In un’epoca in cui la digitalizzazione e l’automatizzazione stanno riscrivendo il modo in cui si gestisce l’industria e i servizi, l’intelligenza artificiale (AI) sta emergendo come un pilastro centrale per aziende di grandi dimensioni. Al Veolia, multinazionale leader in servizi ambientali e nel trattamento dell’acqua globale, tre direttrici strategiche guidano l’implementazione dell’AI: formazione, ibridazione e tokenizzazione. Noémie Sayada, responsabile della piattaforma agentica di Veolia, ha illustrato queste strategie durante l’evento “Souveraineté numérique”, che si è tenuto il 30 giugno.
All’interno del modello Veolia, la formazione costituisce la pietra miliare dell’implementazione dell’intelligenza artificiale. Il gruppo ha riconosciuto che, affinché l’AI produca risultati concreti, i collaboratori devono essere adeguatamente formati su strumenti, metodologie e implicazioni tecnologiche. A oggi, Veolia ha già sviluppato e operativamente dispone di 2 000 agenti di intelligenza artificiale, che supportano le sue diverse divisioni aziendali. Questi non sono però robot indipendenti, ma piuttosto strumenti guidati da esperti e gestiti in base alle specificità dell’azienda.
Ibridazione: quando umano e macchina collaborano
L’approccio ibrido sviluppato da Veolia si basa sull’idea che l’intelligenza artificiale debba collaborare con gli operatori e non sostituirli. Questo tipo di ibridazione permette di massimizzare il valore dell’AI senza mettere in discussione il ruolo chiave del personale qualificato. Secondo Noémie Sayada, l’ibridazione è fondamentale per evitare errori critici, garantire la compliance e mantenere l’approccio umano che distingue Veolia da soluzioni completamente automatizzate.
Strategie di tokenizzazione
Un terzo pilastro fondamentale è la tokenizzazione, ovvero la capacità di trasformare dati complessi in unità gestibili e interoperabili. Le piattaforme digitali di Veolia, che gestiscono grandi quantità di dati derivanti da sensori, reti infrastrutturali e sistemi operativi, richiedono un approccio modulare per poter gestire al meglio l’intelligenza artificiale. La tokenizzazione permette di frammentare l’informazione in elementi più maneggevoli, rendendo possibile l’implementazione su larga scala di AI senza compromettere la qualità dei dati.
Un esempio pratico del sistema di tokenizzazione di Veolia si riscontra nella gestione delle reti di distribuzione delle acque, dove i dati in tempo reale vengono convertiti in token per essere processati da algoritmi di machine learning. Questo permette di anticipare eventuali problemi operativi, come la mancata pressione in una rete di distribuzione o un anomalo consumo d’acqua.
Le linee guida di Veolia non si limitano all’implementazione tecnica, ma includono aspetti etici e di controllo. L’azienda ha adottato una logica di “transparency by design”, che prevede l’accesso diretto ai dati generati da ogni agente di AI. Questo permette di valutare in tempo reale il comportamento dell’algoritmo e di apportare aggiustamenti qualora si riscontrassero deviazioni dal piano iniziale.
Futuro dell’AI in Veolia
Con il crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale in settori delicati come la gestione energetica e l’ambiente, Veolia mira a espandere ulteriormente il proprio portafoglio di agenti AI. Secondo Noémie Sayada, nel prossimo triennio il gruppo ha l’obiettivo di raddoppiare il numero di agenti digitali in azione, estendendo le applicazioni anche in aree come la gestione dei rifiuti e la manutenzione predittiva di impianti di depurazione.
Sebbene siano già in atto iniziative molto concrete, il prossimo passo per Veolia è di istituire un centro di ricerca specializzato in AI per sviluppare algoritmi specifici, adatti alle esigenze del gruppo. Questo centro si baserà su una partnership strategica con alcuni dei principali istituti di ricerca francesi e europei.
In sintesi, il modello Veolia rappresenta un esempio concreto di come l’intelligenza artificiale possa essere integrata in maniera responsabile e proficua all’interno di grandi organizzazioni. La formazione, l’ibridazione e la tokenizzazione non si limitano a essere tecnologie o metodologie, sono invece strumenti di trasformazione e sviluppo a lungo termine, capaci di rendere l’industria più sostenibile e reattiva ai cambiamenti. Per Veolia, questa è solo l’inizio di un percorso lungo e dinamico verso un futuro smart e sostenibile.