Fatti del caso
Nel marzo 2022 un consumatore ha configurato sul sito ufficiale di un costruttore automobilistico un veicolo elettrico del valore di circa 60 000 euro. Dopo aver completato la configurazione, ha chiuso l’operazione cliccando su un pulsante contrassegnato esclusivamente con la dicitura “Bestellen” (in tedesco “Ordina”). Il veicolo è stato consegnato nel settembre 2022 e il compratore lo ha utilizzato intensamente nei mesi successivi.
Nel agosto 2023 il cliente ha richiesto la rescissione dell’acquisto, invocando inizialmente un presunto diritto di recesso entro i quattordici giorni previsti dalla normativa europea. Il Landgericht di Berlino II ha rigettato la domanda, sostenendo che il termine era scaduto e che la comunicazione dei termini di cancellazione fosse stata corretta.
Il consumatore ha quindi presentato ricorso al Kammergericht di Berlino (KG), sezione 1, che ha emesso una sentenza il 17 settembre 2023 (Az.: 1 U 25/25), in cui ha raggiunto una conclusione diversa.
Il ragionamento del KG Berlin
Il giudice ha riconosciuto che il recesso entro i quattordici giorni non era più possibile, poiché il periodo era scaduto e la relativa informativa era stata fornita in modo conforme. Tuttavia, il KG ha ritenuto che il consumatore avesse diritto a un rimborso basato sul diritto di arricchimento ingiusto, ai sensi del § 812 BGB, poiché non era stato concluso un contratto valido.
La motivazione principale è stata la violazione della cosiddetta “Button‑Lösung” prevista dal § 312j BGB. Secondo questa disposizione, la fase finale di conferma di un acquisto online deve contenere una chiara indicazione che l’azione è “zahlungspflichtig bestellen” (cioè “ordinare con obbligo di pagamento”) o una formulazione altrettanto esplicita. L’uso della sola parola “Bestellen” è stato giudicato insufficiente per creare un vincolo contrattuale.
La normativa sul pulsante di ordine
Il § 312j BGB stabilisce tre requisiti fondamentali per la validità della conclusione di un contratto online:
- Il consumatore deve poter confermare esplicitamente la sua obbligazione di pagamento.
- Il pulsante o il link di conferma deve contenere una dicitura chiara e inequivocabile, ad esempio “zahlungspflichtig bestellen”.
- Il consumatore deve aver ricevuto una preventiva informativa sui costi totali e sulle condizioni di pagamento.
Il KG ha sottolineato che, anche se il venditore aveva informato il cliente in altre parti del sito riguardo ai costi e aveva richiesto il passaggio a una schermata “Weiter zur Bezahlung” (“Continua al pagamento”), la mancanza di un’etichetta esplicita sul pulsante finale rendeva la procedura non vincolante.
Confronto con altre decisioni
Questa sentenza si discosta nettamente da precedenti sentenze degli Oberlandesgerichte di Monaco, Hamm, Braunschweig e Francoforte, i quali avevano ritenuto validi contratti analoghi nonostante l’utilizzo di un pulsante semplicemente etichettato “Bestellen”. Il KG ha respinto il tentativo di una “riduzione teleologica” che limitasse l’applicazione della normativa solo a casi di “Abofallen” (trappole di abbonamento), affermando che la legge intende proteggere i consumatori da decisioni affrettate in qualsiasi contesto, anche ad alto valore come quello dell’automobile.
Il giudice ha inoltre affermato che il comportamento del consumatore, che ha continuato a utilizzare l’auto dopo la consegna, non configura una violazione del § 242 BGB (arricchimento illecito), poiché spetta al venditore garantire la conformità del proprio shop alle norme vigenti.
Conseguenze per i venditori online
Il KG ha evidenziato che la modifica della dicitura del pulsante è tecnicamente fattibile e non richiede alcun cambiamento legislativo, poiché la normativa è rimasta invariata dal 2012. I venditori di veicoli e, più in generale, tutti i commercianti elettronici devono dunque aggiornare i propri processi di checkout per includere una formulazione che espliciti l’obbligo di pagamento.
Il mancato adeguamento può comportare la nullità del contratto e l’obbligo di restituire l’intero importo al consumatore, con eventuali aggiustamenti per l’uso del bene.
Rimborso e calcolo dell’indennizzo
Per quanto riguarda la restituzione del prezzo, il KG ha applicato i principi del diritto di arricchimento ingiusto e della teoria del saldo. Il consumatore dovrà restituire il veicolo e ricevere indietro il prezzo di acquisto, ma il valore dell’uso dell’auto fino alla richiesta di rescissione deve essere detratto.
Il tribunale ha stabilito che, per il periodo di utilizzo post‑consegna, il valore delle utilità derivanti dal proseguimento della guida venga considerato nella compensazione. Tuttavia, per il periodo antecedente la richiesta di rescissione, il giudice ha ritenuto non necessaria alcuna deduzione, in ragione del fine protettivo delle norme consumer.
Alla luce di tali calcoli, il rimborso netto è stato fissato in circa 53 200 euro, più interessi legali. La sentenza non è ancora passata in giudicato e potrebbe essere oggetto di ricorso o di una futura decisione del Bundesgerichtshof.
Prospettive future
Questa pronuncia apre un importante dibattito giuridico sulla reale efficacia delle disposizioni del § 312j BGB nel contesto di acquisti ad alto valore. Se il Bundesgerichtshof dovesse confermare la posizione del KG, si assisterà a una standardizzazione più rigorosa delle interfacce di checkout, con impatti significativi per il settore automotive e per tutti i rivenditori online.
Nel frattempo, i consum