Un caso recente ha dimostrato come l'intelligenza artificiale generativa possa essere utilizzata per tracciare e reprimere le minoranze etniche. Un operatore allineato con la Cina ha utilizzato l'assistente di intelligenza artificiale generativa Claude per tracciare gli Uyghur che vivono in Siria e reclutare potenziali informatori all'interno della comunità. Il modello ha tradotto messaggi, facilitato la comunicazione in dialetti locali e geolocalizzato le persone, concentrandosi su individui particolarmente vulnerabili che affrontano difficoltà finanziarie o sono separati da familiari ancora in Xinjiang, la regione autonoma del nord-ovest della Cina che è casa della maggioranza della popolazione uyghur.

Claude ha aiutato gli operatori a trasformare tracce digitali sparse in intelligence mirata, ampliando la portata della sorveglianza della Cina su una minoranza etnica perseguitata. Il caso è uno degli esempi di repressione transnazionale abilitata dall'intelligenza artificiale dettagliati in un rapporto recente del team di intelligence delle minacce di Anthropic, pubblicato il 10 settembre 2026. Il rapporto fornisce prove dirette che l'intelligenza artificiale generativa sta essere incorporata nella macchina della repressione transnazionale, consentendo ai governi autoritari e ai loro proxy di costruire flussi di lavoro scalabili per identificare, monitorare e targeting attivisti della diaspora e dissidenti esiliati in tutto il mondo.

Repressione Transnazionale Digitale

La repressione transnazionale digitale si riferisce all'uso da parte di un governo di tecnologie digitali per intimidire e silenziare dissidenti e altri oppositori che vivono in esilio e nella diaspora. Con metodi che vanno dall'hacking e dalla sorveglianza all'harassment online e alla diffamazione coordinata, i governi estendono la portata della coercizione politica ben oltre i loro confini e profondamente nella vita personale dei loro obiettivi. Inoltre, questi attacchi digitali possono creare le condizioni per minacce fisiche contro gli esiliati, compresi stalking, aggressione, rapimento e anche assassinio.

La repressione transnazionale può avere effetti devastanti sugli individui targetizzati, nonché sulla democrazia in generale. Le nostre interviste con persone colpite mostrano che le minacce digitali transnazionali instillano distress, paura e incertezza tra gli esiliati e le comunità della diaspora, indeboliscono il loro senso di sicurezza e benessere, minano le relazioni sociali e causano isolamento, favoriscono l'autocensura e il ritiro dall'attivismo. In breve, la repressione transnazionale digitale ostacola gravemente la capacità della società civile di utilizzare strumenti digitali per scambiare, organizzare e mobilitare liberamente oltre i confini.

Casi Identificati nel Rapporto

Il rapporto di Anthropic fornisce insights dettagliati su come gli attori statali beneficiano dei modelli di intelligenza artificiale generativa per ampliare il loro repertorio repressivo, sia a livello domestico che transnazionale. Il rapporto dimostra come i modelli di intelligenza artificiale possano essere utilizzati per aumentare la repressione transnazionale digitale, facilitando ulteriormente la diffusione di politiche autoritarie e repressive al di fuori dei confini degli stati che le perpetuano.

In primo luogo, il rapporto di Anthropic dimostra come l'intelligenza artificiale riduca i costi operativi, rendendo la repressione più accessibile. Le operazioni di repressione digitale hanno usualmente dipeso dalle competenze linguistiche, dagli analisti di intelligence addestrati e dagli ingegneri del software. I casi nel rapporto suggeriscono che l'intelligenza artificiale possa sostituire parti di questa competenza. Nel caso della campagna contro gli Uyghur in Siria, gli operatori hanno utilizzato Claude per profilare gli obiettivi in base alle loro vulnerabilità e creare uno script di reclutamento nel dialetto siriano, nonostante non parlassero arabo loro stessi.

In secondo luogo, i modelli di intelligenza artificiale sono utilizzati per convertire tracce digitali in informazioni dettagliate che possono essere utilizzate per tracciare obiettivi specifici. Le comunità della diaspora generano grandi quantità di dati pubblicamente accessibili attraverso i social media, le piattaforme di messaggistica, le banche dati pubbliche e i siti web organizzativi. Gli assistenti di intelligenza artificiale possono prendere questi dati frammentati e strutturarli in rapporti di intelligence dettagliati. Questi rapporti possono ricostruire reti sociali e relazioni, inferire affiliazioni politiche, individuare posizioni e anche segnalare vulnerabilità.

In un caso, un fornitore di intelligence commerciale che probabilmente lavorava per clienti di lingua araba nella regione del Golfo ha creato una piattaforma per analizzare l'attività sui social media degli utenti della diaspora, mappando la loro posizione e categorizzandoli come filogovernativi o di opposizione. Anthropic ha interrotto questa operazione prima che venisse distribuita.

Infine, il rapporto sostanzia che la sorveglianza abilitata dall'intelligenza artificiale può portare ad atti reali di repressione transnazionale. La tecnologia produce informazioni che possono supportare la sorveglianza fisica, la coercizione, il reclutamento di informatori, il dispiegamento di agenti e la disruption delle attività della società civile. Ad esempio, nel caso della campagna contro gli Uyghur in Siria, l'operatore ha utilizzato Claude per produrre brevi "opinioni pubbliche" quotidiane per funzionari del governo che "catalogavano dissidenti, attivisti, minoranze etniche e comunità della diaspora cinese, e media stranieri come minacce alla stabilità politica".

Conclusione

Il rapporto di Anthropic fornisce prove dirette che l'intelligenza artificiale generativa sta essere incorporata nella macchina della repressione transnazionale, consentendo ai governi autoritari e ai loro proxy di costruire flussi di lavoro scalabili per identificare, monitorare e targeting attivisti della diaspora e dissidenti esiliati in tutto il mondo. Le aziende di intelligenza artificiale dovrebbero trattare la repressione transnazionale come una categoria di minaccia distinta, separata dalla sorveglianza domestica e dalle operazioni di influenza. Le aziende di intelligenza artificiale di frontiera dovrebbero seguire l'esempio di Anthropic e pubblicare rapporti dettagliati che tracciano specificamente gli incidenti di repressione transnazionale digitale.

Dovrebbero anche stabilire protocolli per rilevare la repressione transnazionale digitale, notificare pubblicamente le comunità colpite e preservare le prove catturate nel corso delle loro indagini sulle minacce. Questi passi aiuterebbero a limitare l'abuso della tecnologia americana da parte di governi repressivi che raggiungono oltre i confini e migliorerebbero le protezioni per i gruppi già vulnerabili che stanno minacciando.

La repressione transnazionale digitale è una minaccia grave e crescente per la democrazia e la società civile. È fondamentale che le aziende di intelligenza artificiale, i governi e le organizzazioni della società civile lavorino insieme per contrastare questa minaccia e proteggere i diritti umani e le libertà fondamentali.