Si stima che ogni anno circa 17.000 meteoriti cada sull’atmosfera terrestre, ma molti si degradano, si frantumano o vengono semplicemente ignorati, confusi con pietre comuni. Per questo motivo, solo 80.000 meteoriti sono stati localizzati in tutto il mondo finora. Trovare meteoriti in sé è uno sforzo complesso, ma individuare i loro cratere di impatto è una sfida ancora maggiore. Fino a oggi sono state annotate solo 196 strutture di questo tipo in tutto il mondo.

Dopo anni di indagini, la Spagna ha trovato il suo primo cratere

La Spagna non aveva mai localizzato un cratere di impatto meteoritico, a differenza delle vicine Francia, Portogallo e Italia. Solo due strutture sospette erano state inizialmente segnalate, una ad Azuara vicino Zaragoza, e l'altra nella zona di Tabernas, tra i paesi di Alhama de Almería e Alhabia. La prima è stata successivamente scartata, ma la seconda ha finalmente ottenuto la sua ufficializzazione: è il primo cratere meteoritico in Spagna.

I due sospetti di Alhama de Almería

Il cratere oggi confermato si trova nella Cuenca de Tabernas, una zona geografica di Almería con interessanti peculiarità. In questa area, il cosiddetto Gordo Megabed è stato inizialmente ritenuto di origine sismica. Tuttavia, i ricercatori Juan Antonio Sánchez Garrido e Sebastián Sánchez avevano notato alcune caratteristiche insolite nel Gordo Megabed. Essi ipotizzarono che le tracce potessero provenire da qualcosa di molto violento, come l’impatto di un meteorite.

Gli indicatori scientifici decisivi

I ricercatori hanno analizzato diversi elementi chiave che potrebbero indicare l’impatto di un meteorite. Uno di essi è il rilevamento degli elementi del gruppo del platino, come l’iridio, che sono spesso identificati nei cratere meteoritici. Queste particolarità erano state rilevate anche qui, rafforzando l’ipotesi iniziale. Un altro elemento cruciale? I cuarzi shockati.

Cuarzi shockati e coni spezzati

I cuarzi shockati sono un tipo di cristallo che presenta microdisposizioni cristalline a causa di pressioni estremamente alte, solo raggiungibili con un impatto violento. In parallelo, i cosiddetti 'coni spezzati' sono state trovati nella zona. Questi sono coni con striature coniche che si formano in rocce sottoposte a pressione estrema, una caratteristica che potrebbe essere il risultato di un impatto meteoritico o anche di un'esplosione nucleare.

Le prove magnetiche e termiche

Un’altra pietra miliare nello studio è stata l’anomalia magnetica. Le rocce sottoposte a temperature elevate dopo un impatto presentano anomalie magnetiche; l’impatto di un meteorite grande può innalzare la temperatura a oltre 2000°C, generando appunto questa firma. I dati hanno confermato che la struttura ha circa 8 milioni di anni di età, una datazione che esclude l’esplosione nucleare come spiegazione.

Collaborazioni internazionali

Il ruolo degli scienziati locali era essenziale, ma non sufficiente dato che la ricerca sulle tracce meteoritiche è una materia molto rara in Spagna. Così, per completare la confermazione, gli scienziati contattarono ricercatori svedesi. In quei paesi, infatti, si studiano strutture antichissime, e hanno una grande quantità di esperienza in materia di tracce meteoritiche. Dopo la loro analisi, le prove raccolte sono state riconosciute ufficialmente come prove di un impatto.

Il ruolo della Svezia e di altre istituzioni

I ricercatori della Svezia hanno confermato, analizzando le prove, le sospettose deduzioni del Gordo Megabed. L’Università di Almería lavora insieme al Centro di Astrobiologia e all’INTA, mentre la comunità scientifica internazionale ha collaborato per validare questa struttura.

Le dimensioni e la forma del cratere

Dove si trova il cratere oggi? La sua forma non è esattamente come quella della Luna o di Marte. I movimenti terrestri, i venti e l’erosione naturale lo nascondono in alcuni posti, lasciandolo visibile in altri. La struttura ha un raggio di circa 5 km, circondata da un'area fratturata che raggiunge 24 km. Si tratta di un cratere molto esteso, che presenta frammentazione del terreno dovuta all’impatto.

E l'asteroide?

Un meteorite di grandi dimensioni sarebbe stato necessario per creare un cratere simile. Dai dati conosciuti, si calcola che tale meteorite avesse un diametro di circa 800 metri. Questa scoperta permette di collegare le caratteristiche del cratere alle dimensioni del corpo celeste che l’ha generato.

I lavori di prospezione continuano

Nonostante l’importante risultato ottenuto, il lavoro di ricerca non è ancora finito. I geologi continuano a estrarre campioni delle rocce sotterrate. Da questi materiali si spera di estrarre nuovi cuarzi shockati o tracce di struttura minerale che possono chiarire meglio l’origine e l’evoluzione di quell’area del deserto. Il tutto, per una ricerca più dettagliata sull'evento meteoritico avvenuto 8 milioni di anni fa.

Che cosa significa questa scoperta?

Il cratere in Spagna conferma l'esistenza di un evento meteoritico nella storia geologica del Paese. Non solo, ma il fatto che siasi formato in un periodo in cui il deserto di Tabernas era sottomarino aggiunge una dimensione unica che arricchisce la comprensione geologica dell’area. Ora, per gli scienziati, il confronto con altri cratere permette di trarre informazioni sugli effetti globali dell’impatto e lo scenario paleoambientale dell’epoca.

Un passo lungo la strada della ricerca

Sempre più chiara è la cooperazione tra diverse discipline, dalla geologia all’astrobiologia, e tra diversi paesi. La scoperta del cratere ad Almería è il risultato di anni di studio e una lunga ricerca paziente. Non è stato semplice trovare, né semplice verificare. Ma quando l’impatto è stato infine confermato, è stato un momento storico per la Spagna.