Perché il Threat Modeling è indispensabile

Immaginate di lanciare un nuovo servizio online: pochi giorni dopo il rilascio il team di sicurezza scopre una vulnerabilità critica nell’autenticazione, costringendo gli sviluppatori a riprogettare l’intera architettura. Situazioni del genere comportano costi elevati, ritardi nei rilasci e notevole stress per il personale. Il Threat Modeling permette di anticipare questi problemi, analizzando il sistema dal punto di vista di possibili aggressori prima che il codice venga distribuito.

Obiettivi del workshop

Il corso “Introduzione al Threat Modeling” è strutturato per fornire una formazione pratica e metodica. I partecipanti impareranno a:

    • identificare le frontiere di fiducia di un sistema;
    • analizzare i punti in cui possono sorgere vulnerabilità;
    • applicare il framework STRIDE per classificare le minacce;
    • valutare i rischi e definire priorità per le contromisure;
    • integrare il processo di Threat Modeling in metodologie Agile e DevOps.

Il modello STRIDE

Al centro dell’approccio metodico c’è STRIDE, un acronimo che suddivide le minacce in sei categorie distinte:

    • Spoofing – falsificazione dell’identità di un’entità;
    • Tampering – alterazione non autorizzata di dati o componenti;
    • Repudiation – possibilità per un attore di negare azioni compiute;
    • Information Disclosure – esposizione involontaria di informazioni sensibili;
    • Denial of Service – impedimento del corretto funzionamento del servizio;
    • Elevation of Privilege – acquisizione di privilegi più elevati rispetto a quelli concessi.

Durante il workshop i partecipanti utilizzeranno STRIDE per valutare un caso studio complesso, classificando ogni possibile scenario di attacco e determinando le contromisure più appropriate.

Workshop interattivo con il “Threat Modeling Card Game”

Una caratteristica innovativa è l’utilizzo di un gioco di carte progettato per far partecipare attivamente gli sviluppatori nella fase di analisi delle minacce. Le carte rappresentano elementi di architettura, possibili vulnerabilità e contromisure, stimolando discussioni collaborative e rendendo il processo più dinamico. L’obiettivo è trasformare la sicurezza in una responsabilità condivisa, anziché lasciarla solo agli esperti di sicurezza.

Chi dovrebbe partecipare

Il corso è pensato per:

    • Sviluppatori che desiderano comprendere come le scelte di codice influenzino la sicurezza;
    • Software architect che vogliono progettare sistemi resilienti fin dalle prime fasi;
    • Site Reliability Engineers (SRE) interessati alla continuità operativa e alla mitigazione dei rischi;
    • Responsabili della sicurezza che vogliono integrare il Threat Modeling nei flussi di lavoro quotidiani.

Non sono richieste conoscenze approfondite di sicurezza; il workshop parte dalle basi e guida i partecipanti passo passo.

Dettagli logistici

Il workshop si svolgerà interamente online il 18 novembre 2026, dalle 9:00 alle 14:00 (CET). Per partecipare è necessario disporre di un browser aggiornato, una webcam e un microfono o cuffie con microfono. La presentazione sarà in lingua inglese, ma le istruzioni e le discussioni saranno condotte in tedesco, garantendo così la massima comprensione per un pubblico europeo.

Il numero di posti è limitato a 15 persone per favorire l’interazione diretta con il relatore, il Dr. Christoph Niehoff, esperto di sicurezza informatica. Il costo del ticket è di 699 €, comprensivo di materiale didattico digitale e l’accesso a risorse post‑evento.

Come iscriversi

Le informazioni complete, incluse le modalità di pagamento e il modulo di registrazione, sono disponibili sulla pagina ufficiale del workshop. Dopo la conferma dell’iscrizione, i partecipanti riceveranno un link per collegarsi alla piattaforma di videoconferenza, nonché una checklist tecnica per verificare la configurazione hardware e software.

Con un investimento moderato, il workshop offre l’opportunità di apprendere un metodo collaudato per ridurre drasticamente i costi legati a vulnerabilità post‑produzione, migliorare la qualità del software e promuovere una cultura della sicurezza condivisa all’interno dei team di sviluppo.