Il progetto French Tech 120 2026 ha presentato la sua più recente selezione nell’ambiente innovativo di Aqemia, azienda focalizzata sullo sviluppo di molecole terapeutiche grazie all’intelligenza artificiale. L’evento, tenutosi nell’ambito del programma Next40, ha segnato un netto punto di svolta verso le innovazioni tecnologiche avanzate, con un aumento significativo nei requisiti per l’ammissione: oggi, vengono valutati anche i brevetti depositati e il sostegno all’innovazione.

La deeptech passa da 8 a 38% del Next40

Il dato più sorprendente riguarda la crescita esponenziale della quota di deeptech nel Next40, che è salita da 8% lo scorso anno a 38% in questa edizione. Tra le star emergenti, si annoverano società come Mistral AI, AMI Labs, H Company e Pigment. Il quantum computing fa il suo ingresso con Alice & Bob, Pasqal e Quobly.

    • La prima decacornia francese, Mistral AI, si affianca a nuovi nomi promettenti.
    • I leader consolidati, come Alan, Doctolib, BlaBlaCar, Qonto e Ledger, mantengono una posizione forte.
    • 34 nuove aziende entrano nel French Tech 120, di cui 15 vengono direttamente nominate nel Next40.

La promozione include nuovi profili molto diversificati rispetto alle prime edizioni, che si concentravano quasi esclusivamente su SaaS. Ora, l’innovazione va ben al di là dei software: Aura Aero sviluppa aerei elettrici, Hublo gestisce l’ottimizzazione del personale ospedaliero e Legalplace automatizza i processi di creazione dell'azienda.

11,3 miliardi di ricavi e quasi la metà sono profittevoli

I 120 vincitori del French Tech 120 hanno generato 11,3 miliardi di euro di ricavi nel 2025, un aumento rispetto ai 10 miliardi dell’anno precedente. La crescita media annua ha raggiunto un tasso del 31%.

    • Un numero record di 30 aziende ha superato i 100 milioni di euro di ricavi.
    • Quasi la metà delle aziende selezionate (46%) genera profitti fuori dal settore deeptech.

Le nomi più conosciute, come BlaBlaCar, Back Market, Malt, Spendesk e Swile, hanno dimostrato di poter essere sostenibili senza dipendere esclusivamente da finanziamenti esterni. La reputazione della French Tech, una volta associata a grandi levate di capitale e mancanza di profitto, sta cambiando. Il programma sta rivelando che quasi metà delle aziende che vi partecipano sono già in positivo.

La French Tech si espande internazionalmente

Dei 120 aziende selezionate, 97 operano internazionalmente, coprendo 89 Paesi diversi. Oltre un terzo dei loro ricavi proviene da mercati esteri. Le strategie di acquisizione di aziende straniere, come l’acquisto da parte di Doctolib del britannico Medicus Health, di Mistral AI dell’austriaco Emmi AI e di Akur8 dello statunitense Slope Software, rivelano come la crescita ora passi anche attraverso espansioni strategiche e internazionali, non solo per finanziamenti.

La GreenTech domina nel settore

I settori più rilevanti in questa nuovissima selezione sono la GreenTech e l’Industria produttiva. Venticinque aziende operano nel settore della sostenibilità ambientale, mentre il 21% delle aziende selezionate produce oggetti fisici, gestendo complessivamente 33 impianti produttivi in Francia.

    • Case come Verkor, Exotec, Flying Whales e Wandercraft stanno producendo tecnologie fisiche: batterie, logistica con robot e esoscheletri.
    • Questo mostra una diversificazione del focus della French Tech, da applicazioni digitali all’innovazione materiale.

Entro il 2026, il programma French Tech 120 accompagnerà questi 120 partner selezionati nel loro percorso verso la scalabilità e sostenibilità a livello mondiale. L’ambizione della selezione 2026 è chiara: formare futuri giganti francesi, non solo in termini finanziari, ma anche di impatto sociale e ambientale globale.