Introduzione

Il 24 settembre 2026 Anthropic ha reso pubbliche tre misurazioni volte a fornire un quadro chiaro della velocità con cui i sistemi di intelligenza artificiale partecipano alla propria evoluzione. Non si tratta di benchmark di performance, ma di metriche operative che descrivono il processo di ricerca e sviluppo interno. L’iniziativa si inserisce in un dibattito più ampio sulla necessità di coordinare un rallentamento responsabile dello sviluppo dell’AI, sollevato dal CEO Dario Amodei e sostenuto da figure di spicco come Sam Altman, Elon Musk e Demis Hassabis.

Le tre metriche proposte

Le metriche, sviluppate dall’Anthropic Institute, si concentrano su tre aspetti fondamentali:

    • Quota di R&D condotta da sistemi AI: percentuale di lavoro di ricerca e sviluppo gestito direttamente da agenti autonomi.
    • Livello di supervisione sugli agenti: percentuale di azioni autonome che vengono monitorate o bloccate da sistemi di controllo.
    • Distribuzione del compute: proporzione di risorse di calcolo destinata a compiti offensivi (sviluppo di nuove funzionalità) rispetto a compiti difensivi (sicurezza e mitigazione dei rischi).

Questi indicatori sono pensati per essere facilmente replicabili da altri laboratori, permettendo confronti trasparenti e verificabili da parte di terzi.

Dati interni di Anthropic

Nel documento allegato, Anthropic ha fornito dati auto‑dichiarati che evidenziano un cambiamento rapido nell’utilizzo dell’AI per la propria ricerca. A partire da agosto 2026, Claude guida il 26 % del lavoro di ricerca e sviluppo dell’azienda, rispetto a una quota pari a zero sette mesi prima. Inoltre, sulla piattaforma interna più usata operano circa 30 000 agenti autonomi; di queste azioni, una su 47 000 viene bloccata da un monitor automatico. Per quanto riguarda il compute, una settimana campione di luglio mostra che il 6 % delle risorse di calcolo impiegate nell’R&D è stato destinato alla sicurezza, evidenziando una prima attenzione al bilanciamento tra innovazione e mitigazione dei rischi.

Il contesto dell’appello di Dario Amodei

L’iniziativa di Anthropic arriva a pochi giorni dall’intervento pubblico di Dario Amodei, che ha chiesto a tutti i principali laboratori di AI di coordinare un “pacing” più lento dello sviluppo. L’appello, sostenuto da Sam Altman di OpenAI, Elon Musk e Demis Hassabis di DeepMind, rimaneva però privo di meccanismi concreti di verifica. Le tre metriche di Anthropic mirano a colmare questa lacuna, fornendo parametri misurabili e pubblicabili che possono servire da base per accordi di rallentamento verificabili da osservatori esterni.

Implicazioni per la governance e la politica economica

Le metriche sono parte di un più ampio quadro concettuale che comprende l’Advanced AI Framework, una proposta di governance rivolta ai governi, e l’Economic Policy Framework, che analizza gli impatti occupazionali dell’AI. Anthropic sottolinea che, senza dati comparabili, qualsiasi normativa sul pacing rischia di essere inefficace. In futuro, le stesse metriche potrebbero diventare obblighi di rendicontazione imposti da leggi nazionali o internazionali, favorendo una maggiore responsabilità dei laboratori.

Prospettive e criticità

Il punto critico rimane l’adozione da parte di altri attori del settore. Anthropic ha pubblicato la propria metodologia nella speranza che altri laboratori la replicino, ma al momento nessun altro ha annunciato l’intenzione di adottare lo stesso schema. Se OpenAI, Google DeepMind, Meta o altri leader dell’AI inizieranno a pubblicare dati analoghi, il valore delle metriche aumenterà notevolmente, creando una massa critica capace di influenzare il ritmo globale dello sviluppo. In assenza di un’adozione diffusa, le metriche rimarranno un contributo metodologico interessante ma con un impatto limitato.

Conclusioni

Anthropic ha compiuto un passo significativo verso la trasparenza del processo di sviluppo dell’intelligenza artificiale, proponendo tre indicatori chiari e replicabili. La loro utilità dipenderà però dalla capacità dei principali laboratori di aderire a questo modello e dalla volontà dei legislatori di trasformare tali metriche in obblighi di rendicontazione. Solo con una partecipazione ampia e coordinata sarà possibile trasformare l’appello di Amodei in una realtà operativa, garantendo che l’avanzamento dell’AI proceda in modo responsabile e controllato.