Nell'enciclica sulle tecnologie dell’intelligenza artificiale pubblicata recentemente, Papa Leone XIV ha espresso un'affermazione cruciale destinata a risuonare tra tecnologi e politici: “La tecnologia non è mai neutra”. Intitolata "Magnifica Humanitas" ("Magnificenza Umanità"), questa dichiarata è una chiamata a tutti gli individui di agire con coraggio e solidarietà mentre entriamo in un'epoca già trasformata dall'intelligenza artificiale, la più grande rivoluzione umana dopo la Rivoluzione Industriale. Come osserva lui stesso, la scelta che AI ci presenta è fra il Campanile di Babele e il rinnovamento della nostra comune umanità.

Dal Campanile di Babele alla ricostruzione comunitaria

Nella storia biblica del Campanile di Babele, gli esseri umani tentarono di costruire un'enorme struttura che toccava il Cielo, per poi essere sconfitti quando Dio rese impossibile la comunicazione fra coloro che stavano lavorando al progetto. Era una ricerca focalizzata unicamente sulla crescita senza alcun riferimento ai comandi divini o ai costi umani, che finì con un fallimento e la frammentazione.

Il libro di Neemia, invece, offre un racconto differente. La ricostruzione di Gerusalemme dopo un periodo di sanguinose separazioni fu un’opportunità per l’umanità di dimostrare una resilienza collaborativa. L’enciclica precisa: “La città si rinnova non attraverso l’iniziativa di un uomo solo, ma attraverso la responsabilità condivisa di tutti: uomini, donne, sacerdoti, artigiani, teste di famiglia e giovani hanno tutti un ruolo. È un progetto con Dio al centro che ricostruisce relazioni prima di ricostruire pietre.”

Non esiste dubbio sul cammino che stiamo attualmente percorrendo. Ma può esserci alcun dubbio sull’alternativa che dovremmo scegliere insieme?

Tecnologia e potere economico

Siamo noi, membri di comunità religiose e lungimiranti promotori del movimento dell’investimento responsabile, a interessarci particolarmente del punto del Papa: l’IA non è semplicemente una forza naturale o una complessa entità iperrazionale. Invece, ci ricorda che è un prodotto commerciale, emergente in un periodo storico in cui il potere eccessivo sul commercio e sulla società più ampia è concentrato in pochissime mani.

Questo messaggio è potente, e gli investitori istituzionali lo hanno già adottato. L’enciclica non introduce un nuovo concetto ma riconosce sforzi già in corso, guidati non solo dagli stati o dagli organismi internazionali, bensì dai singoli investitori. Quando i governi falliscono nell’imporre regolamentazioni significative e le aziende non sono fidate di agire in interesse collettivo, la società ha comunque la forza e la responsabilità di guidarci verso la strada corretta.

La governance dell’IA e la responsabilità sociale

Nel mondo moderno, i sistemi di intelligenza artificiale vengono implementati su larga scala con un controllo istituzionale estremamente limitato. Non esiste un comitato indipendente per garantire la sicurezza dell’AI. La FTC statunitense può sanzionare pratiche ingiuste ma ha limitata autorità sulle decisioni algoritmiche. La NIST pubblica linee guida, ma spesso sono ignorate dalle aziende. L’AI Act dell’Unione Europea è attivo in parte, riferendosi a una piccola porzione dei possibili scenari.

Gli investitori istituzionali hanno colmato questo vuoto. Coalitioni, come la rete dell’Interfaith Center on Corporate Responsibility, rappresentanti di investitori che gestiscono più di 4 trilioni di dollari, hanno presentato in diversi anni risoluzioni di voto che chiedevano trasparenza, valutazione del rischio e responsabilizzazione intorno all'implementazione dell’IA. Investitori non religiosi hanno aderito, considerando la mancanza di governance sull'IA come un rischio essenziale per aziende.

La responsabilità sociale nell’uso dell’IA

    • Gli azionisti hanno chiesto a grandi tecnologici (AlphaBet, Amazon, Nvidia) di rendere conto dell'uso dell’AI, specificamente di non utilizzarla per atti di violenza o altre violazioni dei diritti umani.
    • Nel 2024, durante le prime ore della guerra con l’Iran, l’uso dell’intelligenza artificiale ha causato gravi danni civili; un chiaro esempio del perché è necessario porre restrizioni.
    • Investitori hanno chiesto ad aziende come CVS e UnitedHealth di garantire la non applicazione dell'AI per compromettere la salute e il benessere dei pazienti.
    • Aziende come Meta e Microsoft sono state sollecitate a ridurre l'impatto ambientale dei loro centri di dati, che consumano grandi quantità di energia e di risorse idriche.
    • Investitori hanno richiesto che aziende cinematografiche come Disney, Netflix e Warner Bros. garantiscano trasparenza sull'uso dell’AI e difendano l'originalità e la creatività umana.

Riconciliare tecnologia ed etica

Con l’ingresso nel mercato pubblico di OpenAI, Anthropic e Grok, ci sarà presto la possibilità di esercitare una simile influenza anche su entità attualmente esclusivamente private. Queste iniziative non solamente correggono le scorretti ma affermano un valore immutabile: non è mai corretto usare la tecnologia per uccidere, danneggiare o sopprimere. Ogni essere umano ha diritto a salute sicura ed efficace e all’opportunità di guadagnarsi un reddito dignitoso.

Gli investitori attenti provengono da molteplici tradizioni religiose o, in alcuni casi, non hanno fede formale. Tuttavia, in ogni loro azione, riflettono l’appello espresso nell’enciclica di Papa Leone XIV, attuando la sua dichiarazione che “è essenziale che l’uso dell’AI, soprattutto quando coinvolge beni comuni e diritti fondamentali, sia guidato da criteri chiari e supervisione efficace.”

Una sfida per il nostro futuro comune

Gli enciclici segnano un momento storico. Cento anni da oggi, che ci ricorderemo per aver fatto di fronte a questa svolta? Saremo visti come troppo riluttanti o poco visionari da permettere a un gruppo ristretto di persone estremamente ricche di prendere il controllo del destino umano?

O potrebbe il tempo che viviamo essere ricordato come il momento che ci ha riconciliati e uniti nel rinnovare la nostra umanità comune? Che possa essere l’epoca in cui persone di buona volontà e diverse doti si uniscano nell’appello di ricostruire il nostro futuro in modo che onori il Creatore.

FatherSéamus Finn, OMI, è un leader globale nell'investimento religioso e sostenibile e un sacerdote degli Oblati di Maria Immacolata, una congregazione missionaria religiosa.

SisterSusan Francoisis è il vice leader e tesoriere della congregazione per le Suore di San Giuseppe della Pace.

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