Apple ha citato in giudizio OpenAI in un tribunale federale della California, accusando la società di AI di rubare in modo sistematico informazioni riservate su prodotti non ancora rilasciati attraverso l'adescamento di dipendenti. Secondo la denuncia, la società AI ha istigato i lavoratori a condividere documenti, componenti, disegni e dati tecnici relativi a prodotti futuri durante i loro periodi di preavviso.
Un accordo che finisce in tribunale
La causa si incentra su Tang Tan, direttore hardware di OpenAI e ex VP di Apple per lo sviluppo di iPhone, Apple Watch e AirPods. L'accusa afferma che Tan abbia incoraggiato i futuri dipendenti a rivelare dettagli sui prodotti in arrivo durante i colloqui di lavoro. Un ulteriore punto chiave della causa è il caso di former ingegnere hardware di iPhone Chang Liu, che avrebbe scaricato decine di file riservati nel periodo che precede il passaggio a OpenAI.
Secondo la denuncia, OpenAI ha organizzato sistematicamente le dimissioni di alcuni manager tecnici, incluso Paul Meade, che ha guidato il progetto Apple Vision Pro, per farli accedere a informazioni riservate durante i loro ultimi giorni di lavoro in Apple. Il comportamento, afferma la causa, includeva anche la richiesta esplicita di non divulgare immediatamente il nuovo datore di lavoro, in modo da continuare a ottenere le informazioni durante il periodo di preavviso.
Apple ha sostenuto che OpenAI abbia costruito in modo illegale le basi del suo settore hardware sfruttando segreti industriali. “A tutti i livelli, dai tecnici al capo dell’hardware, e in collaborazione con partner commerciali, OpenAI ruba i segreti industriali di Apple”, afferma la denuncia. “Di conseguenza, il business dell'hardware di OpenAI poggia su fondamenta instabili, compromesse da un ricorso illegale a informazioni rubate.”
Oltre 400 ex dipendenti di Apple in OpenAI
La causa afferma che più di 400 ex dipendenti di Apple siano ora impiegati in OpenAI. Questi individui, secondo Apple, hanno contribuito a trasferire competenze e conoscenza tecnica sensibili al nuovo datore di lavoro. Un portavoce di OpenAI ha rifiutato le accuse, affermando che l'azienda non ha interesse negli segreti industriali altrui e che il suo obiettivo è costruire una tecnologia unica.
Sviluppo di un dispositivo hardware
La causa arriva in un momento cruciale. Nel 2024, Tang Tan aveva lasciato Apple per fondare insieme a Jony Ive e Evans Hankey una start-up AI, io Products, che OpenAI ha acquisito per 6,5 miliardi di dollari. Dopo l'acquisizione, OpenAI aveva annunciato una stretta collaborazione con Apple durante la Worldwide Developers Conference. Tuttavia, Apple ha successivamente preferito intensificare la collaborazione con Google per lo sviluppo di Siri e ha distanziato OpenAI.
OpenAI non ha ancora portato sul mercato un dispositivo hardware e, sebbene i piani iniziali fossero avanzati, le sfide interne e le problematiche di privacy hanno rallentato i piani. Le indiscrezioni dicono che OpenAI stia considerando diversi formati per i suoi primi dispositivi: un dispositivo simile a una penna con microfono integrato, cuffie smart o un altoparlante senza schermo. La prima unità di massa potrebbe essere un telefono, che dovrebbe arrivare in commercio nel 2027 grazie a un accordo con aziende come MediaTek e Qualcomm.
Il dispositivo sarà controllato da un'IA in grado di interpretare comandi vocali, un elemento chiave per il marchio. Il lancio non avverrà prima di febbraio 2027, con un'offerta di dispositivi che non avrà alcuna somiglianza con il brand io Products in precedenza associato a Jony Ive. Secondo Ming-Chi Kuo, un'analista esperta, OpenAI sta lavorando a una piattaforma hardware che potrebbe sfruttare il modello ChatGPT Live, lanciato recentemente.
Richiesta legale di Apple
Apple sta chiedendo in tribunale un processo con giuria, il blocco di qualsiasi pratica illegale di adescamento di personale e la distruzione di tutti i materiali coperti da segreto industriale. Inoltre, chiede che i nuovi prodotti OpenAI non incorporino tecnologie Apple, richiedendo loro di riconsiderare la progettazione di tali dispositivi al fine di eliminare qualsiasi elemento potenzialmente brevettato.
La vicenda sottolinea la crescente competizione tecnologica tra Apple e OpenAI e l’importanza dello sviluppo hardware nel settore delle tecnologie AI. Con OpenAI che mira a lanciare dispositivi nel prossimo futuro, la causa potrebbe rappresentare un ostacolo legale importante ma non certo definitivo per i suoi piani.