Nonostante il caos alle frontiere, la Commissione europea rifiuta di sospendere il nuovo sistema digitale di controllo delle entrate. La Commissione ha chiarito, in risposta all’appello avanzato da compagnie aeree e operatori aeroportuali con un messaggio formale, che una sospensione del sistema non è né necessaria né operativa. Il sistema digitale di entrata ed uscita (EES) richiede il riconoscimento biometrico con scanner delle immagini dei volti e dei polpastrelli.
Problemi tecnologici e lunghe code
Gli utilizzatori del sistema, tra cui compagnie aeree e gestori aeroportuali, hanno denunciato un insieme di problemi tecnici, malfunzionamenti software e lunghe file per accedere ai controlli alle frontiere. La cancellata operazione di sperimentazione ha generato lunghe code, ritardi massivi e problemi logistici estremi. Il problema si è verificato soprattutto in Paesi come l’Italia, dove ad esempio, a Linate, una compagnia britannica ha visto solo 34 dei 156 passeggeri a bordo a causa di problemi nei flussi di accesso.
I rappresentanti del settore aereo chiedono flessibilità operativa alle autorità di controllo, che permetta agli Stati membri di sospendere temporaneamente l'uso del sistema in casi di emergenza, come congestione estrema o fallimenti tecnologici. Attualmente, le autorità di controllo possono sospenderlo per un massimo di sei ore, ma tale intervallo non soddisfa i bisogni del settore aereo.
Obiezioni della Commissione
Un alto funzionario UE ha ribadito che il sistema richiede il controllo continuo dei dati di ingresso e di uscita per garantire la sicurezza e il tracciamento completo. La Commissione sottolinea che già vengono dati agli Stati membri notevoli margini di manovra e che i nuovi regolamenti li permetteranno di sospendere la registrazione biometrica in caso di sovraffollamento temporaneo. Tale opzione è già in atto e le autorità dell’UE ne stanno sfruttando largamente la possibilità.
Pianificazione fallita e costi elevati
La sperimentazione carente, unita a problemi di sviluppo del software, ha causato un aumento delle spese totali del sistema da 142 milioni di euro a 212 milioni di euro. Inoltre, alcuni Stati membri hanno mantenuto i propri modelli di sistema nazionali, connettendoli al sistema unico europeo. Questa mancata progettazione a livello europeo ha prodotto ciò che i commentatori definiscono un “mosaico tecnologico fallace”.
- Gli Stati membri hanno implementato soluzioni diversificate.
- Non tutti i Paesi hanno adottato lo stesso sistema di registrazione biometrica.
- Questo frammento di diversità tecnologica ha creato criticità operative.
Un esempio di tali fallimenti tecnici si è verificato al Terminal Eurostar nello St Pancras di Londra, dove i dispositivi di controllo sono restati inutilizzati a causa di un bug software che impedisce il trasferimento di dati francesi.
Confronto con tecnologie globali
Secondo i tecnici, il modello implementativo europeo è estremamente complesso rispetto a sistemi simili realizzati in USA o Cina, dove i controlli sono uniformi e centralizzati. In Europa, invece, i 27 Paesi membri mantengono le loro strutture separate, creando quindi sfide di compatibilità tecnologica e di gestione organizzativa.
Prospettive future
La Commissione UE riconosce che il sistema richiede ulteriore lavoro tecnico e miglioramenti sull'implementazione. La cancellata collaborazione con le autorità dell’area di controllo delle frontiere, insieme ai tecnici, sta cercando di risolvere gli malfunzionamenti in tempo reale.
Frontex, l'agente dell’unione per la frontiera, chiarisce che l’implementazione iniziale è lenta ma che, una volta aggiornata la base di dati, il sistema diventerà più efficiente. Con il tempo, l’elaborazione automatica dei nuovi dati potrebbe ridurre i tempi di sosta e rendere i controlli più fluidi.
Preoccupazione per il flusso estivo
Il settore aereo si appresta al periodo estivo, un cruciale periodo economico per i viaggi internazionali, preoccupato per eventuali nuovi ritardi e problemi tecnici. Si teme che l’attuale sistema continui ad essere un ostacolo significativo. Alcuni aeroporti, come quelli di Roma, si preparano al peggio. Sulle isole greche alcune misure temporanee sono già state adottate per alleviare la pressione sugli operatori.
Pianificazione fallimentare
Le compagnie aeree accusano il ritardo del programma di pianificazione da parte degli Stati membri, che avrebbero dovuto prepararsi fin dal 2017. L’industria aerea sente che attualmente i viaggiatori siano “cavie” di un sistema incompleto.
Conclusione
La Commissione, con l’appoggio della presidente Ursula von der Leyen, ha sostenuto che la cooperazione tra Stati membri e organizzazioni aeree è essenziale per affrontare i problemi tecnici esistenti e migliorare il sistema di controllo delle frontiere. Le problematiche attuali non cancellano gli obiettivi principali del sistema, come la sicurezza e la modernizzazione dell’amministrazione migratoria. Tuttavia, il settore aereo continua ad esprimere preoccupazioni sull’impatto economico potenziale e logistico.