La società Meta, che gestisce Facebook e Instagram, si trova sempre più in un vortice legale in Europa. In seguito a una valutazione iniziale, la Commissione europea ha espresso dubbi sul rispetto della legislazione europea da parte di quelle piattaforme, principalmente in materia di protezione per i bambini. L’attenzione è stata attratta da meccanismi progettati per mantenere gli utenti impegnati per lunghi periodi, che coinvolgerebbero anche un gran numero di minori.

I motivi dell’allarme riguardano il potenziale rischio di creare una dipendenza patologica, in special modo nei giovani. Funzioni come lo scroll infinito, i video automatici su Instagram e Facebook Stories, e le notifiche personalizzate sono considerate strumenti per trattenere il maggior tempo medio su uno smartphone. Altri paesi hanno già iniziato misure legali: negli Usa, Meta si presenterà in tribunale ad agosto in risposta a una serie di denunce da parte di alcuni governatori.

Accuse e conseguenze

Quattro nuovi Stati negli Usa hanno espresso il proprio supporto ai ricorsi, richiedendo addirittura una multa di 1,4 trilioni di dollari. La pressione non si limita quindi alle questioni tecnologiche, ma si estende anche alle responsabilità di grandi conglomerati digitali. Piattaforme come Snapchat, YouTube, e TikTok sono osservate sotto un’angolo simile, ma il caso di Meta è considerato uno dei più significativi.

Minacce di multe in Europa

In Europa, le accuse sono analoghe. Una valutazione iniziale da parte dell’Unione Europea indica che Meta potrebbe violare le leggi locali, in particolare il DSA (Digital Services Act), che richiede una maggiore responsabilità da parte delle aziende per la salute fisica e mentale dei consumatori. La commissaria Virkkunen ha dichiarato che la protezione della salute degli utenti, specialmente i minori, deve essere una priorità, e non può essere trascurata.

La potenziale multa europea potrebbe arrivare fino al 6 percento del fatturato globale di Meta: nel 2025, questo ha generato circa 201 miliardi di dollari, il che potrebbe tradursi in un massimo di 12 miliardi da pagare. La Commissione non vuole attendere e chiede l’attuazione di multe rapide fino a quando i meccanismi che alimentano l’uso eccessivo non vengano corretti.

La risposta di Meta alle accuse in Europa è stata di rigetto. La società sottolinea di aver adottato misure, ad esempio strumenti di gestione del tempo per gli utenti giovanili, ma la Commissione Europea osserva che tali misure siano facilmente eludibili o inutili nella pratica. Si riconosce comunque che Meta abbia fatto degli sforzi, però, ad oggi, le sue iniziative non sembrano adeguate per soddisfare le aspettative legali europee.

Che ne sarà di TikTok?

Interessante notare che la Commissione ha esaminato anche le problematiche di TikTok, ma le sue risposte non hanno soddisfatto le aspettative. Secondo una fonte vicina, “nessuna piattaforma ha rispettato pienamente i requisiti della Commissione Europea”, il che indica che la battaglia legale per una maggiore sicurezza dei minorenni sul web potrebbe coinvolgere una serie di grandi operatori internazionali.

In sintesi, la crisi legale di Meta, se non risolta attraverso modifiche sostanziali ai suoi algoritmi e alle sue politiche, potrà comportare una serie di conseguenze finanziarie di grande impatto. Al momento, l’incombente rischio di un’ampia multa potrebbe costituire una spina nel fianco per una delle più grandi aziende digitali del mondo.