I due ex responsabili per la protezione dei dati e la libertà informativa della precedente coalizione tedesca hanno definito le decisioni sulla riforma della legge sulla trasparenza (IFG) come “devastanti”, alimentate da un “disprezzo inquietante verso i cittadini e le organizzazioni civiche”. Hanno sostenuto che, invece di limitare i diritti, è necessario aumentare la trasparenza nello stato e nel trattamento dei dati personali.
La posizione del governo
Il governo federale, rappresentato dal portavoce Stefan Kornelius, ha giustificato le modifiche alla legge come misure di sicurezza necessarie. Ha sostenuto che l'anonimizzazione generalizzata dei nomi degli impiegati negli estratti di richieste IFG nascondesse chiarezza politica. D’altra parte, ha aggiunto che tali misure fossero fondamentali per proteggere gli impiegati pubblici da critiche o minacce crescenti. Schaar e Kelber hanno sostenuto che la legge attuale già contempli eccezioni, ad esempio quando esistono motivi plausibili di minacce, permettendo già la non divulgazione dei nomi.
Critiche all'argomento della sicurezza
L’idea che la legge IFG possa essere abusata per il "fishing" di infrastrutture critiche è stata giudicata da Schaar e Kelber come un ragionamento forzato. Non esistono casi verificati in cui la legge abbia minacciato la sicurezza pubblica o le ricerche scientifiche. Hanno chiarito che la legge IFG già include un ampio insieme di eccezioni per questioni di sicurezza, ad esempio per quando la divulgazione di informazioni possa minacciare la “sicurezza pubblica” o riguardare “interessi interni o esterni”.
Petizione online
La piattaforma FragDenStaat ha lanciato una petizione online per opporsi alle modifiche all’IFG. La petizione Campact, lanciata il venerdì, ha già raccolto circa 150.000 firme entro la domenica mattina. Sebbene le petizioni pubbliche abbiano un forte impatto mediatico, non hanno effetti diretti sulle decisioni legislative, a differenza delle proposte parlamentari.
La visione degli ex funzionari
Peter Schaar, ex responsabile per la protezione dei dati fino al 2013, fu il primo a ricoprire anche il ruolo di esperto per la libertà informativa. Ulrich Kelber ha assunto questa funzione dal 2019 al 2024. Entrambi hanno sempre difeso fortemente la trasparenza e la protezione dei dati nello stato tedesco. La predecessore di Kelber, Louisa Specht-Riemenschneider, aveva precedentemente sostenuto l’espansione dei diritti informativi attraverso un “Bundestransparenzgesetz” e aveva chiesto di fissare l’accesso all’informazione direttamente nella Costituzione tedesca.
Minacce contro i lavoratori pubblici e il ruolo del governo
Il governo ha sollevato la questione del crescente numero di impiegati statali esposti pubblicamente a rischi di intimidazione o minacce come argomento a favore del restringimento. Schaar e Kelber hanno risposto che la protezione dei lavoratori non richiedesse un intervento legislativo. Hanno affermato che le normative esistenti fossero già sufficienti per gestire i casi di minacce o rischi, e che modifiche alla legge non fossero appropriate per garantire la loro sicurezza.
Prospettive del dibattito
La situazione attuale illustra una divisione significativa all’interno della politica tedesca. Da un lato i governanti sostengono di agire in nome della sicurezza, dall’altro i critici, in particolare esponenti istituzionali e civili, mettono in discussione la legittimità e l’efficacia delle modifiche. Si aspetta che ulteriori dibattiti siano alimentati anche da movimenti civici e da opinioni espresse attraverso iniziative simili a questa importante e rapida raccolta di firme.