Oggi, PepsiCo, una delle aziende più grandi a livello globale nel settore delle bevande, degli snack e degli alimenti di largo consumo, ha espresso una chiara ambizione: trasformarsi in un'azienda agente. A presentarlo durante la conferenza Databricks il 16 giugno a San Francisco è stato Magesh Bagavathi, Vice Presidente Senior, Head of Data, Analytics & AI di PepsiCo.

Secondo Bagavathi, la strada per diventare un'azienda governata dall'intelligenza artificiale (IA) prevede innanzitutto una trasformazione completa del data management. «Pensiamo che una trasformazione guidata dall’IA inizi necessariamente da una trasformazione dei dati. È esattamente ciò che abbiamo intrapreso», ha spiegato.

Costruzione di una base dati mondiale

Il piano di PepsiCo ha portato a consolidare le sue informazioni in un unico "Data Lakehouse" su Databricks, un processo che ha richiesto sei anni e ha visto la transizione da 60 diversi lago di dati ad un modello unificato, più modulare. L’enfasi è stata su una “Enterprise Data Foundation”, una piattaforma viva, flessibile, su cui PepsiCo basa sempre di più la propria logica operativa.

Questa mossa ha riguardato l'adattamento di architetture IT inadeguate e processi ormai obsoleti. L’obiettivo principale era rafforzare i rapporti con i consumatori, migliorare l’efficienza operativa e la performance ambientale. PepsiCo, che impiega circa 320.000 dipendenti in circa 200 Paesi e serve i prodotti attraverso 6 milioni di retailer, ha quindi focalizzato le sue energie sull’ottimizzazione dei dati aziendali.

I limiti dell'IA per l'analisi dei dati

Tuttavia, la strada non è stata facile. PepsiCo aveva sperimentato l’idea di «dialogare con i dati» con le soluzioni dell’IA esistenti, ma non era soddisfatto. Molti progetti richiedevano da 3 a 6 mesi per essere completi e spesso erano privi di precisione. «Era troppo lento, e inoltre impreciso», ha commentato Magesh Bagavathi.

Per superare questi ostacoli, PepsiCo ha stretto una collaborazione con Databricks, sfruttando un tool open source sviluppato in-house da Databricks, chiamato Genie. «Genie ha una precisione vicina al 95%, e permette di interrogare i dati del Data Catalog dell'azienda in modo semplice e diretto. Questa è la piattaforma su cui puniamo per rilasciare il valore dei dati aziendali», ha spiegato Bagavathi.

Agenti IA e il cervebrale della catena di approvvigionamento

Uno dei settori principali dove PepsiCo ha applicato l’IA è il procurement, il processo di acquisto aziendale. L’azienda ha lanciato un progetto chiamato “cerveau IA de la chaîne d'approvisionnement”, in cui si utilizza l'idea di agenti autonomi per ottimizzare i processi. «Un componente fondamentale è il “cerveau des achats”, un sistema IA che aiuta le decisioni di acquisto», ha spiegato.

La divisione di procurement ha un budget estremamente ampio: circa 95 miliardi di dollari in spese dirette e indirette. Per gestirlo efficacemente, PepsiCo ha sviluppato una piattaforma chiamata Spendwise, con ampi dashboard e rapporti. Con l'integrazione del tool Genie, i risultati sono stati significativi: nei primi mesi il sistema ha ricevuto oltre 30.000 query e interazioni.

Dal reporting all'interazione diretta con i dati

Secondo Magesh Bagavathi, la svolta più interessante è l’aumentata interazione con i dati, che passa dai tradizionali dashboard ad un approccio conversazionale: «Dopo aver lanciato Genie, i nostri utenti hanno immediatamente iniziato a interagire con i dati in modo diretto e immediato. L’uso di questi strumenti ha trasformato la cultura dei dati all’interno dell'azienda», ha aggiunto.

Lavorare con agenti IA: vantaggi e sfide

Tra i benefici di questa transizione c’è la capacità di fornire risposte rapide anche all’interno di complesse organizzazioni come PepsiCo. Il rapporto tra tecnologia e organizzazione non è stato però privo di sfide. L’azienda ha dovuto affrontare ostacoli tecnologici, di organizzazione e di cultura. Eppure, gli sforzi di digitalizzazione, sostenuti da un forte supporto da parte del management, hanno portato a risultati concreti.

I prossimi passi per PepsiCo includeranno l’espansione dell’uso dell’IA in altri settori operativi, come la gestione logistica, il marketing e la customer experience. Bagavathi sottolinea che diventare un'azienda "agentiva" non è un obiettivo semplice ma necessario, data la competizione nel mercato globale.

La visione di un futuro governato dall’IA

Con l’ambizione di essere un “giant” della data science e dell’IA, PepsiCo si prepara a diventare un modello per il resto del settore. Bagavathi spiega che il modello non è solamente tecnico, ma culturale: «Dobbiamo creare una cultura dell'automazione decisionale e della fiducia nei dati. L’IA non è solamente una tecnologia, ma un modo di ragionare».

L’azienda ha chiaro che la strada verso l’agentività è lunga, ma i progressi fatti finora sono convincenti. «Siamo solo all’inizio, ma le soluzioni che abbiamo oggi ci permettono di accelerare il percorso verso un futuro in cui i robot e l’IA saranno coautori delle decisioni strategiche», conclude Bagavathi.