Arte e Intelligenza Artificiale: Una Riflessione sulla Disumanizzazione

POTENZA - Ottobre 07, 2026 - Il corpo umano si trasforma, assume sembianze rettiliane e diventa metafora della progressiva perdita dell'umano. È "The Children of Thulsa Doom", l'opera dell'artista lucano Silvio Giordano presentata a Milano nell'ambito di "Synthetic Bodies", mostra a cura di Chiara Canali dedicata alle trasformazioni della rappresentazione del corpo nell'era dell'intelligenza artificiale.

La mostra, in programma dal 6 al 10 ottobre negli spazi di The Bridge, riunisce le opere di otto artisti internazionali. Le opere esposte includono quelle di Boris Eldagsen, Silvio Giordano, Hariel, Kamilia Kard, Andrea Meregalli, Eleonora Roaro, Vandalo Ruins e Andrew. La rassegna rientra nel programma di AI.motion 2026, festival italiano dedicato al cinema e all'audiovisivo nell'epoca dell'intelligenza artificiale, organizzato da IULM in collaborazione con Neural Network.

Il Mostro di Frankenstein e la Sua Evoluzione

Nel lavoro di Giordano, il riferimento a Thulsa Doom, antagonista del film "Conan il barbaro" (1982), interpretato da James Earl Jones e legato alla stirpe degli uomini-serpente, diventa il punto di partenza per una riflessione sulla disumanizzazione dell'uomo contemporaneo. I corpi assumono tratti rettiliani, mentre volti e pelle si trasformano fino a evocare una progressiva perdita dell'identità umana.

"Mary Shelley, nel Frankenstein, immagina un mostro creato dall'uomo nel tentativo di superare i limiti della natura. Il mostro nasce così dalla nostra stessa ambizione: è una creatura che porta dentro di sé le conseguenze del desiderio umano di andare oltre", spiega Giordano. "Più di duecento anni dopo, quella domanda è ancora aperta. Ma il mostro ha cambiato forma".

Metafora dell'Uomo Contemporaneo

"In The Children of Thulsa Doom l'uomo assume le sembianze di un rettile. Ma i miei mostri non arrivano da un mondo fantastico, sono una metafora dell'uomo contemporaneo. La pelle che presenta squame, il volto che perde i suoi tratti umani, raccontano una trasformazione più profonda: la perdita del calore, della compassione, della capacità di riconoscere nell'altro un essere umano".

"Di fronte ai genocidi in Palestina, alla violenza e all'indifferenza, il mostro non è più necessariamente una creatura diversa da noi. Il vero mostro è l'uomo quando perde la propria umanità", prosegue l'artista. "L'intelligenza artificiale mi permette di rendere visibile questa mutazione, costruendo corpi che non appartengono più completamente né alla natura né alla macchina".

L'Intelligenza Artificiale come Specchio

L'opera si inserisce nella ricerca dell'artista sul New Digital Humanism, che utilizza l'intelligenza artificiale non soltanto come strumento per generare nuove immagini, ma come dispositivo per interrogare identità, corpo e futuro dell'essere umano. "L'intelligenza artificiale non immagina il mostro del futuro. Ci permette di vedere il mostro che rischiamo di essere già diventati", afferma Giordano.

Eventi Correlati e Conclusione

Il vernissage di "Synthetic Bodies" è in programma venerdì 9 ottobre, dalle 18 alle 20. Sabato 10 ottobre, alle 16.30, Chiara Canali presenterà inoltre il volume Professione "Digital Art Curator". Dalla New Media Art all'Intelligenza Artificiale, pubblicato da Jaca Book nel 2026, che comprende anche un intervento dedicato all'intelligenza artificiale. (ANSA). Leggi l'articolo completo su ANSA.it