Il discorso sull’intelligenza artificiale (AI) negli ultimi mesi ha avuto un picco di hype, specialmente nel campo high-tech: Silicon Valley ne era piena, e non solo di discorsi, ma di una quantità esponenzialmente maggiore di spesa. C’è un’espressione che torna spesso in giro: “tokenmaxxing” – ovvero massimizzare il numero di token generati dall’AI. Per un breve periodo, aziende e team lavoravano freneticamente per sfruttare al massimo i budget, a volte al limite della sostenibilità. Uber, ad esempio, si dice abbia esaurito il proprio budget annuale AI in pochi mesi, mentre altre aziende hanno ridotto l’uso di strumenti come Claude e sono state costrette a cancellare progetti e iniziative interni. È chiaro, quindi, che c’è un’enorme distanza tra hype e ROI (ritorno sull’investimento).

Tiffany Luck, partner di NEA, ha osservato da vicino questo scenario. La sua carriera si è costruita su tecnologie emergenti, avviando iniziative che promuovevano il commercio elettronico come il futuro del settore. Oggi, con il tema dell’AI al centro, Luck vede molte aziende affrontare la stessa transizione: capire se l’AI sta veramente aggiungendo valore o se si tratta solo di un passo falso nell’entusiasmo.

AI e la promessa di “momenti magici”

Uno dei temi emersi in questo incontro è l’idea di “momenti magici” in AI. Luck si riferisce a quegli eventi – spesso inaspettati – in cui l’intelligenza artificiale non solo semplifica un processo, ma crea un valore unico e irreplicabile da altri metodi tradizionali. Per lei, il ruolo della tecnologia è non solo di essere efficiente, ma di stupire il mercato. Ecco perché alcune startup stanno prendendo la leadership in questa narrazione. Lavorando in sinergia con le grandi organizzazioni tecnologiche, queste startup mirano a sviluppare applicazioni personalizzate, spesso a livello di consumatori, in cui l’AI genera esperienze immersive e intuitive.

Iniziative startup supportate

Una parte importante del discorso si è concentrata su come le startup stiano contribuendo al monitoraggio e alla misurazione di ROI nell’AI. Per fortuna di aziende come NEA, c'è un crescente numero di startup pronte a offrire strumenti di tracciamento, analisi e reporting, permettendo alle grandi aziende di controllare costi e performance con precisione. Questi strumenti non solo registrano i dati generati, ma anche analizzano il comportamento finale, fornendo metriche chiave per valutare la bontà di ogni progetto AI.

Osservazioni sullo scenario di IPO nel 2024

In merito a IPO, Luck non vede grandi cambiamenti per il 2024. “Le aziende AI stanno lavorando duramente per dimostrare un modello di crescita sostenibile”, ha detto. Mentre alcuni osservano una fase di raffreddamento, lei sottolinea che la valutazione pubblica è un processo lungo, e il 2024 potrebbe essere un anno di consolidamento e attesa per i mercati. “Nonostante il clima di cautela”, afferma Luck, “ci sono aziende in grado di fare breccia con un posizionamento chiaro e un piano di crescita solido.”

Futuro dei agenti personali AI

Luck ha espresso grande interesse per l’evoluzione degli agenti AI personali, che potranno gestire non solo compiti banali, ma vere e proprie relazioni lavorative. Immagina agenti AI capaci di prendere decisioni in nome degli utenti, di anticipare esigenze e di fornire servizi in tempo reale. L’idea di un “agente personale”, in grado di coordinare lavoro, social e tempo libero, non è più fantascienza, ma un progetto che alcuni startup stanno cercando di realizzare.

Per lei, il 2024 potrebbe segnare l’inizio di un cambiamento radicale nel settore della personalizzazione AI, grazie all’unione tra nuove startup e aziende consolidate. L’idea è di creare strumenti AI che non solo risolvano problemi specifici, ma anticipino le esigenze del mercato.