Contesto e motivazioni
Le amministrazioni pubbliche dei Paesi Bassi hanno avviato un progetto ambizioso per realizzare una suite informatica totalmente open source, denominata DAWO (Digitaal Autonome Werkomgeving Overheid). L’obiettivo è garantire la sovranità digitale dello Stato, eliminando la dipendenza da soluzioni proprietarie come Windows e Microsoft 365. Un episodio cruciale è stato il blocco, da parte di Microsoft, della casella di posta del capo pubblico ministero del Tribunale Penale Internazionale, su pressione del governo degli Stati Uniti.
Struttura del progetto DAWO
DAWO non è un prodotto finito, ma una sorta di “blueprint” che definisce un’intera catena di strumenti interoperabili. Il modello prevede l’utilizzo di componenti sostituibili per il sistema operativo, l’infrastruttura cloud, la comunicazione, l’intelligenza artificiale e la collaborazione su documenti. La costante è la ricerca della massima autonomia rispetto a fornitori esterni.
Scelta del sistema operativo: NixOS
Durante la fase di sperimentazione, le amministrazioni hanno testato diverse distribuzioni Linux, tra cui openSUSE e Fedora. Alla fine, è stato selezionato NixOS per le sue caratteristiche di gestione dichiarativa delle configurazioni e per la capacità di garantire ambienti replicabili e sicuri. Otto comuni olandesi, coordinati dal VNG (Verbond van Nederlandse Gemeenten), stanno già utilizzando NixOS in ambienti di produzione.
Implementazione e partner tecnologici
Nel luglio 2026 la commissione interdipartimentale ICBR (Interdepartementale Kommission für den Geschäftsbetrieb des Staatsdienstes) ha affidato la realizzazione a tre fornitori pubblici: SSC‑ICT, DICTU e DUO‑ICT. Il progetto è diretto dal Ministero dell’Interno, che fornisce la visione strategica e le linee guida operative.
Il cuore dell’ambiente di lavoro è “MijnBureau”, una suite sviluppata internamente che integra:
- Nextcloud per la gestione dei file e la sincronizzazione;
- Collabora per le attività di editing documenti;
- Element per le comunicazioni istantanee e le videoconferenze;
- OpenProject per il project management.
Collaborazioni internazionali
Il modello di “MijnBureau” è già in fase di scambio con iniziative analoghe in Europa. Il team olandese collabora con il progetto francese “La Suite” e si ispira a “openDesk”, l’equivalente tedesco. Questa rete di partnership mira a creare standard comuni per le amministrazioni pubbliche, facilitando la condivisione di codice e best practice.
L’impatto delle sanzioni statunitensi
Secondo il portale tecnologico olandese Tweakers, la decisione di avviare DAWO è stata accelerata dall’esperienza delle sanzioni USA contro l’ICC di L’Aia. Microsoft, sotto pressione governativa, ha disattivato l’account email del capo pubblico ministero Karim Khan. L’evento ha dimostrato quanto i servizi digitali critici possano essere vulnerabili a decisioni politiche esterne, spingendo il governo a costruire un’infrastruttura indipendente.
Obiettivi di lungo periodo
Con DAWO, i Paesi Bassi mirano a creare un ecosistema digitale che garantisca:
- autonomia operativa e protezione dei dati sensibili;
- flessibilità nell’adozione di nuove tecnologie, grazie a una architettura modulare;
- riduzione dei costi legati a licenze proprietarie;
- coerenza normativa con le direttive europee sulla sovranità digitale.
Il progetto è ancora in fase di sviluppo, ma le prime sperimentazioni hanno evidenziato un miglioramento nella gestione dei flussi di lavoro e nella sicurezza delle comunicazioni. Le amministrazioni locali stanno valutando l’estensione a ulteriori servizi, tra cui l’integrazione di modelli di intelligenza artificiale open source per l’analisi dei dati.
Prospettive future
Il successo di DAWO potrebbe fungere da modello per altri paesi europei che desiderano ridurre la dipendenza da fornitori americani. La combinazione di NixOS, Nextcloud, Collabora, Element e OpenProject dimostra che è possibile costruire una suite completa e competitiva interamente con software libero. Nei prossimi mesi, il governo olandese prevede di pubblicare una versione stabile della blueprint, accompagnata da linee guida per la migrazione di altri dipartimenti pubblici.