Il contesto della causa
Qualcomm sostiene che ARM non abbia adempiuto agli obblighi previsti da un Technology License Agreement (TLA) relativo a design di processori ARM, e che abbia divulgato illegalmente informazioni confidenziali, spaventando potenziali clienti di Qualcomm. Come rimedio, Qualcomm chiede di essere esentata dal pagamento di licenze per un periodo compreso tra il 2023 e il 2027, una somma che potrebbe raggiungere diversi miliardi di dollari.
La causa è stata depositata da Qualcomm nell’aprile 2024. Da lunedì, una giuria del tribunale federale di Delaware si sta occupando della questione, con cinque giorni di udienza previsti in aula. Non è la prima volta che le due aziende si trovano a scontrarsi in tribunale.
Il retroscena delle licenze ARM
Per comprendere la disputa è necessario conoscere i due principali tipi di licenza che ARM, controllata da SoftBank, concede a terzi.
- Technology License Agreement (TLA): permette al licenziatario di produrre chip basati sui design ARM con solo lievi modifiche rispetto alle specifiche originali.
- Architecture License Agreement (ALA): consente al licenziatario di sviluppare ulteriormente i design ARM selezionati, ricevendo supporto da ARM senza garanzia di successo. Se lo sviluppo ha esito positivo, il licenziatario può fabbricare i core risultanti e venderli sotto il marchio ARM, ma non può trasferire questi diritti a terzi, neppure in caso di cambio di proprietà.
Il primo grande processo
Qualcomm possiede entrambe le tipologie di licenza, ma aveva interrotto lo sviluppo interno di architetture nel 2018. Nel 2019, ex ingegneri di Apple e Google fondarono Nuvia, che ottenne un ALA e continuò a sviluppare processori basati su ARM. Nel 2021 Qualcomm acquistò Nuvia, ma non si basò sulla licenza di Nuvia, scaduta nel 2022; invece, si riferì a una sua ALA più vecchia, valida fino al 2033.
Questa situazione disturbò ARM, che desiderava incrementare le royalty. ARM citò in giudizio Qualcomm nel 2022, ma il tribunale federale di Delaware, con sentenza alla fine del 2025 (caso ARM v Qualcomm et al, Az. 1:22‑cv‑01146), riconobbe il diritto di Qualcomm di avvalersi della propria ALA anche per i design ereditati da Nuvia, poiché non vi era stato alcun cambiamento di proprietà. L’appello di ARM è ancora pendente.
Il secondo grande processo
Nel nuovo procedimento, Qualcomm accusa ARM di violazione contrattuale. Nella versione pubblicata della denuncia, molti passaggi sono oscurati, ma emerge che ARM avrebbe dovuto fornire a Qualcomm specifici strumenti di test per i processori, obbligo non adempiuto. Documenti interni di ARM suggerirebbero che la mancanza fosse deliberata, volta a costringere Qualcomm a stipulare un nuovo accordo di licenza più costoso.
Qualcomm ha sviluppato a proprie spese gli strumenti di test mancanti e ora richiede un risarcimento per le spese sostenute, nonché il riconoscimento di una penale contrattuale che lo libererebbe dal pagamento di licenze per cinque anni (2023‑2027). Tale penale potrebbe tradursi in miliardi di dollari.
Le accuse di divulgazione di informazioni riservate
Qualcomm contesta inoltre che ARM abbia fornito al servizio di notizie Bloomberg un’accusa infondata secondo cui Qualcomm avrebbe progettato e commercializzato processori ARM non licenziati, con l’obiettivo di sabotare le vendite. Secondo il documento, ARM avrebbe minacciato di rescindere le licenze esistenti di Qualcomm.
Questa comunicazione avrebbe indotto potenziali clienti a rinunciare all’acquisto di chip Qualcomm per evitare rischi di contenziosi sui diritti di proprietà intellettuale. Qualcomm chiede compensi per il danno commerciale subito, mentre ARM sostiene che il danno è puramente speculativo e che Qualcomm non può richiedere risarcimento per una perdita ipotetica. Inoltre, Qualcomm è stata accusata di aver fornito a media esterni informazioni riservate su un’indagine antitrust contro ARM.
Le richieste di Qualcomm
Qualcomm ha ampliato la causa originaria (presentata nel marzo 2026) includendo un ulteriore reclamo riguardante le trattative sulle licenze per nuovi core “off‑the‑shelf”.
- Il TLA garantisce a Qualcomm il diritto di acquisire licenze per core commerciali di ARM a condizioni commercialmente ragionevoli.
- Qualcomm afferma che ARM ha ritardato indebitamente le sue richieste di licenza per core come Cortex‑A520, Cortex‑A720 e M55, per poi proporre condizioni economiche esorbitanti.
- Qualcomm sostiene che tale comportamento è stato osservato subito dopo il deposito della causa nel 2024.
Per questo motivo, Qualcomm ha richiesto una decisione giudiziaria che imponga ad ARM di negoziare in buona fede e di offrire condizioni di licenza eque.
Stato attuale del procedimento
Questa settimana la giuria deve esaminare i punti principali della causa del 2024. Una parte più recente della denuncia verrà decisa dal giudice senza l’intervento della giuria, in particolare la questione relativa al mancato dialogo onesto su nuove licenze.
Il caso resta un importante indicatore di come le dinamiche di licenza tra i giganti dei semiconduttori possano influenzare l’intero ecosistema dei dispositivi mobili e dei sistemi embedded. Una eventuale decisione a favore di Qualcomm potrebbe ridurre notevolmente le entrate di ARM, mentre una sentenza favorevole ad ARM potrebbe rafforzare la sua posizione contrattuale nei confronti di altri licenziatari.
Prospettive future
Indipendentemente dall’esito, la disputa evidenzia la crescente importanza dei contratti di licenza nel settore dei chip, soprattutto in un periodo di rapida evoluzione dell’intelligenza artificiale e di richiesta di prestazioni sempre più elevate. Le parti coinvolte dovranno probabilmente rinegoziare i termini per evitare ulteriori contenziosi, mentre gli osservatori del mercato attendono con attenzione le decisioni dei tribunali statunitensi, che potrebbero avere ripercussioni globali sul pricing dei processori e sull’accesso alle tecnologie ARM.