Gli esperti di sicurezza del Centro Helmholtz CISPA hanno recentemente rivelato tre importanti vulnerabilità nel sistema AirDrop di Apple, usato per la condivisione wireless di file tra dispositivi. Sebbene queste non comportino vulnerabilità che permettono l'esecuzione di codice dannoso, esse possono comunque essere utilizzate per causare crolli di sistema e malfunzionamenti. Inoltre, sono state rilevate ulteriori tre vulnerabilità anche nel sistema Quick Share sviluppato da Google e Samsung.

Una ricerca mirata e una tecnica innovativa

Arash Ale Ebrahim e Nils Ole Tippenhauer, al vertice della ricerca, hanno creato un framework di test intitolato "AirFuzz", pensato specificatamente per analizzare il comportamento di AirDrop davanti a dati errati o manipolati. Questo strumento invia in modo automatico pacchetti anomali per provocare interruzioni o comportamenti inaspettati. Lo studio si è concentrato sull’architettura applicativa della funzionalità anziché sulla comunicazione a livello fisico puramente wireless.

Come funzionano le vulnerabilità di AirDrop

Delle tre criticità individuate, due possono essere scatenate non appena AirDrop è configurato per ricevere da "tutti", con la dritta di attiva. La terza vulnerabilità si manifesta invece solo una volta che una condivisione è stata accettata. Basterebbe, ad esempio, una richiesta HTTP malformata a colpire un servizio interno, il cosiddetto "sharingd", causandone il blocco. Con l’AirDrop che smette di funzionare, anche funzioni come AirPlay, Handoff e la sincronizzazione tra appunto vengono compromesse.

Una seconda debolezza riguarda l’elaborazione dei Property Lists, un formato dati interno a Apple che, grazie a strutture dati annidate, potrebbe innescare un buffer overflow. L’ultima vulnerabilità rilevata è relativa al livello framework di rete di Apple, che reagisce male a header HTTP specificamente manipolati.

La solidità della verifica delle identità Apple

Nonostante i notevoli exploit ipotizzabili, i ricercatori hanno sottolineato che tutti i tentativivi di aggirare l'autenticazione iniziale per le trasmissioni - ad esempio l’inserimento forzato di file o l’accesso non richiesto da un terzo - sono falliti. La verifica dell’identità Apple sembra resistere bene ai tentativi di manipolazione.

Potenziali rischi in Quick Share

I test hanno evidenziato pure problematiche nel sistema di Quick Share. Samsung, in particolare, presenta due problemi rilevanti: per primo, il servizio analizza determinati pacchetti dati prima del completamento della fase di autenticazione. Per seconda, esso consente l’elaborazione di alcuni tipi di messaggi non cifrati, un fatto che potrebbe essere sfruttabile dagli hacker in reti comuni come quelle dell’hotel o della stazione.

Un grave problema rilevato è stato riferito a Google: nel client di Quick Share per Windows è stato scoperto un errore "use-after-free", una tipica vulnerabilità che permette l’accesso a risorse di memoria già rilasciate. Questo rischio potrebbe evolversi in vere e proprie attività malevoli, seppure i ricercatori non abbiano ottenuto risultati concreti in termini di sfruttamento completo.

Rapporti con il produttore e roadmap correttivi

I ricercatori hanno fornito la segnalazione formale ad Apple, alla quale le vulnerabilità sono state confermate. Per quanto riguarda le problematiche di Samsung, queste sono state reindirizzate a Google, visto che parte del codice risalirebbe direttamente a componenti di proprietà Alphabet. Anche in questo caso, Google ha confermato la problematica e ha incluso una ricompensa finanziaria a titolo di gratificazione.

I rischi legati alla vicinanza tra dispositivi

Una particolarità da notare è la portata operativa limitata di queste tecniche: tutti i tentativi richiedono una distanza fisica tra i dispositivi di circa 10-30 metri. Nonostante questo, in contesti affollati come aeroporti o conferenze, sarebbe comunque possibile interagire con parecchi utenti in contemporanea, aumentando il rischio per i possessori di iOS o Android.

Consigli per l’utente

Finché non saranno rilasciati aggiornamenti ufficiali che sistemino le problematiche, gli utenti dovrebbero evitare di lasciare attivo AirDrop o Quick Share quando non utilizzano queste funzioni, e limitare il tempo in cui i propri dispositivi sono visibili agli altri. In ambienti poco conosciuti o non controllati, un livello maggiore di prudenza risulta essenziale per non esporre a vulnerabilità esterne.