L’intelligenza artificiale riesce a decodificare un papiro illeggibile da 2000 anni. Un papiro carbonizzato, datato al 79 d.C., colpito dall'eruzione del Vesuvio, era rimasto per secoli inaccessibile, nonostante tentativi continui di studiarlo

Uno sforzo archeologico durato di secoli

Conosciuto come PHerc. 1667, il rotolo è stato conservato nel depositi della biblioteca di Ercolano. Misurava inizialmente 4,8 centimetri di diametro. Nel XIX secolo, le persone hanno raschiato le strati esterne. Negli anni 60 e 80, altri tentativi di accesso hanno ridotto il contenuto originale in modo significativo. Ogni sforzo ha contribuito a danneggiare ulteriormente il testo.

Oggi, il rotolo ha una larghezza inferiore a 2 centimetri e più della metà del contenuto originale è andata perduta. Fino a poco tempo fa, il suo contenuto rimaneva illeggibile. Tutto è cambiato con l’intervento di Brent Seales, informatico dell’università del Kentucky, che ha utilizzato una combinazione di fasci di raggi X e algoritmi di intelligenza artificiale per recuperare il testo.

Un metodo innovativo per preservare e leggere il passato

Il nuovo approccio utilizza la tomografia a raggi X e l’apprendimento automatico. Il scanner, in grado di produrre immagini strati per strato, esamina le piccole variazioni all’interno delle fibre del papiro. Queste variazioni corrispondono al punto in cui l’inchiostro si è depositato millenni fa. Gli algoritmi, successivamente, ricostruiscono il piano del testo, colonna per colonna, senza contatto fisico.

Questi metodi non sono mai stati utilizzati prima su tali materiali, ma precedenti hanno incluso sviluppo di algoritmi per decodificare lingue estinte. In questo caso, circa 20 colonne di testo in greco antico sono state recuperate su una superficie complessiva di 1,40 metri di papiro virtuale. Federica Nicolardi, esperta di papirologia all'università di Napoli, ha datato l’originale al II o III secolo a.C., rendendolo uno dei rotoli più antichi dell'intera collezione.

Un documento filosofico inedito

Mentre il titolo e il nome dell’autore hanno seguito il destino delle strati esterne, il contenuto ha fornito informazioni cruciali. La struttura del testo sembra riconducibile a Chrysippe, filosofo stoico la cui opera originale non era mai sopravvissuta. Fino ad ora, si basavano solo su citazioni fatte da altri. Questo nuovo rotolo tratta di etica, gestione delle passioni e sulla "phronèsis", una saggezza pratica considerata alla base dello stoicismo.

Thomas Coward, classicista all’università di Bristol, evidenzia l’importanza del ritrovamento. Disporre di un testo originale invece di ricostruzioni storiche modifica completamente la comprensione di una corrente filosofica intera del passato.

Sviluppi futuri e nuovi progetti

La biblioteca di Ercolano è unica al mondo. Contiene 1800 rotoli e rappresenta l’unica biblioteca antica conservata intatta. Per esaminare tutto il contenuto, il Consiglio europeo della ricerca ha stanziato 11,5 milioni di euro per il progetto UnLost.

Brent Seales, insieme a partner privati come Nat Friedman e Daniel Gross, ha lanciato nel 2023 il Vesuvius Challenge: un premio da un milione di euro a chiunque riesca a decodificare un rotolo completo entro giugno 2027. I metodi dovranno essere open source, per permettere il progresso scientifico e la collaborazione.