Open Source Ecology, fondata da Jakubowski, è una comunità aperta di ingegneri, artigiani e costruttori che collaborano al Global Village Construction Set (GVCS). Si tratta di una collezione di 50 macchine essenziali per la sopravvivenza moderna, dal trattore al forno fino a strumenti per la produzione di circuiti elettronici. Queste macchine sono progettate in modo tale da poter ricostruire da zero una civiltà. Sono inoltre flessibili e riprogettabili in base alle esigenze.

Come tutto iniziò con un trattore

Da bambino, Jakubowski traslocò con la famiglia da Slupca, in Polonia, negli Stati Uniti. Rimase colpito dalla quantità incredibile di prodotti disponibili nei negozi alimentari americani e sviluppò una grande convinzione: la ricchezza, l’abbondanza e la sostenibilità potevano essere raggiunte solo nei USA.

Con una laurea da Princeton e un dottorato in fisica all’università del Wisconsin, Jakubowski spende la maggior parte della sua vita nell’istruzione. Anche se molti dei suoi compagni di classe iniziano carriere luminose in aziende multinazionali, lui opta per un percorso diverso. Nel 2003 decide di costruire un’azienda agricola a Maysville, in Missouri, acquistando un trattore e tentando di dimostrare il concetto di sostenibilità in una terra lontana da sua casa.

Sfortunatamente per Jakubowski, l'iniziativa fallì presto a causa della mancata riparazione del trattore. Nonostante conoscesse la soluzione al problema tecnico, non gli era consentito intervenire autonomamente. La politica dei grandi produttori di macchine agricole, come John Deere, vieta ai clienti di eseguire le riparazioni da soli, a meno che non risiedano in aree dove il “diritto alla riparazione” è legale. Questo ostacolo spinse Jakubowski a riflettere sull’importanza della proprietà e sull’accesso trasparente e aperto alle tecnologie essenziali per la sopravvivenza umana.

Applicare i principi del software open source alla tecnologia hardware

Dopo l’esperienza con il trattore, Jakubowski si convinse che l’autonomia agricola necessitasse l’accesso gratuito alle tecnologie fondamentali. Così iniziò a studiare il sistema del software open source per applicarlo al settore hardware. L’idea chiave era che, se i contadini avessero avuto accesso a piani, materiali e istruzioni per costruire gli strumenti necessari, avrebbero potuto non solo riparare le macchine, ma anche personalizzarle. Con le sue competenze ingegneristiche, Jakubowski iniziò a costruire il primo trattore per conto proprio e a rendere liberi online tutti i progetti e le istruzioni.

Il trattore di Jakubowski è stato pensato per essere smontabile e facile da modificare. Fa parte del GVCS, una raccolta di dispositivi modulari e plug-and-play che mira a ricostruire da zero un'economia funzionante in qualsiasi parte del mondo. Tra le tecnologie presenti nel GVCS, vi sono un stampante 3D, una centralina idraulica chiamata Power Cube e un micro-casa, quest’ultimo dotato di moduli costruttivi che permettono la realizzazione di turbine eoliche.

I limiti dell’utopia tecnica

Jakubowski immagina un futuro in cui il GVCS possa funzionare come Linux – una piattaforma aperta e personalizzabile – per soddisfare le esigenze specifiche della comunità locale in agricoltura, edilizia e produzione. Secondo Jakubowski, il GVCS dovrà comunque dimostrare di poter produrre in modo efficiente cibo, abitazioni, beni di consumo, veicoli, combustibili e altro, escludendo però articoli esotici come caffè, frutta esotica e semiconduttori di ultima generazione.

Le sfide dell’hardware open-source

    • Difficoltà nell’adattare la tecnologia ad ambienti diversi.
    • Assenza di un supporto finanziario esterno, a differenza di molti progetti open source software.
    • Necessità di competenze tecniche per realizzare le macchine.
    • Limitazioni di accesso ai materiali industriali standardizzati.
    • Richiesta di manodopera locale e volontaria, che potrebbe non essere sempre disponibile.

Il futuro della tecnologia e della comunità

Il sistema di GVCS mira ad essere un'alternativa decentralizzata ai prodotti proprietari e centralizzati. Jakubowski è consapevole che, per rendere l'insegnamento effettivo, il controllo del processo di costruzione, l’accesso alle informazioni e i materiali debbano essere di proprietà di tutti. La tecnologia, per essere veramente inclusiva, non può essere detenuta da pochi.

Il Global Village Construction Set è un tentativo ambizioso di creare una base di strumenti per la sopravvivenza collettiva del genere umano. Se dovesse accadere un’estinzione di massa, il set potrebbe aiutare le società umane esistenti a sopravvivere e ricostruirsi. Ma per Jakubowski, anche il presente richiede un cambiamento radicale verso una tecnologia accessibile, collaborativa e trasparente.

Costruire una civiltà da zero

Sviluppare una tecnologia open-source per il hardware richiede un lavoro collettivo e di lungo termine. Il GVCS non è un progetto terminale, ma piuttosto uno strumento per la crescita continua e l'adattamento al contesto. Jakubowski immagina che i componenti del GVCS possano essere utilizzati per insegnare, costruire e ricostruire, in un ciclo continuo di crescita sostenibile.

In sintesi

Il lavoro di Jakubowski rappresenta una combinazione unica di ingegneria, filosofia ecologica e sostenibilità pratica. Dal fallimento con il trattore alla realizzazione del GVCS, il suo percorso è un esempio di come il potere dell’accesso trasparente alla tecnologia può generare nuove economie locali, resilienti e autonome.