Il sito Web Windows Report ha riferito di aver scoperto una funzione sperimentale nel browser Chrome: la possibilità di utilizzare un modello di intelligenza artificiale per rispondere direttamente a una query senza visualizzare i soliti risultati web. Disponibile esclusivamente nella versione Canary del browser, dedicata ai tester e sviluppatori, il nuovo "IA mode" modifica il comportamento della barre di ricerca. Invece dei risultati Google tradizionali con link e riepiloghi della ricerca, l’utente riceve una risposta contestuale e interattiva, simile a quella di un chatbot. Il sistema, chiamato "Fulfill Searchbox Queries in AI Mode", funziona su tutte le piattaforme desktop.

Google smentisce il lancio a breve

Rajan Patel, il vicepresidente di Google incaricato dell’ingegneria Search, ha rapidamente riferito tramite il social X di ritrattare l’intera proposta: “Si trattava di un errore. Il nostro piano non riguarda rendere il mode IA la modalità di ricerca principale in Chrome.” Ancora più chiaro il messaggio dell’autore del codice nel repository Chromium: “è solo un esperimento, non vi sono piani per l’implementazione ufficiale.”

Per attivare questa funzione sperimentale, l’utente deve andare manualmente sull’URL chrome://flags e cercare il doppio flag necessario, rese disponibile solo nella build Canary. Nonostante l’idea non sia destinata ad apparire negli ambienti di produzione, essa ha generato un certo interesse nel settore, grazie all’aspetto più evoluto rispetto alla maggior parte dei prototipi.

Perché questa funzione genera interesse?

Il tentativo di Google segnala chiaramente l’interesse nel testare le potenzialità dell’intelligenza artificiale nella sua funzione di ricerca, ma non rappresenta un impegno formale. Tuttavia, quando parliamo di tecnologia, molte prove iniziali finiscono con il diventare comportamenti standard.

    • Chrome è il principale ingresso verso i risultati Google.
    • Il trasferimento completo della barra dell’indirizzo al modello AI comporterebbe la perdita di traffico massiccio verso i siti editori.
    • Gli utenti si abituerebbero a non cliccare più sui link tradizionali.
    • Le soluzioni AI potrebbero diventare l’unica opzione visibile, sostituendo definitivamente i risultati classici.

La reazione di DuckDuckGo

Non è un momento semplice per Google in questo contesto. Durante l’evento I/O 2026, il gruppo ha promosso la sua "Intelligent Search Box", un sistema capace di accettare input multimediali e persino tab aperte su Chrome. La mossa ha però generato reazioni negative, con molti utenti che si stavano spostando verso alternative come DuckDuckGo, un motore di ricerca che si distingue appunto per la mancanza completa di utilizzo dell’intelligenza artificiale.

DuckDuckGo, inoltre, ha visto un aumento di interesse negli ultimi mesi da parte degli utenti stanchi della crescente dipendenza di Google dall’utilizzo dell’IA per le sue funzionalità di ricerca. Gli utenti, in particolare, apprezzano di non incorrere in algoritmi IA che analizzano in tempo reale i loro interessi e comportamenti online.