Se le epoche cambiano, anche Microsoft si evolve. Oggi la multinazionale si pone come fautrice di open source, presentando svariati strumenti aperti per gli sviluppatori durante l'evento Build 2026: un terminale KI, configurazioni Dev, WSL-Container e più di 75 utilità Unix da Coreutils. Ma per chi pensa solo alla generosità verso la comunità tecnica, si perderà il punto fondamentale. L'open source ora è una mossa commerciale abilissima per Microsoft.

La Strategia EEE e la Tattica di Microsoft

La strategia di Microsoft verso gli standard aperti non è nient’altro che una strategia a lungo progettata, detta “EEE”: Embrace, Extend, and Extinguish (Accogli, Estendi, Estingui). Il Dipartimento Giustizia USA ha documentato come funzionava in dettaglio. Microsoft si spostava in mercati con standard aperti, ne estendeva le funzioni con aggiunte proprietarie e successivamente ne usava le differenze per spostare gli utenti verso il proprio ecosistema esclusivo.

Un esempio lampante è stato il Browser Wars, dove il Internet Explorer non solo fu usato per sconfiggere Netscape, ma Microsoft integrò Office con funzionalità HTML per creare dipendenze verso il proprio ambiente.

La Nuova Era Senza EEE

Le dichiarazioni di Microsoft durante la Build 2026 non sembrano essere solo una versione più pulita o commercialmente rinnovata del vecchio EEE. Ora, l’integrare non è più finalizzato ad estinguere la libertà tecnica. Microsoft non permette agli sviluppatori di migrare, di adattarsi o di rischiare un vicolo cieco. Qui, il risparmio è solo di sviluppo, non di potere di mercato.

Prendiamo ad esempio le banche dati: anziché presentare una nuova piattaforma chiusa, Microsoft ha scelto PostgreSQL open source con la sua Azure HorizonDB. Il messaggio è chiaro: rimani su PostgreSQL, noi costruiamo intorno le funzionalità con l'intelligenza artificiale. Perfino il colosso che ha fondato il mercato con database proprietari, oggi punta su una alternativa open source。

La Motivazione Economica Dietro l’Apertura

Satya Nadella, ceo di Microsoft, ha sostenuto che la trasformazione economica della società è chiara da anni: il passo da vendere software a piattaforma cloud è inevitabile. E chiunque debba comprare una licenza una volta, può continuare a prenderne vantaggio ogni mese – e il vantaggio è chiaramente per Microsoft. Oggi più della metà del carico di lavoro che corre su Azure è alimentato da Linux, ed è una parte centrale del modello aziendale.

E Microsoft ha comunque guadagni considerevoli. Il punto cruciale è il campo di battaglia stesso: la lotta non è più su Windows rispetto a open source, ma su cloud vs cloud. Il ricarico non avviene solo ai confini dei sistemi, ma con i servizi cloud: Azure, GitHub e gli abbonamenti ai copiloti. Microsoft ha semplicemente spostato i confini.

Il Paradosso di Steve Ballmer

Anche Steve Ballmer ha riconosciuto che la sua strategia passata aveva il suo senso nel proprio tempo. La minaccia Linux oggi è solo nel retrovisore e le politiche dure avevano prodotto ricavi più alti nel passato di quanto non avrebbe potuto generare una strategia più accomodante. A ogni fase si è ottenuto un profitto, in bilancio ha funzionato.

La Preoccupazione Sulle Future Erogazioni

Ecco la domanda centrale: ma dove sta oggi il terzo 'E'? Per molti sviluppatori, è difficile ancora fidarsi di Microsoft. Quando il colosso ha cercato nel 2021 di separare una funzione Hot-Reload da .NET e l'ha tolta, solo dopo un forte dibattito l'ha ripristinata. Anche gli strumenti moderni di GitHub, Copilot e Codespaces incorporano proprietà che creano dipendenze. Ogni utilizzo centralizza ulteriormente il mercato verso un unico fornitori.

La passione di Microsoft per open source, per quanto genuina possa sembrare, nasce da un calcolo economico freddo: evitare di stazionare, a differenza di IBM, ma non significa che in cinque anni le regole del mercato non possano cambiare di nuovo.

Ecco una lista di esempi di come Microsoft usa oggi l'open source:

    • KI-Terminal: Un potente strumento aperto con funzionalità di intelligenza artificiale
    • Dev Configs: Strumenti utili per lo sviluppo con configurazioni ottimizzate
    • WSL-Container: Sistemi di containerizzazione leggeri per gli sviluppatori
    • 75+ Strumenti Unix (Coreutils): Funzionalità simili agli strumenti Unix tradizionali
    • Azure HorizonDB: Una banca dati cloud open-source basata su PostgreSQL