L’abbandono rurale in Spagna è una realtà che esiste da decenni, ma nelle zone di alta montagna è ancora più evidente. Vivere in un piccolo paese circondato da solitudine, accessibile solo attraverso strade pericolose e tortuose, rende la vita estremamente difficile. Lasciarlo però significa abbandonare intere terre una volta coltivate, che ora diventano preda di sterpaglie, degrado del suolo e incendi. In questa situazione si trova gran parte del territorio del Pirineo aragonese, dove si trovano estesi lotti agricoli abbandonati, ma con una soluzione: coltivare piante aromatiche e medicinali per valorizzarle.
Un progetto per dare vita alle terre desolate
La soluzione ideata per dare vita a queste aree inesistenti è il progetto Pyrenees4Clima, promosso dal Centro de Investigación y Tecnología Agroalimentaria de Aragón (CITA). Un esempio pratico di questa iniziativa si trova a Espierre, in provincia di Huesca, un appezzamento incolto da ben 60 anni, situato tra 1.250 e 1.600 metri di altitudine. In questo primo test viene usata la lavanda fina, una pianta da cui si estrae olio essenziale per le industrie farmaceutiche e di profumeria.
La scelta non è casuale, anzi, si basa su studi durati 20 anni condotti dal CITA. I ricercatori hanno scoperto che la lavanda cresce meglio in ambienti ostili, come il suolo povero e l’altitudine elevate, in contrasto con altre colture, che richiedono terreni più adatti alla coltivazione.
Le sfide delle colture in montagna
Nonostante la natura selvaggia dell’altopiano sia ideale per la lavanda, coltivarla là è una sfida complessa. Come spiega Juliana Navarro, una delle ricercatrici di questo progetto, il lavoro di preparazione del terreno è stato estremamente difficile. La pendenza del terreno, l’erba incolta ben radicata, la roccia e muri di contenimento vecchi di anni sono soltanto alcune delle problematiche incontrate.
Inoltre, la mancanza di accesso facilitato al terreno, dove i macchinari agricoli non avevano mai viaggiato, ha reso l’approccio logistico un problema estremo. Il tutto contribuisce a spiegare perché il piano nonostante la sua ambizione non potrà essere sostenibile a livello tecnico e economico se non si affina ulteriormente.
Importanza e visione del progetto
Il progetto mira a recuperare terre incolte, stimolare l’economia rurale, attrarre la popolazione giovane e sostenere il commercio delle piante medicinali. Inoltre, si punta a preservare le piante locali e l’eco-sistema, grazie all’effetto positivo che le colture aromatiche hanno sull’ambiente, attirando api e altri insetti impollinatori.
Le aromatiche, in particolare, sono resistenti both al freddo e alla siccità: una doppia virtù, per un’area come il Pirineo, sempre più colpita da estati secche e inverni imprevedibili. Per questo motivo sono state considerate ideali per la prospettiva futura del progetto.
Contesto storico
L’esodo rurale in Spagna è iniziato a metà del Novecento e l’abbandono delle terre agricole ha colpito fortemente le aree montuose. Il fenomeno ha acquisito rilevanza nel corso della seconda metà del secolo scorso, in particolare dal 1960, quando le terre incolte sono scomparse per dar spazio alle foreste. C’è però un rovescio: con più copertura vegetale, aumenta il rischio di incendi, ma si perde anche la biodiversità legata alla vegetazione aperta.
Funding e ambizione internazionale
Il programma LIFE è uno strumento chiave del finanziamento UE per l'ambiente e i cambiamenti climatici. Dal 1992, la sua visione internazionale è chiara. Per il progetto del CITA, i fondi europei copriranno il 60% del budget totale, una garanzia di sostenibilità. Aragona sarà il principale luogo di sperimentazione in Europa: 14 su 33 prove riguarderanno l'Aragona, nell'arco di sette anni.
Questo progetto ha anche un’ambizione globale. Lavora con Ignacio Guallart Balet, imprenditore locale di esperienza nell’economia circolare e nella mobilità ecologica. La collaborazione tra ricerca e imprenditoria locale serve a colmare uno dei grandi vuoti nell’agronomia: l’applicazione reale del piano. Il progetto prevede anche la pubblicazione di un manuale di best practice, destinato a essere utilizzato in contesti simili, come Alpi e Carpazi.
Difficoltà e incertezza economica
Nonostante gli aspetti positivi, il piano presenta anche ostacoli reali. La lavanda, che si può vendere asciutta o come olio essenziale, compete già in un mercato saturato, soprattutto nell’area francese e centrale Europea. Senza un marchio di origine protetta o una certificazione ecologica, il prodotto potrebbe non trovare spazio in mercati esterni.
Inoltre, la lavanda richiede un periodo iniziale di irrigazione, nonostante il suo adattamento alla siccità. Il cambiamento climatico sta però già alterando i ritmi meteorologici nel Pirineo, cosa che potrebbe mettere a rischio la coltivazione.
Il problema della fauna selvatica
Un altro elemento da considerare sono gli animali selvatici. Nell’ambiente montano, la pressione della fauna su determinate colture può essere significativa. La gestione di questa variabile richiede non solo un piano sostenibile, ma anche un adattamento a lungo termine.
Perspectiva futura
Il programma, con il suo modello di sinergia tra ricerca e imprenditoria, offre un’alternativa all’abbandono incontrollato dell’altopiano del Pirineo. Però, l’esito del piano non è garantito. Solo un mercato forte, una visione chiara e un’organizzazione sostenibile potranno trasformarlo in un progetto a lungo termine.