Nella mente di molti tedeschi, l’euro digitale è una sorta di enigma. Secondo una recente indagine realizzata dall’associazione tedesca Bitcom, più della metà dei cittadini ha sentito parlare dell’euro digitale, ma solo l’8% sa veramente cos’è. Circa un 23% riuscirebbe a fornire una spiegazione approssimativa e un altro 21% ha solo sentito il termine senza comprenderlo davvero. Il restante 41%, invece, rimane completamente all’oscuro del concetto.
L’indagine, ritenuta rappresentativa e condotta su 1.004 persone, ha evidenziato un alto livello di disinformazione intorno all’introduzione del digitale Euro. Per chiarire questa situazione e rendere le persone consapevoli del cambiamento, l’idea del presidente Bitkom, Dr. Bernhard Rohleder, è che le politiche, le banche centrali e i governi debbano spiegare in maniera semplice e anticipata come funziona il sistema, il ruolo che avrà accanto agli esistenti mezzi di pagamento digitali e ai contanti e soprattutto quali benefici porterà ai cittadini.
Il 2029 come obiettivo per l’euro digitale
L'euro digitale, in programma per il 2029, mira a diventare un mezzo di pagamento stabile e complementare al denaro contante nell’area dell’euro. L’obiettivo primario è di ridurre la dipendenza dagli operatori finanziari americani come Visa, Mastercard e PayPal, che oggi dominano gran parte del traffico transazionale online. La riduzione di questa dipendenza è considerata cruciale per costruire un sistema di pagamento moderno, democratico e competitivo in Europa.
Gli sforzi politici stanno iniziando a prendere forma: il Parlamento europeo ha appena adottato la sua posizione ufficiale sul relativo programma legislativo. Ora si aprono le cosiddette Trilog-Verhandlungen a Bruxelles, dove Parlamento UE, Commissione europea e governi nazionali cercheranno di concordare un testo legislativo finale. Questo testo dovrà chiarire molteplici aspetti delicati, come il livello di anonimato previsto, i limiti massimi sui depositi di conto, eventuali commissioni di transazione e il ruolo delle banche commerciali.
Priorità per il futuro del digitale Euro
Il nuovo medium di pagamento dovrà essere disponibile per transazioni online come offline, mantenendo però la funzione di complemento e non sostituzione del denaro contante. Il Parlamento europeo ha espresso la volontà che il sistema permetta ai cittadini di scegliere liberamente il mezzo di pagamento a loro più congeniale. Ci sono tuttavia alcune tematiche complesse da affrontare, come il livello di protezione della privacy e l’anonimato, il finanziamento e il ruolo istituzionale che avranno le banche tradizionali.
Spese e opposizioni
L'Eurotower ha stimato che l’importante progetto richiederà un totale di circa 1,3 miliardi di euro per entrare in operatività nel 2029, mentre per le spese operative annuali sono previste 320 migliaia di euro a partire dal 2029. Non tutti sono entusiasti di questo piano: banche e istituti di risparmio esprimono una chiara diffidenza nei confronti dell’euro digitale. Hanno anche sostenuto un'altra iniziativa, chiamata Wero, come alternativa più favorevole, soprattutto da un punto di vista operativo e finanziario.
Una visione per il futuro
Nonostante i dubbi esprimibili sul futuro e la complessità regolamentare, l’euro digitale rappresenta una pietra miliare nella costruzione di un sistema di pagamento europeo avanzato. Il successo di questa iniziativa non dipenderà solo dalla sua effettiva operatività tecnica, ma anche dall’abilità dell’Europa nel gestire la sua introduzione con chiarezza, sensibilità e trasparenza verso i cittadini.