Il 13 giugno 2026, l’amministrazione Trump ha emesso una direttiva di controllo sulle esportazioni che ha costretto Anthropic a sospendere l’accesso ai suoi due modelli AI più potenti, Claude Fable 5 e Claude Mythos 5, per tutti i cittadini stranieri, compresi i dipendenti stessi dell’azienda con nazionalità estera. Anthropic ha preso una decisione ancora più drastica: ha disabilitato entrambi i modelli per ogni utente nel mondo, senza distinzione di nazionalità. Per la prima volta nella storia degli Stati Uniti, un controllo formale di esportazione è stato applicato a un modello AI commerciale già distribuito al pubblico.

La sequenza degli eventi è stata rapida e tesa. Anthropic aveva lanciato Claude Fable 5 il 9 giugno, presentandolo come la versione per consumatori di Mythos 5 dotata di guardrail per limitarne l’uso in ambito cybersecurity. Pochi giorni dopo, secondo fonti ricostruite, Amazon ha segnalato all’amministrazione un jailbreak del modello, ovvero un modo per aggirare i meccanismi di sicurezza. Il governo ha dato ad Anthropic 90 minuti per limitare l’accesso o affrontare le conseguenze. David Sacks, co-presidente del Consiglio dei consulenti scientifici del presidente Trump, ha ricostruito la vicenda su X, dove ha spiegato che il CEO di Anthropic, Dario Amodei, ha rifiutato di correggere il jailbreak o di ritirare il modello. Il Dipartimento del Commercio ha quindi proceduto con i controlli formali. Anthropic, incapace di implementare restrizioni per nazionalità in tempi brevissimi, ha disabilitato ogni servizio in emergenza.

Le versioni ufficiali divergono su un punto centrale: il governo descrive il jailbreak come una minaccia seria, con sospetti che un gruppo legato alla Cina abbia già avuto accesso a Mythos. Anthropic, invece, definisce la vulnerabilità “ristretta e non universale”, aggiungendo che tecniche analoghe sono operative anche su modelli concorrenti, come GPT-5.5 di OpenAI. L’azienda ha dichiarato di adottare una strategia di difesa a più livelli e di monitorare attivamente ogni possibile uso improprio. Dario Amodei ha descritto il tutto come “un malinteso” e ha assicurato che l’obiettivo è ripristinare l’accesso il prima possibile. Mentre Anthropic ha scelto il blocco globale, i suoi tecnici senior si sono recati a Washington per incontrare i funzionari della Casa Bianca.

Una relazione in crisi

Il contesto è una relazione già tesa tra il governo Usa e Anthropic. L’azienda ha mantenuto posizioni non conformi alla politica del governo in passato, rifiutando di fornire i suoi modelli a sistemi d’arma autonomi e programmi di sorveglianza interna. Queste decisioni avevano già causato attriti con le forze armate americane, tanto che il Pentagono aveva incluso Anthropic in una sorta di lista nera per i contratti di difesa. Ora si aggiunge questa disputa pubblica sul jailbreak. David Sacks ha scritto che “l’amministrazione sta valutando le capacità tecniche di Anthropic” e spera in una rapida risoluzione, definendo la situazione seria ma risolvibile.

Tuttavia, il messaggio politico è chiaro: il governo Usa sta esercitando un controllo diretto sui grandi modelli AI. Nonostante le critiche di Sacks, le reazioni sono state varie. Dean Ball, esperto di policy, ha definito la misura “semplicemente grottesca”, mentre Ben Murphy dell’Institute for Progress ha parlato di “un altro passo verso la balcanizzazione della tecnologia”. La questione solleva dibattiti non solo tecnici ma anche etici e geopolitici.

Implicazioni più ampie

Questa vicenda segna una svolta negli Usa, dove i controlli sulle esportazioni erano già presenti per tecnologie sensibili come i chip di ultima generazione. Applicarli direttamente a modelli AI accessibili al pubblico è, però, un fatto inedito: significa considerare i grandi modelli di intelligenza artificiale come asset strategici nazionali, con conseguenze concrete per le aziende che li sviluppano. Se questa prassi dovesse consolidarsi, ogni nuovo modello di frontiera dovrà superare una fase di valutazione governativa prima del lancio, con ricadute dirette sull’innovazione e sulla libera distribuzione.

    • Il governo Usa valuta i modelli AI come risorse strategiche.
    • I modelli potrebbero dover superare revisioni governative prima del lancio.
    • Le aziende tecnologiche potrebbero dover adottare nuove strategie di distribuzione.
    • I rischi geopolitici legati all’uso di modelli AI stranieri aumentano.
    • La sovranità tecnologica assume un ruolo centrale in questo contesto.

Il resto del mondo ha colto immediatamente la novità: dipendere esclusivamente da modelli AI Usa espone a rischi reali di interruzione o controllo governativo. La corsa alla costruzione di infrastrutture e modelli indipendenti ha preso momentum. Questa settimana ne è la prova più concreta.