I data center in Italia stanno vivendo un periodo di rapida crescita. Guidati dall’espansione di infrastrutture cloud, dalla digitalizzazione della pubblica amministrazione e dalla crescente domanda di computing per l’intelligenza artificiale, il mercato è destinato a raddoppiare entro i prossimi anni, fino a superare i 15 miliardi di dollari nel 2031.

L’espansione del mercato italiano

Secondo le stime di Mordor Intelligence, il mercato italiano dei data center passerà da 7,5 miliardi di dollari nel 2025 a 8,5 miliardi di dollari nel 2026. Entro il 2031, il valore salirà quasi a 15 miliardi, con un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del +12,1% a partire dal 2026. La capacità di carico IT passerà da 1.080 megawatt nel 2025 a 4.090 entro il 2030, con un CAGR del +30,5%.

Il fattore chiave della crescita si basa su una domanda crescente per infrastrutture di calcolo più potenti, trainate dalle applicazioni AI e HPC (High Performance Computing). Tutto questo richiede non solo investimenti significativi, ma soprattutto una corretta gestione del calore.

Il ruolo strategico della gestione termica

Nicola Salvaggio, Business Development Director for Thermal Management presso Faster, sottolinea l’importanza di una gestione termica avanzata: “La priorità è garantire l’affidabilità dell’intero ecosistema tecnologico. L’unica maniera per farlo è investire in tecnologie di raffreddamento più efficienti adeguate al contesto climatico italiano.”.

L’aumento della potenza di calcolo comporta una maggiore pressione sui sistemi di alimentazione e cooling. Questo non solo richiede un rinnovamento tecnico dell’infrastruttura, ma anche l’adozione di politiche infrastrutturali che possano rispondere a esigenze complesse come quelle climatiche, energetiche e ambientali locali.

Un contesto globale in rapida evoluzione

Nel contesto internazionale, il mercato per le infrastrutture dei data center è destinato a crescere in modo esponenziale. Secondo l’IoT Analytics, la spesa mondiale per apparecchiature e infrastrutture per data center è già arrivata a 290 miliardi di dollari nel 2024 e sfiorerà i 1.000 miliardi entro il 2030, con un aumento superiore al +250%.

L’espansione globale riguarda anche l’Italia, candidata come hub ideale per lo sviluppo di infrastrutture digitali nel Mediterraneo. Questa visione si basa sulla posizione strategica del Paese e sulle sue competenze industriali consolidate, in grado di supportare infrastrutture tecnologicamente avanzate.

Investimenti tecnologici a confronto

I dati disponibili mostrano che quasi il 70% delle risorse complessive nei progetti per nuovi data center vanno per infrastrutture IT quali server, reti e archiviazione. Il 12% va invece per sistemi elettrici e di raffreddamento, una percentuale destinata però ad aumentare con l’adozione di tecnologie più avanzate.

    • L’espansione dell’AI spinge al consumo di più potente, il che determina la necessità di investire in server ad alte prestazioni, con un mercato che passerà da 204 miliardi a 987 miliardi di dollari entro il 2030.
    • Il riscaldamento globale rende il thermal management non più un accessorio, ma un aspetto strategico, essenziale nella progettazione e realizzazione di nuovi impianti.
    • Il ricorso al liquid cooling si rafforza sempre più come elemento chiave, soprattutto in applicazioni direct-to-chip e nei sistemi di refrigerazione decentralizzati.

Rapporto con i territori e sostenibilità

La crescita del mercato dei data center non può prescindere da un rapporto positivo con i territori in cui vengono realizzati. Bisogna tenere in considerazione la disponibilità energetica, la sostenibilità ambientale e il benessere delle comunità circostanti.

Le scelte di thermal management non soltanto garantiscono affidabilità operativa, ma contribuiscono anche a ridurre sprechi e impatto ambientale, bilanciando quindi la crescita digitale con un approccio responsabile verso il contesto socioeconomico.

A costruire fiducia con dati concreti

Nicola Salvaggio sottolinea l’importanza di una comunicazione chiara e trasparente: “Confrontarsi con le comunità locali fin dalla fase iniziale non solo è un passaggio obbligato, ma consente di instaurare una collaborazione genuina e fondata sulla fiducia.”.

Per il manager, “oggi le tecnologie consentono infrastrutture estremamente efficienti, con ridotta impronta ambientale. L’uso di sistemi avanzati di raffreddamento, di energie rinnovabili, il recupero del calore e progettazioni ottimizzate garantiscono non solo un risparmio energetico, ma anche una riduzione dell’inquinamento ambientale.”.

Un motore di sviluppo per il territorio

I nuovi data center, progettati in maniera sostenibile, possono diventare veri e propri centri di crescita locale. Generano occupazione qualificata, creano nuove competenze e attraggono investimenti.

Il dialogo con le amministrazioni locali, le imprese e i cittadini è cruciale per integrare le infrastrutture con l’ambiente in cui si inseriscono: “Un data center moderno non deve essere visto solo come macchina tecnologica, ma come motore di sviluppo per il territorio”, conclude Salvaggio.

Perspective industriali e opportunità per l’Italia

L’Italia non manca di risorse per essere un punto di riferimento globale. La sua posizione geografica, la forte industrializzazione nel settore e l’esperienza nel campo dell’ingegneria la distinguono come partner ideale per i progetti futuri.

Con l’adozione di tecnologie moderne, un piano organico di gestione del calore e una visione sociale attenta, l’Italia si candida a essere protagonista nella gestione del futuro digitale non solo europeo, ma globale.