Brandon Thomas, sviluppatore già noto per aver pubblicato cloni gratuiti dei programmi Adobe, ha rilasciato tre applicazioni open source che si ispirano a Word, Excel e PowerPoint. Si chiamano WordCraft, GridCraft e DeckCraft e si scaricano gratis da GitHub. Chi spera in un sostituto di Microsoft Office pronto per l'uso quotidiano, però, deve ridimensionare le aspettative. Il progetto viene descritto come acerbo, scritto in gran parte con l'aiuto di Claude e mantenuto da una sola persona. La vera notizia è un'altra: un esperimento che riapre la discussione sul codice generato con l'AI e sulla stanchezza verso il modello ad abbonamento.
WordCraft, GridCraft e DeckCraft: cosa c'è nel pacchetto
I tre programmi coprono le funzioni dei rispettivi modelli. WordCraft è l'elaboratore di testi, GridCraft il foglio di calcolo e DeckCraft lo strumento per le presentazioni. Insieme a loro sono arrivati altri strumenti creativi della stessa famiglia, come SoundCraft e CADCraft. Tutto viene distribuito tramite il repository GitHub di ArtCraft, il marchio sotto cui Thomas pubblica i suoi progetti.
Le nuove applicazioni seguono i cloni di Adobe: PhotoCraft, FilmCraft, DesignCraft, EffectCraft, PdfCraft, VectorCraft e LightCraft, sviluppati in Rust con l'assistenza dell'AI. ArtCraft, del resto, nasce come suite commerciale di strumenti per la grafica generata dall'AI. Thomas si era presentato su Reddit con lo pseudonimo u/aiartis_art, e la sua identità è emersa grazie a un'inchiesta di Tom's Hardware.
Il punto di forza dichiarato è la portabilità. I programmi sono progettati per girare su Windows, macOS e Linux con un'esperienza d'uso identica sui tre sistemi. È una differenza concreta rispetto ad Adobe, che supporta macOS e Windows e su Linux richiede livelli di compatibilità o l'emulazione di Windows. Il confronto regge anche con Documenti, Fogli e Presentazioni di Google. Quelli sono gratuiti, ma funzionano solo nel browser, e con il modello online l'utente non possiede davvero il software. Tra gli utenti, infatti, c'è chi teme che prima o poi arrivi un abbonamento obbligatorio.
- Download: WordCraft (Word)
- Download: GridCraft (Excel)
- Download: DeckCraft (PowerPoint)
Scritti con Claude, e non lo nasconde
Thomas ha usato Claude di Anthropic per svolgere il grosso del lavoro su questi progetti. È un ingegnere del software con 15 anni di esperienza, ma il metodo gli ha attirato parecchie critiche. Chi parla di software "vibecodato" e di "spazzatura AI" si è sentito rispondere su X che lui, a programmare, è perfettamente capace.
Le perplessità non sono solo estetiche. I dubbi sulla sicurezza informatica e sull'etica del codice generato dall'AI hanno portato alla rimozione dei post sulle sue app da alcuni subreddit. Un'altra accusa ricorrente riguarda le risorse: invece di contribuire a progetti open source esistenti come LibreOffice, GIMP e Thunderbird, Thomas ha preferito ripartire da zero con il vibe coding.
La sua replica è tutt'altro che diplomatica. «GIMP fa schifo. Ha sempre fatto schifo. Non c'è motivo di salvare un software rotto», ha scritto Thomas. Su LibreOffice, invece, la questione è personale: un'esperienza negativa con la suite gli avrebbe «distrutto un saggio di 40 pagine scritto la settimana della consegna, durante gli esami finali».
Lontani dagli originali, per ora
Quanto alla maturità, i cloni di Office sono meno avanti nello sviluppo rispetto a quelli di Adobe, e la maggior parte delle app è ancora lontana dai programmi che vorrebbe sostituire. Al momento non sono in grado di rimpiazzare del tutto gli originali. Con il tempo, però, potrebbero diventare un'alternativa praticabile per chi li usa solo occasionalmente.
C'è poi il problema della sostenibilità. Thomas gestisce la suite da solo e, anche se la community è invitata a contribuire al progetto open source, diversi commentatori si chiedono se un unico sviluppatore possa stare al passo con correzioni di bug e aggiornamenti. Non è chiaro, insomma, se queste app siano destinate a durare.
La protesta contro gli abbonamenti, e i suoi limiti
Il successo mediatico del progetto si spiega soprattutto con il contesto. Adobe e Microsoft sono da tempo criticate per essere passate dalla licenza a pagamento unico a pacchetti in abbonamento. Questi bundle includono strumenti che molti utenti non usano, a volte con funzioni sovrapposte. Per i sostenitori di Thomas, i cloni sono una protesta mirata contro queste pratiche, e nel caso di Adobe viene citata spesso la difficoltà di disdire l'abbonamento.
Le reazioni su Reddit sono divise. C'è chi parla di una svolta e chi vede l'ennesima prova che nessun mestiere è al riparo dall'AI. Il server Discord di ArtCraft cresce in fretta, e CADCraft piace in particolare agli appassionati di stampa 3D e di ingegneria insoddisfatti di Autodesk. Sui social qualcuno si spinge a dichiarare finita l'era del software tradizionale a pagamento.
Il dato concreto arriva proprio da altri commentatori. LibreOffice e OpenOffice.org esistono da anni, sono gratuiti e non hanno intaccato in modo significativo le vendite di Microsoft Office. Tre cloni giovani, sviluppati da una sola persona, non bastano a cambiare questo equilibrio. Mostrano però quanto sia diventato facile, con l'AI, costruire un'imitazione funzionante di software complessi. Le grandi aziende del settore dovranno fare i conti con questo fatto, anche se i loro programmi non sono ancora in pericolo.