L'Insee, il principale organismo francese incaricato della rilevazione statistica e che gestisce il registro ufficiale Sirene, è stato colpito da un’ampia cyberattacco che ha compromesso i dati personali di 12.800 agenti e ex agenti. I dati che sono stati rubati comprendono i nomi, i cognomi e gli indirizzi mail professionali dei lavoratori, ma fortunatamente non sono state rilevate falle relative alla perdita di informazioni come RIB, password o numeri di sicurezza sociale.

L’enquête interna ha confermato che i grandi registri statistici che l'Insee mantiene e alimenta attraverso la sua attività quotidiana, inclusi quelli che costituiscono la base per il tasso di disoccupazione e l’inflazione in Francia, non sono stati interessati dall’attacco. Tuttavia, l’incidenza di questa violazione sul piano operativo del sistema pubblico francese non è da sottovalutare.

L’Insee ha lanciato un chiaro allarme rivolto a tutte le aziende e al pubblico sul rischio di truffe informatiche in aumento. Gli autori dell'attacco potrebbero utilizzare il database rubato per realizzare attacchi mirati come il phishing. Un messaggio email, falso ma molto convincente, spedito da un “dipendente” reale dell’Insee potrebbe facilmente far credere a un imprenditore di dover completare la propria iscrizione al registro Sirene fornendo il proprio RIB.

Le nuove minacce e gli scenari futuri

L’Istituto precisa che nessun pagamento è mai richiesto per l’iscrizione al registro Sirene. Né l’Insee né i suoi collaboratori richiedono mai informazioni sensibili, come RIB o password, via e-mail. L’evento mette however al centro della discussione una serie di minacce potenziali: basta un solo errore su parte dell’utente per innescare una truffa seria.

L’esperienza di questa violazione si aggiunge a una serie di precedenti simili. A partire dal mese di giugno, la piattaforma Jeveuxaider.gouv.fr ha perso le informazioni di 550.000 account. La settimana prima, la Procura di Parigi ha chiesto un’indagine sull’hackeraggio di Tchap, la chat crittografata usata dai funzionari. Nell’aprile 2026, un'altra grave violazione ha colpito l’Anses, l'organismo che emette carte d’identità e passaporti.

Il governo francese sta cercando di rispondere a queste emergenze con promesse e nuove iniziative. Il Primo Ministro Sébastien Lecornu ha proposto la creazione di una nuova Autorità digitale e di Intelligenza Artificiale dello Stato, un piano che mira a rafforzare la protezione del sistema in materia di cyberattacchi. Questo intervento, però, non si risolverà nella creazione di nuove istituzioni, ma sarà cruciale investire maggiormente sui budget di cybersicurezza e sulla modernizzazione di infrastrutture informatiche invecchiate.

Le priorità per il futuro

Secondo gli esperti, è necessario assumere nuovi ingegneri informatici specializzati in sicurezza, dotare il settore pubblico di strumenti tecnologicamente moderni e migliorare la formazione del personale su minacce digitali in costante evoluzione.

I dati rivelati da quest’incidente mettono a nudo una fragilità sistematica del sistema informativo statale. L’appalto di nuove tecnologie e una strategia coerente di sicurezza non possono più attendere. In un contesto in cui il numero delle violazioni aumenta di settimana in settimana, i costi di una mancata reazione sono alti, a livello personale e istituzionale.