L’attuale progetto di modifica dell’Informationsfreiheitsgesetz (IFG) federale sta suscitando un acceso dibattito, con forti opposizioni da parte dei rappresentanti indipendenti della libertà d’informazione. La Conferenza dei rappresentanti federali per la libertà di informazione (IFK) ha espresso un netto rifiuto nei confronti del piano governativo per limitare drasticamente l’accesso alle informazioni pubbliche. Per i rappresentanti, questa inversione di rotta equivarrebbe a una sostanziale abrogazione del diritto federale all'informazione. Il progetto di modifica, a loro avviso, introduce restrizioni che non favorirebbero un incremento della trasparenza, bensì un passo indietro verso la vecchia era dell’informazione limitata e controllata dal sistema.
Perdita di fiducia e di democrazia
Il principio della libertà di informazione, ribadito nell’intervento dell’IFK, non è un obbligo fastidioso, ma un conquista democratica fondamentale. Il controllo del potere da parte dei cittadini, oggi più che mai, risulta essenziale, in un momento in cui si registra un crescente scetticismo verso le istituzioni pubbliche. Tagliare i diritti dei cittadini alla trasparenza non farebbe che rafforzare ancora di più questa sfiducia. La credibilità dell’amministrazione e l’approvazione sociale della democrazia fondata sui principi libertari si basano, secondo la posizione espressa, su trasparenza e comprensibilità degli assetti burocratici e amministrativi.
Barriere elevate e settori esclusi
La decisione del comitato di coalizione di innalzare le barriere all’accesso delle informazioni in modo significativo ha suscitato perplessità e contestazioni. La modifica proposta prevede che l'accesso alle informazioni da parte dei cittadini dipenda in futuro da un "interesse lecito", rovesciando radicalmente il principio attualmente vigente. Inoltre, le nuove normative si applicherebbero solo se non fossero già a disposizione altri diritti di informazione. Solo cittadini tedeschi residenti in Germania o cittadini europei potranno presentare richieste di accesso, con oneri finanziari in aumento. Settori interi, come la ricerca o le infrastrutture critiche, sarebbero esclusi di fatto dal sistema dell’IFG, senza l’esame preventivo dei rischi.
I rappresentanti criticano fortemente le motivazioni della coalizione CDU, CSU e SPD. La dichiarazione che le modifiche renderebbero il diritto di accesso più comprensibile e pratico viene ritenuta poco credibile. L’argomento sulle questioni di sicurezza non è considerato legittimo, dal momento che gli obblighi di riservatezza e di protezione esistono già, ma non coprono interamente tutta la burocrazia. Secondo l’IFK, non c’è alcun reale bisogno della totale esclusione di settori specifici. La coalizione è accusata addirittura di utilizzare la sicurezza come una sorta di pretesto per limitare la trasparenza.
Un aumento di lavoro burocratico
Un aspetto significativo e problematico della riforma è l’inversione del fardello probatorio, che richiederebbe ai cittadini di dimostrare il proprio interesse per ottenere informazioni, piuttosto che alla pubblica amministrazione di giustificare la riservatezza. Secondo la Commissione, questa modifica rappresenterebbe un passo indietro di vent’anni, con un impatto negativo anche sul diritto alla libertà di stampa. Inoltre, l'ampliamento della gestione dell’accesso informazioni con la richiesta di documentare dettagliatamente le autorizzazioni e il calcolo delle spese introdurrebbe un aumento sensibile dell'onere amministrativo su tutti i uffici e le autorità interessate.
Consenso limitato e violazioni delle normative europee
Il responsabile federale per il libero accesso alle informazioni in Baden-Württemberg, Tobias Keber, esprime preoccupazione riguardo all’eventuale sospensione del diritto di richiesta per organizzazioni non governative e per associazioni. La sua critica si basa sul chiarimento fornito dal Tribunale europeo dei diritti dell'uomo, che ha sostenuto chiaramente il ruolo fondamentale svolto da tali istituzioni nell'osservare e supervisionare il potere pubblico. Soggiogare tali soggetti, privandoli del diritto di accesso, sarebbe un chiaro inadempiere verso gli accordi internazionali sulle libertà fondamentali.
L’opposizione a questa iniziativa governativa si estende a un’ampia coalizione politica e sociale. I predecessori del ruolo di rappresentante federale per il libero accesso alla trasparenza, Peter Schaar e Ulrich Kelber, hanno definito le nuove normative come estremamente dannose. Le organizzazioni civiche, le associazioni sindacali e i cittadini si stanno mobilitando in modo significativo. In parallelo, procede una petizione che si oppone al cambiamento, e l'IFK chiede al governo di confrontarsi con le moderne leggi sulla trasparenza già in vigore negli Stati federati, come esempio per un riforma diversa e più trasparente.