OpenAI ha replicato alle accuse sollevate da Apple, affermando che siano infondate e che non vi siano prove a supporto del furto di segreti commerciali. L’americana OpenAI, leader nel settore dell’intelligenza artificiale, è finita al centro di una controversia legale con Apple, che ha accusato alcuni collaboratori ex dipendenti di aver fornito informazioni riservate sui futuri prodotti.
Nel dettaglio, Apple sostiene che OpenAI abbia avuto accesso a informazioni confidenziali e documenti riservati, che avrebbe utilizzato per sviluppare propri strumenti tecnologi. Un ulteriore punto riguarderebbe l’indicazione di come aggirare controlli di sicurezza interni. Tra gli scenari possibili, Apple chiede di bloccare la vendita di eventuali dispositivi che sfruttino tali proprietà intellettuali. Tra questi, potrebbe esserci uno smart speaker.
Le dichiarazioni di OpenAI arrivano dopo una denuncia formale da parte di Apple, pubblicata in una dichiarazione ufficiale. Drew Pusateri, responsabile delle comunicazioni di OpenAI, ha chiarito: "Non abbiamo alcun interesse nei segreti commerciali di altre aziende. Rimaniamo concentrati sullo sviluppo di tecnologie innovative che diano potere alle persone in tutto il mondo."
La reazione ufficiale dell’OpenAI si è fatta attendere, ma quando è arrivata è stata chiara. Nell'ultimo comunicato, l'azienda ha spiegato: "Pur prendendo sul serio queste accuse, non siamo a conoscenza di alcuna prova che questa denuncia sia fondata. Crediamo nella concorrenza leale e nella libertà di lavorare ovunque le persone scelgano, e ci concentriamo sullo sviluppo di tecnologie innovative che diano potere alle persone in tutto il mondo."
Pur negando l’accusa, Apple ha sostenuto di possedere dettagli concreti per supportare la sua posizione. La denuncia depositata nei tribunali include un paragrafo che afferma che OpenAI non abbia risposto alle richieste di chiarimento avanzate da Apple. Tuttavia, secondo le informazioni trapelate via via, l’azienda ha in realtà offerto una risposta, ma con un errore tecnico.
Errore nell'email di comunicazione
Il momento più controverso è stato l’invio di un'e-mail da parte dell'avvocato di Apple, Gabriel Gross, al collega di OpenAI, Chang. L’e-mail datata 23 febbraio 2026 portava l'oggetto "Ex dipendenti Apple presso OpenAI mantengono informazioni non pubbliche, riservate e proprietarie". La missiva era stata spedita a un certo Wang, utilizzando però l’indirizzo email non corretto.
Successivamente, Gross ha scritto una seconda email ringraziando Chang di aver partecipato a una telefonata. In realtà, però, nessuna telefonata era mai avvenuta. Chang ha chiesto conferma al team di Apple se l’avvocato Gross rappresentasse l’azienda nel procedimento e ha ricevuto una risposta positiva. Solo successivamente Gross ha inviato un'ulteriore email scusandosi per l'errore.
Come continua l'indagine
Le azioni legali tra Apple e OpenAI proseguiranno in tribunale, ma ad oggi nessun risarcimento o blocco di prodotti è stato confermato. Intanto, l’industria osserva con attenzione il caso, considerando che potrebbe rappresentare un precedente importante in termini di sicurezza dei dati e controllo sull’uso di competenze da parte dell’intelligenza artificiale.
Gli sviluppi di questa disputa coinvolgono due tra le aziende più innovative al mondo: Apple, simbolo del design e dell’esperienza utente unica, e OpenAI, pioniere nello sviluppo delle nuove tecnologie. Ogni passo di questa vicenda potrà influenzare le regole del mercato nel settore dell’AI.