Quella sensazione di grande attesa e fermento quando Netflix presenta una nuova serie: il trailer, le promesse, e infine l'entusiasmo per guardare ogni episodio subito. Poi capita a molti: finita la prima stagione, si butta tutto nel dimenticatoio. Questo comportamento, ormai quasi un dato di fatto statistico, si ripete ciclicamente, e sta diventando un problema sostanziale per la piattaforma, come evidenziano dati raccolti da Bloomberg sull'attitudine dei clienti nei confronti delle nuove serie.

La perdita di interesse drammatica

I dati parlano chiaro. Molti prodotti originali, dopo un debutto trionfale, vedono un calo verticale della loro audience. Prendiamo ad esempio "One Piece", che ha perso il 30% del suo pubblico nella seconda stagione di distribuzione. "Bronca" ha registrato un calo di interesse di oltre il 70%. Anche "Avatar: La Leggenda di Aang", una serie fortemente attesa da fan di lunga data, ha registrato una fuga di iscritti del 60%. Questi sono solo alcuni esempi di quelle che potrebbero essere chiamate "serie un solo giro", ossia serie che non riescono a catturare l'attenzione del pubblico a lungo termine.

Di fronte a questi numeri, Netflix non ha una risposta chiara riguardo a come gestire questa perdita. Alcune serie sono state rinnovate nonostante i dati dicessero il contrario, come "The Four Seasons" e "Running Point". Altre sono state cancellate, con "The Night Agent" tra queste. Secondo fonti interne, Netflix sta analizzando i propri dati per capire qual è la causa principale di questo trend negativo.

La mancanza di fidelità

Storicamente, le serie di Netflix hanno ottenuto i loro massimi livelli di interesse in fase di lancio. Questo fenomeno si presenta esattamente al contrario rispetto a quanto accadeva con la televisione tradizionale, dove spesso le serie si miglioravano nel corso del tempo grazie al "word of mouth", o effetto "passaparola". Oggi non è così: con Netflix, si inizia bene, si finisce male.

Ci si chiede però perché sia così difficile per una serie mantenersi nel radar mentale del pubblico. L’interesse dei sottoscrittori di streaming Netflix è cresciuto meno del 2% in quest’anno, nonostante rimanga la leader del mercato del streaming. Il suo vantaggio però sembra indebolirsi man mano che nuove piattaforme entrano in scena.

Una serie di problemi

Nel contesto attuale, anche il calo delle azioni di Netflix segnala una situazione di instabilità. L’anno scorso, ha proposto un’acquisizione fallita a Warner Bros. Discovery, un’occasione che Ted Sarandos, Chief Content Officer, e Greg Peters, Chief Financial Officer, avevano entusiasmo nel perseguire. Potrebbe trattarsi però di una conferma del fatto che la strada dell’auto-produzione, tanto seguita in passato, stia esaurendo le sue potenzialità. Ora Netflix sta guardando con interesse all’espansione tramite acquisizioni esterne.

Fortunatamente, non ha posto tutti i suoi sforzi in una sola serie. La piattaforma ha il vantaggio di possedere un catalogo vasto e dinamico, lanciando nuove serie ogni trimestre. Anche se nel primo semestre del 2026 ha avuto soltanto due grandi vincitori—"Él y ella" e "Los Bridgerton", quest’ultima una clamorosa eccezione—questo non è un disastro totale.

Prestazioni in salita, ma non impossibili da recuperare

Nonostante i segnali di allarme, Netflix resta al vertice del mercato: possiede metà dei programmi più visti in ambito streaming e ha una storia comprovata di sapersi rialzare dopo momenti critici. In effetti, Netflix ha introdotto nuovi formati di interesse, tra cui un'apertura verso i contenuti sportivi in diretta. Anche se più modesto, il suo contributo al fatturato totale rispetto a una concorrenza più matura ma aggressiva, risulta positivo e coerente.