SpaceX ha definitivamente fallito l’azione legale contro OpenAI, accusata di aver violato segreti commerciali. Secondo l’ultima decisione del tribunale distrettuale federale degli Stati Uniti, le accuse inizialmente avanzate da SpaceX sono insufficienti per richiedere un’analisi legale ulteriore. Per di più, la richiesta avanzata dalla società di rivedere e ripresentare la causa entro sei mesi è stata rifiutata dal tribunale.

Il processo è stato innescato nel settembre del 2025, quando Elon Musk ha lanciato l’azienda KI xAI, oggi parte integrante di SpaceX. Musk sembra indignato per la fuga di personale chiave verso OpenAI e accusa l’ex ingegnere KI, Xuechen Li, di aver portato con sé informazioni riservate da xAI. Li è attualmente sotto inchiesta per il caso FBI, mentre SpaceX ha avanzato una causa legale tanto contro di lui quanto contro OpenAI.

Una questione chiave del caso riguarda un colloquio di lavoro, durante il quale OpenAI avrebbe interrogato Li sulle sue esperienze lavorative passate. La corte ha osservato che una domanda di routine del genere non può essere interpretata come una richiesta formale di svelare informazioni riservate. Non è nemmeno stato provato – né richiesto nel corso della causa – che Li abbia effettivamente utilizzato i dati riservati nel processo di assunzione.

SpaceX accusa inoltre OpenAI di aver ricevuto una presentazione realizzata da Li, nella quale, sulla prima pagina, compaiono parole come “materiali riservati”. Secondo un collega di xAI, la presentazione includerebbe informazioni riservate (che però non sono verificate indipendentemente). La versione aggiornata della causa non sostiene nemmeno che questa presentazione sia stata realmente utilizzata nel colloquio con OpenAI.

Non tutti gli Interni sono Segreti Commerciali

Anche se la parola “materiali riservati'' indicasse la presenza di informazioni protette, essa potrebbe riferirsi alla normale dichiarazione di riservatezza (NDA), firmata da Li durante il colloquio di lavoro. In alternativa, potrebbe indicare semplicemente informazioni interne di xAI che, sebbene sensibili, non raggiungano il livello di segreti commerciali. Quindi, non c'è modo di sostenere che OpenAI fosse consapevole, o dovesse esserlo, di tali informazioni.

Inoltre, se SpaceX riuscisse a dimostrare in un procedimento successivo che OpenAI fosse a conoscenza del fatto che Li ottenesse gli informazioni riservate in modo illegale, questa non sarebbe una prova sufficiente su cui basare una causa. Per legge, è vietato l’acquisizione, l’utilizzo o la divulgazione non autorizzata di informazioni riservate e segrete – accuse che non compaiono nemmeno nella causa.

Rifiutato l’Appello per una Causa Revista

Il tribunale ha trattato con fretta anche la richiesta di SpaceX di poter avanzare una causa rivista e corretta entro sei mesi. In precedenza, l’azienda aveva sperato che le prove emerse da una causa parallela, sempre contro Li, potessero offrire un nuovo piano per accusare OpenAI. La corte, però, ha respinto tale richiesta, sostenendo che SpaceX avrebbe dovuto presentare tali prove prima di avanzare la causa inizialmente.

Il processo legale, intitolato xAI contro OpenAI, si svolgeva presso il Tribunale Federale Distrettuale del Nord della California (n. 3:25-cv-08133). Il testo del verdetto può essere reperito in forma integrale.