Il Movimento Cívico del Popolo (MCP), noto per le sue posizioni ultranazionaliste, ha lanciato una convocazione per il 12 ottobre con l’obiettivo di celebrare la “Spagna cristiana” e promuovere la cultura basca come parte integrante dello Stato. Nonostante i numerosi grida di “Chivite, payasa, los menas a tu casa” e “España es la nación”, la manifestazione ha attirato appena un centenar di persone, con 84 contati all’inizio dell’Avenida del Ejército e altri pochi che arrivavano alla Plaza del Castillo.

Organizzazione e partecipazione

La partecipazione, tuttavia, è stata tutt'altro che numerosa. Molti presenti erano vestiti con abbigliamenti carismatici, come boina carliste, tute pseudomilitari e magliette della selezione spagnola, simboli che hanno conferito un aspetto visivo distintivo alla manifestazione. Il gruppo ha avanzato una marcia iniziata vicino ai cinema Golem, dove i partecipanti hanno mostrato bandiere spagnole, la Croce di Borgoña e persino una bandiera cilena, suscitando la curiosità di alcuni passanti.

Intervento della polizia

Nel frattempo, un agente di Polizia Municipale ha interrotto la marcia appena iniziata per discutere con i promotori, valutando se era giustificata la chiusura di principali arterie cittadine per una “multitudine” di così poca estensione. La polizia ha poi garantito la sicurezza, mantenendo l’ordine durante la manifestazione.

Il tono e i slogan

Le lodi e le provocazioni si sono mescolate: “España, cristiana, y no musulmana” è stato ripetuto più volte, mentre la presenza di gruppi di immigrati ha sollevato reazioni di stupore e timore. I manifestanti, con grida come “ni ikurriña, ni cesión, España es la nación” e “fuera complejos, España en el pecho”, hanno cercato di affermare la loro identità nazionale.

Reazioni e tensioni

Una donna, avvicinandosi alla manifestazione per protestare, è stata allontanata dalla polizia e identificata come cittadina. In diverse occasioni lungo l’Avenida de Carlos III, si sono verificati scambi verbali tra i manifestanti e i passanti, con termini come “fascistas” e “Gora Euskal Herria askatuta” che hanno aumentato la tensione. Nonostante ciò, non si è verificato un vero e proprio scontro fisico.

Discorso del presidente del MCP

Alla fine della marcia, nella Plaza del Castillo, la presidente del MCP, Aintzane Castillo, ha tenuto un discorso in cui ha elogiato la “nostra radice” e ricordato come l’anno 1492 abbia “cambiato la storia del mondo”. Ha cercato di collegare il Regno di Navarra alla nascita dello Stato spagnolo, citando la battaglia delle Navas de Tolosa e l’opposizione di Sancho il Forte al potere islamico. Castillo ha concluso con una dichiarazione di resistenza contro le “norme religiose”, rivendicando la non sottomissione della civiltà spagnola.

Critiche e riflessioni

Il discorso è stato visto da molti come una provocazione e ha sollevato dubbi sulla capacità comunicativa del MCP. Gli organizzatori sembrano avere bisogno di migliorare il loro approccio per raggiungere un pubblico più ampio, dato che la convocazione non ha avuto l’impatto sperato.

Conclusioni

In sintesi, la manifestazione ultra del MCP per il 12 ottobre è stata un evento di minor partecipazione, caratterizzato da slogan estremisti e simboli controversi. La polizia ha gestito la situazione con cautela, evitando scontri veri e propri. Tuttavia, l’incapacità di attirare un pubblico più ampio e le tensioni verbali hanno evidenziato la necessità di rivedere la strategia di comunicazione del movimento.