Introduzione

Gli agenti di intelligenza artificiale (AI agent) stanno entrando rapidamente nei processi aziendali, superando la semplice generazione di contenuti per passare alla capacità di comprendere obiettivi, prendere decisioni e compiere azioni autonome. Questo cambiamento, se da un lato promette notevoli vantaggi operativi, dall’altro introduce nuove sfide di governance e controllo.

Che cosa sono gli AI agent?

Un AI agent non è solo un software: è un'entità capace di accedere a dati, interagire con applicazioni, coordinarsi con altri agenti e, soprattutto, eseguire azioni concrete. Esempi tipici includono:

    • Monitorare una spedizione, individuare un’anomalia e avviare automaticamente le attività di risoluzione.
    • Supportare la previsione della domanda integrando dati di vendita, trend di mercato e variabili stagionali.
    • Gestire fasi di un processo HR, come la programmazione di colloqui o l’onboarding di nuovi dipendenti.
    • Automatizzare parti della supply chain, ottimizzando rotte logistiche e livelli di inventario.

Impatto economico dell’AI agentica

Secondo McKinsey, la sola AI generativa potrebbe aggiungere tra 2.600 e 4.400 miliardi di dollari all’economia globale ogni anno. L’AI agentica sposta il valore dalla produzione di contenuti all’esecuzione autonoma, promettendo un contributo ancora più consistente quando l’intelligenza artificiale verrà integrata nei processi quotidiani delle imprese.

Il fenomeno dell’agent sprawl

Con la rapida adozione degli agenti nasce il fenomeno noto come agent sprawl. Si verifica quando gli AI agent vengono creati, implementati o collegati ai sistemi aziendali più velocemente di quanto l’organizzazione riesca a censirli, assegnarne la responsabilità, controllarne i permessi e monitorarne il comportamento. Il risultato è un ecosistema frammentato, difficile da governare e da comprendere nel suo insieme.

Dati della SAP LeanIX Agentic AI Survey 2026

La SAP LeanIX Agentic AI Survey 2026 evidenzia la portata della sfida:

    • Il 98 % delle aziende a livello globale ha già implementato AI agent o prevede di farlo.
    • Meno della metà delle organizzazioni dichiara di avere una visibilità completa sul proprio inventario di agenti.
    • Solo il 13 % ritiene di disporre di una governance adeguata per gestirli.

Questi dati mostrano una contraddizione: l’adozione avanza rapidamente, mentre la capacità di monitorare e controllare gli agenti resta insufficiente.

Previsioni Gartner

Secondo le previsioni di Gartner, entro il 2028 una grande impresa della Fortune 500 potrebbe contare su oltre 150.000 AI agent in uso. Senza una governance efficace, il rischio operativo e di compliance può crescere in maniera esponenziale.

Sicurezza e responsabilità

Nel contesto dell’AI generativa, gli errori sono spesso limitati a risposte inaccurate che possono essere verificate dall’uomo. Con gli AI agent, le conseguenze sono più gravi: un agente può modificare dati, avviare processi o interagire con sistemi critici. Pertanto, sicurezza e governance non possono più essere trattate separatamente.

Principi fondamentali di governance

Una governance efficace deve garantire:

    • Accesso limitato alle informazioni e alle funzionalità strettamente necessarie.
    • Tracciabilità completa del creatore dell’agente, del processo di utilizzo e delle interazioni con altri sistemi.
    • Monitoraggio continuo del comportamento e capacità di revocare o modificare i permessi in tempo reale.

Questi principi sono particolarmente rilevanti quando gli agenti sono sviluppati direttamente dalle funzioni aziendali, per evitare fenomeni di “shadow AI” non controllati.

Domande chiave per la governance degli agenti

Le organizzazioni che vogliono scalare l’AI devono rispondere a interrogativi concreti:

    • Quanti agenti abbiamo?
    • Dove sono distribuiti?
    • Quali processi gestiscono?
    • Chi è responsabile di ciascun agente?
    • A quali dati e sistemi hanno accesso?
    • Quali policy devono rispettare?
    • Qual è il loro livello di rischio?
    • Stanno generando valore misurabile?
    • Come e quando vengono ritirati gli agenti non più necessari?

Le AI governance platform

Per rispondere a queste esigenze emergono le AI governance platform, soluzioni progettate per offrire una vista unificata su agenti, modelli, dati, sistemi e policy. Queste piattaforme consentono:

    • Inventario centralizzato e aggiornato in tempo reale.
    • Definizione e applicazione di policy di accesso basate su ruoli.
    • Audit trail completo per ogni azione compiuta da un agente.
    • Analisi del rischio e reporting per i board.

Il ruolo del boardroom

La governance dell’AI non è più una questione esclusiva della divisione IT. È una capacità strategica che coinvolge CIO, CTO, CEO e, soprattutto, i consigli di amministrazione. Il board deve valutare:

    • Impatto sul rischio operativo e sulla conformità normativa.
    • Protezione dei dati e resilienza operativa.
    • Continuità del business in caso di malfunzionamento di un agente.
    • Accountability delle decisioni automatizzate.

Integrare queste tematiche nella strategia di governance significa assicurare che l’AI possa accelerare in modo sostenibile, senza sacrificare il controllo.

Conclusioni

L’AI agentica rappresenta uno dei cambiamenti più significativi per le imprese. Tuttavia, la sua autonomia non deve tradursi in perdita di controllo. Le organizzazioni che, entro il 2026, investiranno in una governance strutturata, supportata da piattaforme dedicate e da un impegno a livello di board, saranno quelle in grado di trasformare l’intelligenza artificiale in un vantaggio competitivo duraturo. Al contrario, chi rimanderà l’adozione di pratiche di governance rischia di trovarsi, a medio termine, a gestire un ecosistema di agenti incontrollato, con conseguenze potenzialmente critiche per la sicurezza, la compliance e il ritorno sugli investimenti.