Quando, a causa di incidenti catastrofali, non è più possibile accedere ai pronto soccorso e ai medici, un semplice sgabuzzino per il WC potrebbe trasformarsi in una stazione di cura remota. Questo innovativo concetto, sviluppato in collaborazione con l’Università RWTH di Aachen, ha come obiettivo migliorare l’assistenza sanitaria in caso di emergenza. L’unità mobile dovrebbe essere utilizzata là dove gli ambulatori, gli ospedali o le strade sono temporaneamente inaccessibili o sovraffollati, oppure quando l’infrastruttura stessa non è funzionante. Dopo diverse prove di campo, tra cui quelle durante il festival Parookaville, il prototipo è stato ulteriormente perfezionato. Il progetto è ufficialmente terminato a luglio con una dimostrazione finale avvenuta sul territorio del Tecnico di Soccorso (THW) ad Aachen.

Una cabina non più simile a uno sgabuzzino

La cabina, inizialmente simile ad un Dixi-WC, oggi ha un aspetto completamente diverso. In particolare, è rossa anziché grigia. La scelta della tonalità non è casuale. Rosso è riconosciuto come una colorazione di segnalazione, importante in caso di emergenza dove si trovano spesso diverse toilette o docce. Perdere tempo cercando la cabina giusta sarebbe dannoso nell’assistenza. Inoltre, le statistiche dimostrano che i colori rosso e arancione siano i meno soggetti a vandalismo, offrendo un effetto psicologico positivo in termini di sicurezza.

Dr. Andreas Follmann, esperto in medicina catastrofale e coordinatore del progetto „KABINE“, è un chiaro sostenitore di tale scelta. Per lui questa cabina offre un’alternativa pratica e visivamente riconoscibile, cruciale in contesti caotici.

Le tecnologie all’interno della cabina

Oltre a mantenere il design esterico, la cabina contiene un insieme sofisticato di tecnologie mediche. Tra le attrezzature vi sono un tracciato elettrocardiogramma (EKG), una videocamera per analisi medica e accessori modulabili che ne aumentano il funzionalità; per esempio, un otoscopio per esaminare l’orecchio o un dermatoscopio per verifiche dermatologiche. La dotazione include inoltre strumenti specifici adatti ad un utilizzo da parte di non specialisti e collegati in Bluetooth.

Test pratici e adattamenti tecnici

Il KABINE è stato testato in diverse situazioni pratiche, inclusi esercitazioni simulate paragonabili a uno scenario criminale o a un grande pranzo formale, così come durante il festival musicale Parookaville. Quest’ultimo evento ha offerto un’opportunità unica per valutare la cabina su pazienti reali con problemi veri. I test hanno chiarito l’utilità del dermatoscopio, spesso considerato secondario inizialmente. La sua importanza è emersa forte durante l’estate torrida, quando sono stati frequenti punture d’insetto e irritazioni allergiche.

Alcuni aspetti tecnici sono stati migliorati. Per esempio, è stato sostituito un EKG precedentemente poco pratico (una scatoletta simile a una carta di credito) con maniglie di supporto per la comodità dell’utente. Inoltre, è stato rimosso il coperchio del wc per consentire l’inserimento di strumenti. Ora la cabina dispone di un sedile regolabile, indispensabile per l’accesso delle persone diversamente abili o con sedia a rotelle. Il sedile può anche essere smontato per adattarsi a pazienti più piccoli.

Limiti e sfide nell’implementazione

Sebbene le caratteristiche tecniche si rivelino promettenti, rimangono alcune problematiche pratiche da risolvere. Le responsabilità del rifornimento e della pulizia non sono ancora chiarite. Per questo motivo, i ricercatori raccomandano l’installazione dei dispositivi presso cosiddette “Torri di protezione da disastri”, normalmente situati vicino a squadre dei soccorritori volontari o all’ufficio comunale. Questi luoghi devono garantire energia elettrica e Internet, eventualmente forniti da unità di alimentazione d’emergenza.

Nonostante la cabina abbia pannelli solari e tecnologia satellitare per operare autonomamente per un certo periodo, è necessaria la presenza di personale per fornire assistenza e rifornire le scorte. Per quanto riguarda la logistica, la questione principale si pone sulla conservazione. Le cabine, infatti, si possono facilmente assemblare in 30 minuti. Potrebbe dunque essere vantaggioso immagazzinare solo i componenti tecnici, riducendo gli spazi necessari e la manutenzione.

Un’altra opzione suggerita dai ricercatori è una struttura modulare, in cui la tecnologia è conservata in cassette diverse e applicate facilmente alle cabine preesistenti. Questo ridurrebbe notevolmente il costo e lo spazio necessario per la conservazione nonchè l’interfaccia d’uso.

Mobilità ed esportabilità della tecnologia

Una caratteristica cruciale della KABINE è la sua facilità di movimento. Si tratta di uno sgabuzzino in plastica con un fondo piano. Due persone sono sufficienti per spostarlo. La tecnologia è integrata senza alterare la struttura originale. La cabina può essere installata facilmente grazie a cinghie, adatti ad ogni tipo di operazione di trasferimento, compresi quelli effettuati da squadre del THW. Inoltre, può essere trasportata via barca, dato che è galleggiante, oppure caricata su un carrello di consegna con gru.

Economicità e potenziale di applicazione estesa

Il costo del prodotto finale è stato ridotto significativamente. L’obiettivo originale era di portare la cabina completa a meno di 5000 euro. Oltre al prezzo ridotto, la cabina deve risultare adatta ad essere smontata facilmente. In caso di danni, alcune parti devono essere utilizzabili nuovamente. Si prevede anche la possibilità di smaltire l’intera unità, restituendo l’utilità originale.

Questo sistema modulare non è destinato soltanto ad essere usato in caso di emergenze. La stessa base tecnologica potrebbe essere installata in spazi comuni, farmacie e chiese. L’idea di utilizzare la "cassettina" da sola, senza il contenitore, apre la porta a molteplici scenari potenziali di impiego.

Progetti futuri e adesione al settore sanitario

Il progetto KABINE ha beneficiato del supporto del Ministero federale per la Ricerca, la Tecnologia e l'Aeronautica. Il Servizio federale per la Protezione della Popolazione e l'Emergenza, insieme al Generale Direttore del Servizio Croce Rossa tedesca, hanno partecipato al finanziamento. Il progetto è stato completato con successo e svolto in dimostrazioni pubbliche.

L’interesse del Servizio Croce Rossa è una prova significativa del potenziale reale di questa tecnologia. L’istituzione è interessata a