il ruolo dell’istruzione e della formazione continua

Per rispondere a questa evoluzione, l’istruzione e la formazione continua svolgono un ruolo fondamentale. Gli istituti educativi devono adattare i programmi per preparare i prossimi lavoratori non solo con contenuti tecniche, ma soprattutto con una visione sistematica del mondo e la capacità di risolvere problemi complessi.