Il governo italiano ha istituito con un Decreto Prime Ministeriale (DPCM) del 6 maggio 2026 il Comitato di Coordinamento, incaricato di aggiornare la Strategia Nazionale sull’Intelligenza Artificiale per il biennio 2026-2028. Il coordinamento del gruppo è affidato a Gianluigi Greco, professore di informatica all’Università della Calabria e già membro del precedente comitato che aveva prodotto la strategia per il periodo 2024-2026.
Origini e contesto
Il nuovo comitato entra in funzione al Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio, operando in coerenza con la legge 23 settembre 2025 n. 132, relativa all’Intelligenza Artificiale, e con l’AI Act, il quadro legislativo dell’Unione Europea sul tema entrato in vigore ad agosto 2024. Questo passo rappresenta una continuazione del percorso avviato nel 2023, quando il Comitato Interministeriale per la Transizione Digitale aveva già deciso la revisione della Strategia per il periodo 2022-2024. Da quel lavoro è emersa la strategia 2024-2026 pubblicata da AGID (Agenzia per l'Italia Digitale) a luglio 2024.
Composizione del Comitato
Il Comitato di Coordinamento vede il coinvolgimento di rappresentanti chiave di diversi ministeri, università, il Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche), mondo giuridico e di comunicazione istituzionale. I 13 membri si uniscono in un gruppo formato con criteri di rappresentatività e competenza multidisciplinare per affrontare le problematiche complesse dell’AI.
I membri del Comitato (comunicati nel DPCM) comprendono:
- Gianluigi Greco (Coordinatore)
- Andrea Casaccia (Università Sapienza di Roma)
- Davide Calò (Università di Padova)
- Paola Binetti (Università di Trento)
- Giulio Napolitano (Università di Roma Tor Vergata)
- Valeria De Sanctis (Università Bocconi)
- Marco Cimmino (Università del Salento)
- Francesca Chiarini (Università di Pisa)
- Lorenzo Capra (Università Politecnica delle Marche)
- Alberto Martini (Università di Catania)
- Maria Chiara D’Ambrosio (Università di Napoli Federico II)
- Andrea Renda (Università del Molise)
- Michele Cioffi (Università di Torino)
Funzionamento e mandato
I membri del Comitato lavoreranno alle dirette dipendenze del Sottosegretario con delega all’innovazione tecnologica, Alessio Butti, e saranno in grado di effettuare audizioni con diverse realtà interessate, come aziende, ricercatori, rappresentanti delle istituzioni locali e parti sociali. Potranno inoltre richiedere collaborazioni e studi specifici a enti pubblici e privati. Non sarà previsto alcun compenso, rimborsi né gettoni di presenza. Il mandato del Comitato avrà termine fissato al 31 gennaio 2027.
Riflessione politica e strategica
Il cambiamento riguarda non solo la composizione di esperti, ma anche la precisa direzione della governance dell’AI. Rispetto al precedente Comitato, nato nel 2023 con esperti diversi (come Viviana Acquaviva, Guido Boella, Virginio Cantoni), il nuovo gruppo è più direttamente raccordato ai ministeri coinvolti e alle normative nazionali, seguendo le linee indicate dalla legge del 2025.
Obiettivi e sfide
Con l’entrata in vigore della legge italiana, si prevede un rafforzamento della governance sull’intelligenza artificiale. Il Comitato dovrà quindi delineare chiaramente le priorità per la ricerca, le imprese, l’istruzione e l’amministrazione pubblica, in coerenza con le nuove opportunità previste per le startup e le PMI (1 miliardo di euro di finanziamento a disposizione, come comunicato dal Dipartimento per l’innovazione).
L’Italia si trova così a passare da una fase di progettazione iniziale ad una di aggiornamenti periodici, con una scadenza biennale stabilita per la revisione strategica. Il successo del lavoro del comitato si misurerà sulla capacità di trasformare in pratica i principi normativi in scelte operative, tenendo conto delle richieste dell’economia e delle normative europee.
Conclusione
La nascita del Comitato di Coordinamento rappresenta uno snodo importante nella politica italiana sull’intelligenza artificiale. Gli esperti dovranno svolgere un ruolo determinante nell’allineare le scelte strategiche con il contesto regolatorio internazionale. Il loro lavoro darà forma concreta alla visione dell’Italia in un settore cruciale per l’economia e la società del futuro.