Amazon MGM Studios ha annunciato di aver interrotto la produzione del film "Artificial", un progetto firmato da Luca Guadagnino e incentrato su Sam Altman, il CEO di OpenAI espulso brevemente nel novembre 2023. Il film, che vede Andrew Garfield nei panni di Altman, era prossimo alla conclusione. La notizia è emersa tramite una fonte anonima citata dal magazine cinematografico Variety. Secondo il comunicato ufficiale di Amazon, il film non sarà prodotto dal loro studio perché ritenuto più adatto ad un’altra casa di produzione, anche se non sono state fornite ulteriori spiegazioni.

Una fine brusca dietro un progetto articolato

Il film aveva un buon budget di produzione, era in fase avanzata di montaggio, e gli effetti visivi erano quasi completi. L’idea di raccontare la sospensione di Altman da OpenAI era in linea con il trend crescente di ispirare il cinema e la cultura popolare da eventi attuali del mondo high-tech. Luca Guadagnino, noto per registrazioni artisticamente ambiziose come "Chiamami col tuo nome", è stato scelto per interpretare la complessità di un personaggio che ha spesso inciampato nei dibattiti sull’etica dell’intelligenza artificiale.

Il rapporto tra Amazon e OpenAI

La fine del progetto si colloca poco dopo l’annuncio di una partnership tra Amazon e OpenAI, con un investimento di 50 miliardi di dollari. L’accordo mira a sviluppare tecnologie di intelligenza artificiale insieme e a rafforzare i loro vantaggi tecnologici rispetto a Google, Meta e Microsoft. Secondo fonti vicine al processo, il film avrebbe rappresentato entrambi, Altman e Elon Musk, in modo non conveniente, raffreddando forse relazioni che Amazon desidera mantenere calde, in particolare con OpenAI.

Un caso di potere e pressione?

Il caso del film su OpenAI solleva questioni importanti sull'industrializzazione dell’arte e sull’influenza che le relazioni personali e commerciali esercitano su decisioni editoriali. Alcuni osservatori sostengono che la sospensione del film non abbia nulla a che fare con la qualità del progetto, ma con la sensibilità del suo contenuto rispetto a un partner strategico. Se confermato, il caso illustrerebbe come una grande casa di produzione possa sacrificare un prodotto culturale per ragioni di business o immagine.

Persone che importano: Amazon e Altman

Un altro aspetto noto è la relazione personale tra il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, e Sam Altman, che risale a diversi anni. Questo legame sembra non essere estraneo al contesto. Nell’ambiente della tecnologia moderna, dove le relazioni di rete contano tanto quanto i risultati finanziari, una collaborazione personale potrebbe facilmente evolvere in una considerazione di tipo aziendale, soprattutto in aree delicati come l’Intelligenza Artificiale.

In che modo questo influisce sull’arte e sull’industria?

Non è chiaro se le decisioni prese in questo caso rifletteranno una tendenza più ampia nel campo del cinema e della produzione. Se altre case di produzione seguiranno un modello simile, ci potremo aspettare una forma di autoregolamentazione silenziosa, in cui progetti considerati potenzialmente controversi vengono sospesi prima dell’uscita, anche se realizzati con cura, professionalità e finanziamento.

Quali sono i possibili sviluppi futuri?

Attualmente, il film "Artificial" non è stato offerto a un altro studio e il suo destino rimane incerto. Se dovesse trovare interesse altrove, potrebbe diventare un caso di studio interessante su come gestire la tensione tra arti, industria high-tech e potere economico. Intanto, il fatto che Amazon abbia rifiutato di fornire una spiegazione ufficiale suggerisce che si vorrà mantenere un basso profilo riguardo questa decisione.

Riflessioni finali: arte, tecnologia e commercio

La fine del film "Artificial" pone la questione cruciale: dove si colloca la creatività quando il contenuto è influenzato da interessi finanziari? In un mondo dove arte, tecnologia e mercato condividono sempre più spazi, la distinzione tra arte e industria si attenua e le conseguenze potrebbero rivelarsi complesse. Un caso in più per chiedersi: quanto è indipendente il cinema quando entra in contatto con il business tecnologico?