Joshua Achiam, Chief Futurist di OpenAI e figura centrale nella ricerca sulla sicurezza dell’AI, ha annunciato il 1° luglio 2026 che lascerà l’azienda entro fine mese, dopo quasi nove anni. È almeno il quinto dirigente di area safety a uscire da OpenAI negli ultimi due anni.

Un ruolo di estrema importanza

Joshua Achiam lascerà OpenAI entro fine luglio 2026. Lo ha comunicato ai colleghi il 1° luglio, con una nota interna ottenuta da WIRED. Quasi nove anni in un’azienda che, quando lui è arrivato come stagista nel 2017, era ancora un piccolo laboratorio no-profit con una cinquantina di dipendenti. Oggi OpenAI vale oltre 80 miliardi di dollari e si prepara alla quotazione in borsa. Il contrasto non è solo numerico.

Achiam aveva un dottorato in intelligenza artificiale conseguito alla UC Berkeley e un titolo difficile da spiegare fuori dalla Silicon Valley: Chief Futurist. Non era un ruolo decorativo. Secondo le ricostruzioni, il suo compito era studiare i rischi e i benefici dell’AI avanzata, lavorando trasversalmente tra i team di safety e di policy, e collaborando con il responsabile degli affari globali Chris Lehane per orientare la regolamentazione governativa. Prima ancora aveva guidato il Mission Alignment team, il gruppo interno incaricato di tenere l’azienda fedele alla propria carta fondativa. OpenAI ha sciolto quel team a febbraio 2026, redistribuendo i membri in altri dipartimenti. Achiam era rimasto, accettando il nuovo ruolo. È durato cinque mesi.

I motivi della dipartita

Nella nota ai dipendenti non ha indicato una ragione specifica. Ha scritto che “il mondo è ormai al corrente del segreto” — intendendo che la missione sulla sicurezza dell’AI può essere portata avanti anche fuori da un grande laboratorio. Ha descritto la sua uscita come una “laurea”: era entrato a 25 anni, fresco di dottorato; ne ha oggi 34, è padre di un bambino di due anni, e i computer nel frattempo hanno iniziato a risolvere problemi scientifici di frontiera. Non ha comunicato dove andrà.

Trend di uscite da OpenAI

La sua uscita è tutt’altro che isolata. Achiam è almeno il quinto dirigente di area safety a lasciare OpenAI in un arco di due anni. Jan Leike, co-responsabile del team Superalignment, era partito per Anthropic nel 2024. Lo stesso anno erano usciti Miles Brundage, responsabile della ricerca sulle policy, e Steven Adler, che lavorava sulle capacità pericolose dei modelli. Andrea Vallone, che studiava come ChatGPT risponde a utenti in difficoltà psicologica, aveva seguito Leike ad Anthropic a fine 2025. Le uscite coincidono con le scelte organizzative che hanno progressivamente ridimensionato i team dedicati alla sicurezza, puntando a integrare quelle funzioni dentro strutture più ampie.

I ricordi del processo Musk v. Altman

Achiam era diventato noto al grande pubblico durante il processo Musk v. Altman, in maggio 2026. Aveva testimoniato ricordando un all-hands meeting del 2018, quando Elon Musk annunciò il suo addio al consiglio di amministrazione di OpenAI. Achiam aveva interrotto il discorso di Musk, definendo una corsa all’AGI “una proposta non sicura”. Musk lo aveva chiamato “jackass”. Al meeting successivo, i colleghi lo avevano premiato con un trofeo con un asino dorato. Dario Amodei — ora CEO di Anthropic — e David Luan erano tra chi gli aveva consegnato il riconoscimento, con incisa la scritta: “Per la sicurezza, non smettere mai di esserlo”.

Cambio di rotta con l’ingresso di Dean Ball

OpenAI non ha comunicato se intende nominare un successore. Al suo posto, questa settimana ha iniziato Dean Ball, ex consigliere AI della Casa Bianca, come responsabile delle “futures strategiche” — una figura con un profilo più politico che scientifico. La direzione del segnale è chiara: mentre l’azienda si avvicina alla quotazione e accelera la produzione commerciale, i ruoli legati alla riflessione di lungo periodo sulla sicurezza vengono assorbiti, ridisegnati o semplicemente non rimpiazzati.

Se OpenAI lascerà vacante il titolo di Chief Futurist, risponderà implicitamente alla domanda su quanto spazio abbia ancora, nella sua struttura, chi pensa in decenni anziché in trimestri.