Demis Hassabis, amministratore delegato di DeepMind, ha recentemente pubblicato una bozza estesa per gestire l'avanzamento di modelli di intelligenza artificiale avanzata. Secondo Hassabis, l’Intelligenza Artificiale Generale (AGI) potrebbe essere solo pochi anni lontana dalle attuali tecnologie. L’impatto, sottolinea, potrebbe essere dieci volte più significativo rispetto alla rivoluzione industriale e dieci volte più rapido.
Un piano concreto per il controllo
Hassabis ha proposto la creazione di una nuova autorità statunitense, simile alla Financial Industry Regulatory Authority (FINRA), che si concentri sulla gestione della tecnologia AI di punta. L’organizzazione dovrebbe sviluppare protocolli di valutazione per i modelli più avanzati, inizialmente in forma volontaria e in seguito obbligatoria. La supervisione dovrebbe utilizzare benchmark aggiornati su base regolare per garantire la chiarezza e la trasparenza del settore. Hassabis sottolinea che questa struttura dovrebbe essere finanziata direttamente dall’industria.
Una volta istituita una norma americana chiara, la comunità internazionale sarebbe incitata a seguire e a trovare un accordo su questioni fondamentali per la governance globale. In casi critici, l’ente potrebbe anche richiedere una riduzione coordinata dello sviluppo, come proposto recentemente da Anthropic.
Un approccio inclusivo
Hassabis si distingue per la sua posizione equilibrata: i modelli non leader – come quelli di startup e laboratori di ricerca – non sarebbero inclusi nel regime di controllo. Questo permetterebbe di evitare la cosiddetta "Regulatory Capture" in cui grandi aziende usano regolamenti politici a vantaggio delle proprie posizioni.
Un momento strategico per l'intervento
Qualche giorno prima dell'intervento di Hassabis, un elenco di ricercatori e economisti ha sottoposto un documento significativo, sottolineando le potenziali conseguenze disastrose dell'AI in termini di perdite di posti di lavoro. Anche se Hassabis non ha firmato il documento, il messaggio di cautela e di necessità di regolamentazione risuona nel suo piano – diversamente da altri, però, le sue proposte sono concrete e meno allarmistiche.
"Nessuno al mondo sa con certezza cosa possa succedere da qui in avanti, e anche gli esperti non sono d'accordo. Quando l'incertezza è altissima e il rilievo è importante, il miglior atteggiamento è un ottimismo cauto, ragionevole e giusto", ha scritto Hassabis.
Incertezza e dibattito tra i leader del campo
Questa divisione tra gli esperti si è vista chiaramente nel dicembre 2025. Yann LeCun, famoso scienziato che ha lavorato all’intelligenza artificiale in ambito accademico e industriale, ha definito il concetto di intelligenza artificiale generale basato su modelli linguistici come "un completo errore", chiamandolo una "fantasia malata". Hassabis ha pubblicamente controbattuto, affermando che LeCun non abbia ragione. Si è riacceso così un dibattito molto acceso.
Opinioni divergenti sull'AGI
- Oriol Vinyals, co-leader del progetto Gemini, sostiene che i modelli odierni siano molto forti in alcuni ambiti ma non ancora in grado di innovare realmente.
- Richard Sutton, altro pioniere del Deep Learning, ha recentemente fondato una startup proprio per affrontare questa lacuna.
- Shane Legg, fondatore di DeepMind, ha espresso fiducia nel raggiungere una "AGI minima" già entro il 2028.
Un'alternativa all'hype
Per ricevere notizie sull’intelligenza artificiale senza il rumore dei media, Hassabis e molti altri ricercatori stanno promuovendo un abbonamento a THE DECODER. Questo consente l’accesso a notizie di settore senza pubblicità, partecipare a dibattiti in un sistema di commenti attivo, ricevere una newsletter settimanale, ed essere informati su sviluppi importanti attraverso il “Frontier” – un rapporto annuale inedito.