Il chat è morto è diventata una frase centrale per riassumere la strategia di OpenAI riguardo a ChatGPT. Secondo un alto dirigente dell’azienda, anonimo, il modello non vedrà più il chatbot come prodotto finito, ma come una piattaforma per incentivare l’uso dei servizi a pagamento come ChatGPT Plus. I dati mostrano che OpenAI ha 1.000 milioni di utenti che utilizzano la versione gratuita, ma solo una piccola percentuale di questi si converte in sostenitori finanziari.
Il motivo di questa svolta sta nei costi di esercizio. Mantenere un miliardo di utenti in chat richiede un grande consumo di risorse computazionali, una tecnologia che ha un costo molto elevato. Senza un ritorno chiaro da questa strategia, l’azienda ha deciso di puntare su una diversificazione: l’idea di una superapp.
Una superapp in arrivo
Il piano di OpenAI, secondo fonti vicine, è di creare un’applicazione multifunzionale che possa integrare strumenti di programmazione, agenti di intelligenza artificiale e molto altro. Si tratta di una piattaforma che potrebbe attrarre una base di utenti che preferisca pagare per funzioni avanzate. Un’impresa tutt’altro che semplice e, data anche la sua imminente uscita in Borsa, l’azienda sta inviando documentazione alla SEC (Securities and Exchange Commission) per preparare il mercato.
Codex all’attacco
La chiave di volta del piano è rappresentata da Codex, un’applicazione dedicata alla programmazione con una base di utenti che si è moltiplicata da sei a cinque milioni in poco più di quattro mesi. Molti, se non la maggior parte dei suoi utenti, pagano abbonamenti, un modello che OpenAI vorrebbe estendere. Per rendere chiaro il cambiamento, la strategia punta ad avvicinare i consumatori a servizi di terzi, offrendo accesso a strumenti esterni come Canva o Booking.
Il rinnovamento visivo e funzionale di ChatGPT inizierà a mostrare i primi risultati nelle prossime settimane, tanto sulla piattaforma web quanto in applicazioni mobili. L’idea principale è di passare gradualmente dagli input testuali agli agenti di AI: l’utente potrà indicare una necessità e il sistema lo porterà direttamente al risultato senza passaggi intermedi.
I benefici di un agente personale
Secondo la visione di OpenAI, i reali progressi riguarderanno l’uso di agenti di intelligenza artificiale che possano assistere l’utente, sia a livello domestico che professionale. Thibault Sottiaux, che ha parlato ufficialmente, ha confermato che OpenAI sta lavorando a un “agente personale” che potrebbe gestire una vasta gamma di compiti per l’utilizzatore: “Un agente che ti aiuti in ogni ambito della tua vita, personale o professionale”, ha spiegato.
La reazione degli utenti
I forum online, come Reddit, sono pieni di commenti critici riguardo al piano aziendale. Gli utenti abbonati a ChatGPT Plus hanno un accesso illimitato ai servizi conversazionali e, separatamente, crediti API per utilizzare strumenti di Codex. La preoccupazione sta nel fatto che un’eventuale unificazione potrebbe ridurre drasticamente la quantità di token utilizzabili, aumentando i costi a carico dell’utente finale. Da sempre si è visto che con l’introduzione di nuove funzionalità, il costo per utente intensivo aumenta in modo esponenziale.
Un cambiamento necessario
OpenAI ha iniziato questo percorso avendo in mente di massimizzare l’utente anziché il profitto. Tuttavia, l’arrivo di società concorrenti come Anthropic ha invertito le carte in tavola. Mentre OpenAI si concentrava sugli utenti privati, Anthropic è riuscita a conquistare quelli che pagano veramente: le imprese. Questo ha spinto OpenAI a ripensare il proprio modello, cercando di bilanciare entrate e crescita.
La strategia ora non punta più solo alla crescita esponenziale, ma all’efficienza e alla sostenibilità a lungo termine. Il rischio però è chiaro: quelli che oggi vedono ChatGPT come un amico digitale potranno vederselo trasformare in una piattaforma a pagamento complessa e poco trasparente.