Introduzione

Da quando Apple ha lanciato Face ID quasi dieci anni fa, nessuno smartphone Android è riuscito a eguagliare la precisione e la velocità di quel sistema di riconoscimento facciale. Per gli utenti Android, lo sblocco tramite volto è rimasto una funzione limitata, spesso condizionata da luce ambientale e da hardware aggiuntivo poco diffuso. Ora, però, le voci di una nuova implementazione stanno guadagnando concretezza: Google sta lavorando a una versione di Face ID che potrebbe arrivare con l’aggiornamento Android 17.

Rumori su Google e la beta di Android 17

Nei mesi scorsi sono circolati diversi rumori secondo cui Google avrebbe avviato lo sviluppo di una vera alternativa a Face ID per la sua linea Pixel. I dispositivi attuali includono già un sistema di sblocco facciale e una certificazione biometrica di Classe 3, utile per proteggere pagamenti e app bancarie, ma la loro affidabilità dipende fortemente dalla presenza di luce. Una segnalazione di Android Authority ha confermato che la beta 1 di Android 17 QPR3 contiene riferimenti a “Face Active Illumination”, una funzione integrata in “Face Unlock”.

Dettagli tecnici della beta

Il codice della beta mostra la presenza di un interruttore generale e di una scala di luminosità a tre livelli, regolabile tramite un cursore. Sono inoltre inclusi permessi per attivare la funzione in condizioni di totale oscurità, durante il “non disturbare”, o mentre l’utente è al volante. Anche se il rapporto non specifica l’hardware responsabile dell’illuminazione, è plausibile che il Pixel sfrutti la luce del display per illuminare il volto dell’utente.

    • Interruttore generale: abilita o disabilita la funzione.
    • Scala di luminosità: tre livelli personalizzabili.
    • Permessi contestuali: attivazione in modalità notturna, “non disturbare” o guida.

Face Active Illumination e il suo stadio attuale

Secondo la filtrazione, la funzionalità è ancora in una fase molto precoce: gli sviluppatori hanno appena riuscito ad attivarla e l’interfaccia risulta quasi vuota, con la maggior parte dei testi offuscati eccetto quello relativo al “non disturbare”. L’assenza di un componente hardware dedicato suggerisce che Google stia sperimentando soluzioni software più agili, probabilmente basate sull’uso intelligente del display per illuminare il volto.

Project Toscana: l’ambizioso progetto di Google

Face Active Illumination sembra essere collegata a “Project Toscana”, l’iniziativa interna di Google finalizzata a risolvere definitivamente il problema dello sblocco facciale. Il progetto è nato dopo una serie di tentativi: il Pixel 4 aveva introdotto radar e infrarossi per il riconoscimento 3D, mentre il Pixel 7 è tornato a una soluzione più semplice basata sulla fotocamera frontale. Recenti leak indicano che, con Project Toscana, Google è riuscita a sbloccare i dispositivi con una velocità paragonabile a quella di Face ID, anche in condizioni di luce variabile, utilizzando un Pixel con fotocamera perforata e due Chromebook dotati di telecamere esterne a vista.

Confronto con Face ID di Apple

Face ID di Apple si basa su un sistema infrarosso invisibile all’occhio umano, che funziona automaticamente senza che l’utente debba attivare alcuna luce. Google, secondo le informazioni finora disponibili, intende offrire un’esperienza simile, ma senza dover ricorrere a sensori aggiuntivi o a una “corte” dello schermo per inserire un modulo hardware. L’obiettivo è sbloccare il dispositivo in tempo reale, sfruttando al massimo le capacità della fotocamera frontale e, eventualmente, la luce del display.

Prospettive future

Al momento non esistono dichiarazioni ufficiali né da parte di Google né da Android Authority su Project Toscana o su Face Active Illumination. Tuttavia, la presenza di questi elementi nella beta di Android 17 indica che Google sta già testando un passaggio intermedio verso una tecnologia di riconoscimento facciale più avanzata. Se la fase di sviluppo proseguirà con successo, gli utenti Android potrebbero presto godere di uno sblocco facciale veloce, sicuro e funzionante anche in ambienti bui, avvicinandosi così alle prestazioni offerte da Face ID di Apple.