Il produttore di ownCloud ha introdotto un nuovo componente chiamato MCP‑Server, che consente di collegare il servizio di file self‑hosted Infinite Scale (oCIS) a modelli di intelligenza artificiale. Il server, basato sul Model‑Context‑Protocol, espone agli assistenti IA un insieme di 80 “strumenti” raggruppati in 13 categorie, tra cui gestione utenti, spazi (Spaces), condivisioni e flussi di lavoro multistadio. Grazie a questo approccio, assistenti come Claude Desktop o modelli locali eseguiti con Ollama possono interagire con il contenuto della propria cloud in linguaggio naturale, senza che i dati escano dall’infrastruttura controllata.

Una piattaforma cloud‑native

ownCloud Infinite Scale, abbreviato oCIS, rappresenta la versione cloud‑native della tradizionale piattaforma ownCloud. I file sono organizzati in “Spaces”, unità logiche che facilitano la collaborazione e la gestione dei permessi. Nel luglio 2026 è stata resa disponibile la prima versione stabile del MCP‑Server, progettata per aprire oCIS alle richieste dei modelli di IA. Il server fornisce, secondo le indicazioni del produttore, 80 strumenti distribuiti in 13 macro‑categorie, rendendo possibile la creazione, la condivisione e la ricerca di file tramite semplici comandi linguistici.

Strumenti al posto di accesso diretto al database

Il MCP‑Server interagisce esclusivamente attraverso le interfacce pubbliche di oCIS: l’API LibreGraph compatibile con Microsoft Graph, il protocollo di file WebDAV e l’interfaccia OCS per le condivisioni. Non vi è alcun collegamento diretto alle strutture interne del servizio, una scelta voluta per mantenere un ciclo di versionamento indipendente e semplificare gli aggiornamenti. Ogni strumento rappresenta un’azione ben definita, ad esempio “creare uno Space”, “impostare una condivisione” o “elencare i file”. Un modello di IA invoca questi strumenti singolarmente e riceve risposte strutturate, evitando la necessità di interrogare direttamente il database.

I dati rimangono sotto il controllo dell’utente

L’autenticazione avviene tramite OpenID Connect (OIDC) e, in alternativa, mediante token applicativi assegnati a singoli account. L’assistente opera con i privilegi dell’utente autenticato e non può accedere a contenuti al di fuori delle proprie condivisioni. Tuttavia, un token troppo permissivo annulla questa limitazione, consentendo al modello di IA di eliminare o modificare gli Space. Perciò è fondamentale concedere permessi minimi a ciascun token per garantire la sicurezza. I file non lasciano mai l’infrastruttura del cliente: il modello IA riceve solo i risultati delle chiamate agli strumenti, mentre l’elaborazione dei dati avviene localmente, ad esempio con un modello Ollama installato on‑premise.

Installazione flessibile

Il MCP‑Server è distribuito sia come binario firmato, verificabile tramite chiave GPG, sia come immagine Docker. È possibile inoltre compilarlo dal sorgente, requisito minimo una toolchain Go a partire dalla versione 1.21. Rilasciato sotto licenza Apache‑2.0, il software può essere modificato e ridistribuito liberamente. Oltre ai 80 strumenti, il pacchetto include cinque risorse in sola lettura e quattro template pensati per automatizzare attività amministrative ricorrenti. L’esecuzione richiede una istanza oCIS raggiungibile, a cui il server si collega usando le stesse interfacce pubbliche descritte in precedenza.

Categoria degli strumenti

    • Gestione utenti – creazione, aggiornamento, disattivazione.
    • Spaces – creazione, modifica, cancellazione, elenco.
    • Condivisioni – impostazione permessi, revoca, elenco condivisioni attive.
    • Flussi di lavoro – avvio di processi multistadio, monitoraggio stato.
    • Audit – recupero log di accesso e operazioni.
    • Metadati – aggiunta, rimozione, ricerca di tag e attributi.
    • Quota – verifica utilizzo spazio singolo utente o Space.
    • Notifiche – invio di messaggi di allerta a utenti o gruppi.
    • Integrazioni – gestione dei collegamenti a servizi esterni via webhook.
    • Sicurezza – gestione di policy password e 2FA.
    • Backup – avvio di snapshot e ripristino di dati.
    • Monitoraggio – esposizione di metriche per sistemi di osservabilità.
    • Amministrazione – impostazioni globali, aggiornamenti, configurazione dei token.

Vantaggi per gli amministratori

Grazie all’indipendenza dal ciclo di vita della piattaforma core di ownCloud, gli amministratori possono aggiornare il MCP‑Server senza interferire con il servizio di archiviazione. La disponibilità di un ampio catalogo di strumenti consente di automatizzare operazioni complesse e di creare assistenti personalizzati capaci di rispondere a richieste come “Quali file sono stati modificati negli ultimi tre giorni nel progetto X?” o “Condividi il documento Y con il team Z”. Inoltre, la possibilità di utilizzare modelli IA locali garantisce la conformità a normative che richiedono la non esternalizzazione dei dati.

Considerazioni finali

Il MCP‑Server di oCIS rappresenta una soluzione pratica per chi desidera integrare assistenti IA con il proprio archivio file self‑hosted, mantenendo al contempo il controllo completo su dati e permessi. Con i suoi 80 strumenti, il server copre la maggior parte delle esigenze amministrative, dalla gestione utenti alla creazione di flussi di lavoro complessi. La licenza Apache‑2.0 e l’uso esclusivo di API pubbliche ne favoriscono l’indipendenza dalla piattaforma core, offrendo flessibilità sia per ambienti aziendali che per realtà più piccole. Per gli operatori di ownCloud Infinite Scale, si apre così una strada sicura e modulare verso l’interazione con l’intelligenza artificiale, senza compromettere la sovranità dei dati.