Google Cloud ha lanciato lo Open Knowledge Format (OKF), una specifica open-source progettata per strutturare il contesto e il know-how utilizzabile in sistemi di Intelligenza Artificiale. Questo formato, progettato per essere utilizzato in aziende, ha un obiettivo chiaro: permettere l'accesso centrale e coerente a metadati, documentazioni, runbooks e definizioni specifiche, rendendole utili per l’implementazione e la gestione dell’Intelligenza Artificiale.
Dopo l'annuncio, Google ha integrato tale specifica nel proprio Knowledge Catalog, mostrando un impegno concreto a diffonderla. La soluzione adotta un modello di organizzazione del Knowledge che ha guadagnato popolarità tra gli sviluppatori di agenti KI negli ultimi mesi: invece di chiedere agli agenti di estrarre le informazioni da fonti varie e frammentate come wiki e documentazione, le squadre strutturano le informazioni utilizzando file Markdown come un “wiki per Intelligenza Artificiale”.
Una variante simile di questo approccio si riscontra in strumenti come Obsidian-Vaults, o nei file di configurazione per agenti, come “AGENTS.md” o “CLAUDE.md”. Nonostante questi siano modelli interessanti, rimangono spesso ristretti alle singole squadre o alle specifiche piattaforme su cui si basano. Il formato Open Knowledge Format si propone quindi di stabilire un insieme coerente di convenzioni, che permetta di leggere, scrivere e condividere il knowledge tra strumenti diversi.
Knowledge in File Markdown
Un bundle OKF è costituito da una raccolta di file Markdown. Ogni file descrive precisamente un concetto, ad esempio una tabella, un dataset, una API o una metrisca. Al interno dei file, il front-matter YAML contiene i campi strutturati necessari, come type, title, description, resource, tags e timestamp.
Questi documenti vengono interconnessi tramite hyperlink Markdown tradizionali, permettendo di costruire quindi un graph di conoscenza che rappresenta le interazioni tra concetti diversi. Questo consente agli agenti KI non solo di ottenere singoli documenti, ma anche di comprendere la relazione tra di essi, aumentando la coerenza e la profondità del know-how in uso.
A Formato, non a Piattaforma
Google descrive OKF come formato, non come piattaforma, per garantire la sua massima flessibilità. La specifica è progettata per essere indipendente da fornitori di cloud, database, modelli KI e framework di agenti. Per rimanere flessibile, il formato non include vincoli troppo rigidi, richiedendo soltanto un campo tipo, con gli altri campi e metadati lasciati alla definizione dell’utente.
Insieme alla specifica, Google ha fornito diverse implementazioni di riferimento, come un agente di arricchimento per BigQuery che può analizzare tabelle e viste e generare automaticamente documenti in formato OKF. Ulteriormente, un modello linguistico aggiunge informazioni come schemi, descrizioni, riferimenti e relazioni di join. Completano il pacchetto un viewer HTML statico, che permette agli utenti di esaminare il repository come un grafo interattivo, senza necessità di backend o server.
Implementazione e Sviluppo Comunitario
Per sperimentare OKF, Google ha incluso esempi di dati provenienti da dataset GA4 E-Commerce, Stack Overflow e fonti open-source su Bitcoin. Tutti i materiali relativi al progetto, inclusa la documentazione, i codici esemplificativi e le implementazioni di riferimento, sono ospitati su GitHub.
Nonostante la specifica OKF sia nel primo stadio di sviluppo (versione 0.1), l’azienda l’ha definita un punto di partenza. Google intende collaborare con la comunità per svilupparla mantenendo la compatibilità all’indietro, garantendo ad ampi spettro di utilizzatori di produrre e consumare il formato, in modo autonomo.