I CEO delle principali aziende AI statunitensi si sono uniti in un'iniziativa senza precedenti, chiedendo al Congresso di introdurre nuove leggi per affrontare i rischi biologici associati all’uso di intelligenza artificiale. La collaborazione tra le principali aziende del settore, che di norma competono aspramente tra loro, evidenzia il livello di preoccupazione per le minacce emergenti. La lettera aperta, firmata da Sam Altman di OpenAI, Dario Amodei di Anthropic, Demis Hassabis di Google DeepMind e Mustafa Suleyman di Microsoft AI, è stata presentata al Congresso il 4 giugno 2026.

La tesi centrale della lettera è allarmante: l’AI sta abbattendo le barriere di conoscenza che tradizionalmente hanno reso difficile l’accesso alla biologia pericolosa da parte di soggetti malevoli. I firmatari affermano che l’intelligenza artificiale rende possibile rispondere a domande complesse di laboratorio, aprendo la strada a rischi mai visti prima. A questa minaccia potenziale si aggiunge l’accessibilità crescente dei sistemi di sintesi del DNA, che si è notevolmente abbassata negli ultimi anni, rendendo più semplice la costruzione di armi sintetiche biologiche.

Obblighi legali per il commercio di DNA e RNA sintetico

La lettera aperta presenta una richiesta specifica: introdurre obblighi legali per le aziende che vendono DNA e RNA sintetico. Queste aziende, infatti, sono tenute a verificare ogni ordine confrontandolo con database di sequenze potenzialmente pericolose. Sebbene molti venditori abbiano già processi interni per controllare gli ordini in modo volontario, c'è una grande disparità tra di loro. I firmatari sottolineano come questa situazione di asimmetria rappresenti una vulnerabilità significativa.

Un esempio concreto di questo rischio è emerso nel 2017, quando un team di ricercatori è riuscito a ricostruire un virus estinto spendendo meno di 100.000 dollari. Dal punto di vista legislativo, però, i progressi non sono stati all'altezza della velocità con cui si moltiplicano i rischi. I senatori Tom Cotton e Amy Klobuchar hanno già depositato il “Biosecurity Modernization and Innovation Act” del 2026, un disegno di legge che cerca di introdurre screening per gli ordini e i clienti, ma con esenzioni per prodotti chiaramente non pericolosi.

Un appello bipartisan

Il messaggio dei firmatari mira a rassicurare il Congresso sull’immediatezza e la concretezza degli scenari a rischio. Josh Wentzel, senior fellow della Foundation for American Innovation, spiega come la collaborazione tra esperti in AI e in biosecurity dimostri la serietà dell’iniziativa. “È bipartisan, concreta, raggiungibile e non controversa”, ha affermato. La lobby scientifica e industriale sembra in accordo: la lettera include non solo nomi influenti dell'AI, ma também ricercatori di prestigio da Stanford, MIT e Princeton, oltre a leader di aziende biotecnologiche e organizzazioni di policy.

Pur non sostenendo che l’AI abbia già reso facile costruire armi biologiche, i firmatari insistono sul fatto che la traiettoria seguita dai modelli è inquietante. Le AI crescono sempre più nello svolgere compiti tecnici e complessi, mentre la produzione di DNA rimane accessibile. Questo binomio di potenza e accessibilità potrebbe sfociare in un futuro dove i rischi di abuso sono significativi.

Un invito chiaro ai legislatori

La lettera conclude con un appello urgente ai membri del Congresso: agire nel più breve tempo possibile durante la sessione attuale. I firmatari auspicano la creazione di standard coordinati a livello statale per evitare una regolamentazione frammentata, che potrebbe lasciare spazi inutilizzabili agli attori maligni. L’obiettivo è chiaro: anticipare e mitigare i rischi del futuro prima che le tecnologie diventino troppo avanzate.

Già in passato, OpenAI aveva espresso timori riguardo al ruolo dell’AI nella bioingegneria. Ora l’azienda sta supportando un iniziativa volta a bloccare l’uso illegale dell’AI per la creazione di armi biologiche. Questo tipo di collaborazione tra tecnologia, industria e ricerca appare essenziale per affrontare una delle sfide più complesse del ventunesimo secolo senza compromettere la sicurezza di chi vive in una società interconnessa.