OpenAI, Anthropic, Microsoft e Amazon hanno fondato RAISE US, una no-profit con 500 milioni di dollari già raccolti e un obiettivo da un miliardo, per preparare i lavoratori americani all'impatto dell'intelligenza artificiale. I primi programmi pilota partiranno in quattro stati USA a guida bipartisan.

Un iniziativa unica per il futuro del lavoro

OpenAI, Anthropic, Microsoft e Amazon hanno messo da parte la rivalità per lanciare RAISE US, una no-profit non partigiana che punta a raccogliere un miliardo di dollari per riqualificare la forza lavoro americana. Al momento del lancio, il 25 giugno 2026, erano già stati garantiti oltre 500 milioni. È la prima volta che i principali concorrenti nel settore dell’IA firmano assieme un impegno finanziario di questa portata su un tema sociale.

Una guida bipartisan

A guidare l’organizzazione è Gina Raimondo, ex segretaria al Commercio degli Stati Uniti, affiancata dall’ex governatore dell’Indiana Eri Holcomb. La scelta di una coppia democratica-repubblicana alla guida non è casuale: i primi quattro stati coinvolti nei programmi pilota — Utah, Arkansas, Maryland e Connecticut — sono stati selezionati proprio per formare un mix bipartisan. L’obiettivo è testare politiche concrete prima di qualsiasi estensione nazionale.

Tra i sostenitori figurano anche Bank of America, General Motors, IBM, Mastercard, Eli Lilly e la Rockefeller Foundation. Il consiglio consultivo include economisti di MIT e Harvard, il fondatore di Khan Academy Sal Khan e la presidente dell’AFL-CIO Liz Shuler: il sindacato è esplicitamente al tavolo.

Programmi innovativi e concreti

I programmi previsti spaziano dall’apprendistato con retribuzione ai crediti formativi brevi, dalla navigazione di carriera assistita dall’IA alla wage insurance: un meccanismo che integra il salario di chi accetta un lavoro peggio pagato pur di non uscire dal mercato del lavoro. In Arkansas, RAISE US sta sostenendo Arkansas LAUNCH, una piattaforma di orientamento professionale basata sull’IA.

Nel Maryland il piano prevede percorsi di servizio civile per neodiplomate in ambito sanitario e un acceleratore per lavoratori che vogliono avviare un’impresa dopo una perdita di lavoro. I risultati saranno misurati su occupazione e progressione salariale, non sul numero di iscritti ai corsi.

Risposte al contesto in rapida evoluzione

Il contesto che ha spinto a questa mossa è leggibile nei dati. Secondo il Bipartisan Policy Center, le offerte di lavoro che richiedono competenze in IA sono cresciute del 144% su base annua ad aprile 2026. Challenger, Gray & Christmas ha contato oltre 87.000 tagli occupazionali in cui i datori di lavoro hanno citato l’IA come causa diretta nel solo 2026, più che in tutto il 2025.

Sono dati auto-dichiarati dalle aziende, ma la direzione è chiara. Raimondo ha sintetizzato la questione senza giri di parole: “L’America ha una strategia tecnologica per guidare la competizione globale sull’IA. Non ha ancora una strategia per le persone.”

Le opinioni degli attori chiave

Nel frattempo, Sam Altman ha ridimensionato i timori, dichiarando di essere stato “deluso dall’assenza” di un impatto più marcato sull’occupazione nei ruoli entry-level. Dario Amodei di Anthropic resta invece tra i più espliciti nel prefigurare perdite fino alla metà dei posti white-collar nei prossimi cinque anni.

Un modello alternativo al reddito universale

RAISE US sceglie di ignorare il reddito di base universale — molto discusso nella Silicon Valley — e punta invece su percorsi verso nuovi impieghi. La logica è che gli stati controllano i college comunitari, i sistemi di credenziali e gli incentivi alle imprese: leve più dirette di qualsiasi trasferimento monetario.

La no-profit include anche un laboratorio di politiche, finanziato da fondazioni filantropiche anziché da aziende, destinato a elaborare proposte che i governi potrebbero adottare in futuro. Resta aperta la questione più difficile: se l’IA creerà posti di lavoro alla stessa velocità con cui li elimina. Nessuno tra i finanziatori ha una risposta certa.

Un'assicurazione per il futuro

RAISE US è, nelle parole di Raimondo, “un’assicurazione contro lo scenario peggiore della transizione.” In un momento di grandi innovazioni tecnologiche e grandi incertezze sociali, l’iniziativa cerca di fornire una guida strutturata e sostenibile per il futuro del lavoro.